Diritti Tv e il Toro: se fosse usato il modello Premier League…

Diritti Tv e il Toro: se fosse usato il modello Premier League…

Inchiesta TN / Tradotto nella pratica: il capocannoniere Belotti sarebbe stato regalato ai granata “dagli amici del Piccolo schermo”

PREMIER LEAGUE O SERIE A

Claudio Ranieri tecnico del Leicester City
Claudio Ranieri tecnico del Leicester City

Nella nostra inchiesta estiva sull’ultimo bilancio del Torino (LEGGI QUI), avevamo sottolineato come il club granata utilizzi di fatto gli introiti derivati dai diritti televisivi interamente per coprire le spese fisse della società. Proseguendo la nostra analisi sul tema, poniamo l’occhio su quello che da tutti è definito come il modello più equo di ridistribuzione dei Diritti Tv a livello europeo: quello applicato in Premier League. La principale differenza tra il modello d’Oltremanica e quello nostrano, sta nei criteri d’assegnazione, questi decisamente più legati alla realtà del momento e non tanto a quella storica di ogni club. Se in Serie A – come detto in precedenza – il 40% della torta viene divisa in parti uguali, il 25% in base ai sostenitori, il 5% in base ai sostenitori residenti nel capoluogo in cui gioca la squadra, il 5% in base ai risultati ottenuti nella stagione precedente, il 15% negli ultimi 5 anni e infine il restante 10% in base alla storia del blasone; in Inghilterra tutto è molto più snello è semplice. Il 50% è diviso in parti uguali, il 25% in base al risultato ottenuto nella stagione precedente e infine il restante 25% in base al numero totale di ritrasmissioni in diretta di ogni singola partita che ogni singola squadra ha giocato.

Ma non è tutto, dall’altra parte della Manica viene anche garantito ad ogni società il 100% degli introiti derivati dalle partite trasmesse all’estero. Privilegiando e non poco la capacità comunicativa e di marketing si scala mondiale di ogni singola dirigenza. Una soluzione che garantisce anche al più scarso dei club in tal senso, un buon 4% in più di margine sui diritti tv.

5 commenti

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  1. prawda - 12 mesi fa

    Articolo a mio parere molto incompleto. In Inghilterra il rapporto tra la squadra che incassa di piu’ e quella che incassa di meno e’ 1,5 a 1 in Germania e’ 2 a 1, in Francia e’ 3,5 a 1, in Italia e’ 5,5 a 1 ed in Spagna da questo anno dovrebbe essere 3 a 1 ma bisognera’ attendere la fine del campionato per avere dei dati certi. Quello italiano e’ sicuramente il piu’ iniquo, e’ stato concepito per consentire ai soliti noti di incassare di piu’ ed anche le maggiori entrate del prossimo triennio andranno, in proporzione, a premiare maggiormente sempre le stesse squadre. Va anche detto che se in Italia venisse realizzata una ripartizione sul modello inglese per il Torino cambierebbe molto poco, certo magari 3/4 milioni in piu’ li prenderebbe, ma sarebbero quelle dietro a guadagnare la fetta piu’ grande, mentre quelle davanti avrebbero ovviamente una decisa diminuzione. Pero’ la ripartizione dei diritti televisivi si inserisce in un contesto molto piu’ ampio, quello che deve fare riflettere e’ come si venda meglio la Premier League, quanto incassi di piu’ rispetto a tutti gli altri campionati, come sia di fatto l’unico che si vende all’estero e sempre meglio; accanto a questo va osservato quali e quanti investimenti vengono fatti in Inghilterra dalle varie societa’ rispetto per esempio al nostro campionato e non e’ certo solo per i diritti televisivi. La realta’ e’ che il nostro campionato e’ in piena caduta, come valori tecnici, come prestazioni, come appeal, con la conseguenza di essere sempre meno richiesto e guardato; con sempre meno investimenti, con stadi vecchi e poco funzionali, con meno spettatori, con presidenti spesso entrati nel calcio evidentemente con altri scopi che quello di sviluppare e far crescere le proprie squadre, il futuro non e’ certo allegro. Il Torino in questo contesto si e’ perfettamente inserito, totale dipendenza dai diritti televisivi che costituiscono quasi il 70% dei ricavi, marketing praticamente nullo, nessun investimento, nessun progetto di sviluppo, un unico input gestionale vale a dire quello di cercare giocatori per rivenderli ricavando delle plusvalenze. Il calcio italiano salvo cambi di direzione ha ben poche possibilita’ di risollevarsi, il Torino ha quasi la certezza di restare nella mediocrita’ in cui e’ finito.

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    1. ddavide69 - 12 mesi fa

      Non saprei come meglio esprimere lo stesso concetto. Vorrei sottolineare il passaggio ‘con presidenti entrati nel calcio con altri scopi…’

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  2. ziocane66 - 12 mesi fa

    il vero problema in italia è la figc

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  3. Maroso - 12 mesi fa

    Se il Toro prendesse Belotti in più, quanto prenderebbe la Juve? comunque quello inglese mi sembra un modo decisamente più equo, che consente il ricambio, l’emergere di squadre nuove, di nuove realtà e lo spezzare di quel circolo tutt’altro che virtuoso. Bene, cosa si aspetta a applicarlo in Italia? Bisogna fare la rivoluzione nel caklcio? Basta non andare più allo stadio o al bar a vedere le partite, se non con quelle suadre che giocano pulito. Utopia? Forse, ma sarebbe il pubblico un brel n. 12.

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    1. ddavide69 - 12 mesi fa

      Sono d’accordo. Io comincio dalla partita con l inter. Anche se è veramente triste!

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