Diop, quando la sfortuna del Toro ci vede benissimo

Diop, quando la sfortuna del Toro ci vede benissimo

Nel vedersi sventolare in faccia quel rettangolo rosso si è vista nei suoi occhi tutta la rabbia e la delusione di chi a diciannove anni subisce una plateale…

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Nel vedersi sventolare in faccia quel rettangolo rosso si è vista nei suoi occhi tutta la rabbia e la delusione di chi a diciannove anni subisce una plateale ingiustizia. 


INCREDULITA’ E RABBIA – In primis non ne comprendi il motivo, ti domandi cosa mai abbia potuto generare una sanzione di quel tipo. Una volta capito allora subentra la rabbia, che tieni dentro per non peggiorare ulteriormente la situazione e lei monta, monta fino a esondare in un gesto eclatante, come quel calcione al cartellone pubblicitario.

 

QUEI POCHI MINUTI – Si apprestava a disputare un’altra risicata manciata di minuti Abou Diop, subentrando a un Barreto che da diversi minuti non garantiva più il necessario apporto al centrocampo granata. Con la sua squadra sotto di un gol e già in inferiorità numerica, il diciannovenne senegalese avrebbe dovuto rivitalizzare le fievolissime speranze granata di riacciuffare un pareggio ormai impossibile. Ma neanche il tempo di sporcarsi gli scarpini che Ekdal crolla a terra e Diop viene cacciato dal campo.

 

CONTO IN SOSPESO CON LA FORTUNA – Chi avrebbe mai immaginato che l’avventura in prima squadra di Abou Diop sarebbe cominciata tanto negativamente? Tre sole presenze (con Roma, Udinese e Cagliari), per un totale di soli ventidue minuti disputati, la sua squadra sconfitta ad ogni suo ingresso in campo e infine il rosso di Quartu. Della collera che il Torino si porta a casa dalla Sardegna moltissima è quella di Diop. E’ un peccato non tanto per la sconfitta del Torino, rimediabile, quanto invece per l’occasione persa del giocatore, e non per demeriti propri. Soprattutto considerando le potenzialità di un ragazzo che ha tutte le carte in regola per far bene ma che, come tutti in qualsiasi sfera della vita, necessita di un pizzico di buona sorte. Fin qui assente ingiustificata.

 

C’è da scommettere che Ventura in settimana rispolvererà le sue dotti di psicolgo per ricostruire e rianimare l’animo di questo diciannovenne dalle buone promesse ma che dovrà aspettare ancora prima di metterle alla prova.  

 

Lorenzo Bodrero

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