Dove può arrivare questo Toro?

Dove può arrivare questo Toro?

Il Toro ha le palle. Questo si sa. Il cuore Toro è ormai noto a tutti. Il vecchio cuore granata non molla e non muore mai. Chiunque abbia indossato la maglia granata nel corso degli anni ha capito cosa vuol dire essere da Toro, del Toro. I giocatori da Toro non sono i fenomeni o i fuori classe col piede così…
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Il Toro ha le palle. Questo si sa. Il cuore Toro è ormai noto a tutti. Il vecchio cuore granata non molla e non muore mai. Chiunque abbia indossato la maglia granata nel corso degli anni ha capito cosa vuol dire essere da Toro, del Toro. I giocatori da Toro non sono i fenomeni o i fuori classe col piede così fino, maestri del dribbling. Platini non sarebbe mai potuto essere da Toro. La sua fotografia sdraiato sull’erba con il braccio dietro la testa non è una foto da Toro. Pasquale Bruno che manda a quel paese l’arbitro, o Ferrante che fa le corna dopo un gol o in ginocchio sotto la Maratona. Quelle sono immagini da Toro. Ma a volte solo il cuore non basta.
 
Da troppi anni il Toro vive tra altri e bassi. Anche se più tra bassi che alti. Serie B, poi A, poi B e ancora A. I rimproveri più noti in questi ultimi anni sono stati la mancanza di progetto, la mancanza di una casa, il Filadelfia e la mancanza soprattutto di giocatori propri. Ormai pochi giovani salgono dalla Primavera in prima squadra. Il settore giovanile granata famoso nei decenni passati sembra ormai un lontanissimo ricordo. Ogbonna è l’ultimo dei gioielli del Toro, ma almeno  venduto a caro prezzo. Le cose sembrano girare diversamente negli ultimi tempi. Ventura siede sulla panchina granata da due stagioni e mezzo. Non più valzer di panchine e richiami estenuanti pe cambiare un destino ormai scritto. Solo giocatori in prestito? Quest’anno Petrachi e Cairo alle buste hanno riportato in granata tutti i giocatori. Cerci in primis. Poi Glik, Darmian, Basha e  Rodriguez. Ma ci sono sempre e comunque dei ma…Bianchi, se ne è andato al Bologna a zero e D’Ambrosio potrebbe fare la stessa fine. Il peggio impensabile sarebbe che finisse pure alla Juventus. Forse un rinnovo l’anno scorso ritoccando l’ingaggio non avrebbe portato a una situazione come questa. Il pericolo di perdere uno dei migliori granata fino a questo momento è reale, ma Cairo e Petrachi proveranno fino all’ ultimo a trattenerlo sotto la Mole.
 
Oltre alla permanenza in serie A il Toro di diritto dovrebbe stare nella parte sinistra della classifica. Eppure la salvezza all’ultima o penultima giornata sembra ormai un classico. Si sente sempre parlare di sorpresa del campionato. Prima il Chievo, poi il Catania e ora il Verona. Di un Toro tra le big dopo nove o dieci giornate non se ne è mai parlato negli ultimi anni. Vincere un derby o contro una big non è ancora successo. Ci è arrivato vicino, a un soffio ma errori arbitrali e ingenuità non hanno fatto esplodere la Maratona in un boato di gioia. Quest’ anno il Toro ha le palle e l’ha dimostrato. Che il vento sia cambiato? 
 
Umberto Vergano
 
(foto M.Dreosti)
 
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