Un Derby con Mondonico: “Ai miei tempi ti giocavi il contratto dell’anno dopo”

Un Derby con Mondonico: “Ai miei tempi ti giocavi il contratto dell’anno dopo”

Pochi giorni / L’impatto dell’eliminazione dalla Champions potrebbe essere più forte del previsto sulla testa dei bianconeri

Neanche la squadra più quadrata e compatta del mondo può passare indenne attraverso una notte di Champions come quella attraversata dalla Juventus: dallo 0-2 in casa della seconda miglior squadra del mondo, al calo e al pareggio, fino ad arrivare alla sconfitta nei supplementari, con tanto di sigillo firmato dal gioiellino lasciato partiea, forse, troppo in fretta. Insomma, una mazzata significativa sul campo e nello spirito, che anche la fortissima e solidissima Juventus potrebbe essere in grado di assorbire solamente in parte.

E in ottica derby, tutto questo diventa fondamentale, come sottolinea anche Emiliano Mondonico, ex giocatore e tecnico granata: “Difficile passare indenni da partite del genere; c’è il rischio di non riuscire a recuperare le energie nervose necessarie per affrontare le una partita come il derby. La stracittadina fa storia a sé, spesso vince la sfavorita”. Tuttavia, ciò non significa che il Torino potrà permettersi di abbassare la guardai, e certamente non glielo consentono una stagione e una classifica fin qui deludenti, soprattutto rispetto alle attese e all’inizio di stagione. “La vedo bene per il Toro, con questa partita può salvare un’annata altrimenti negativa: i tifosi, giustamente, non apprezzano ciò che è stato fatto fin d’ora. I granata devono giocarla con la consapevolezza che non è una partita come le altre. Ai miei tempi” ha continuato il tecnico ai microfoni di Tutti Convocati, trasmissione radiofonica in onda su Radio 24 “vincere il derby voleva dire guadagnarsi il contratto dell’anno successivo: questa è la mentalità”.

Emiliano Mondonico sulla panchina del Torino nel 1993
Emiliano Mondonico sulla panchina del Torino nel 1993

Giocarsi la partita dell’anno, insomma, per superare un gap che, in minima parte, potrebbe essere stato appianato dalle delusioni del mercoledì sera. Scendere in campo con la consapevolezza che l’impresa è possibile, anche con il supporto di chi fino ad ora è rimasto deluso, ma domenica, ancora una volta, vuole avere il coraggio di crederci.

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