Dubbi in difesa dopo Modena

Dubbi in difesa dopo Modena

Giovanni Orfei si è meritato la fiducia di De Biasi e dei compagni grazie alle precedenti buone prestazioni, al punto che l’iniziale intoccabile Oscar Brevi è stato relegato in panchina da alcune partite. Il mister è solito valutare in settimana la forma dei suoi giocatori e finora Orfei è stato ritenuto idoneo, anche per la forte determinazione che ha sempre messo negli allenamenti e nelle amichevoli….

Giovanni Orfei si è meritato la fiducia di De Biasi e dei compagni grazie alle precedenti buone prestazioni, al punto che l’iniziale intoccabile Oscar Brevi è stato relegato in panchina da alcune partite. Il mister è solito valutare in settimana la forma dei suoi giocatori e finora Orfei è stato ritenuto idoneo, anche per la forte determinazione che ha sempre messo negli allenamenti e nelle amichevoli. Brevi fisicamente sta bene, aveva solo necessità di rilassarsi per trovarsi pronto, con la sua esperienza, a giocarsi le attese appendici di fine campionato, ovvero quei playoff che restano l’unica arma per tentare la scalata alla serie A. Le diverse indecisioni patite da Orfei a Modena, tra cui anche un presunto tocco di braccio in area non sanzionato da Messina, fanno presumere che sia giunta per lui una pausa di riflessione, mettendo in conto un naturale turn over, che non vuole assolutamente diventare una bocciatura. Oltre a Brevi, che scalpita per tornare in partita, non va dimenticato nemmeno Doudou, da tempo non più titolare, ma che può sempre tornare utile soprattutto per la sua vivacità a tutto campo. Tra qualche settimana De Biasi potrà riavere Ungari in netto recupero dopo l’infortunio patito al tendine d’achille e la rosa sarà ancora più folta.

Avanzando di qualche posizione c’è da sistemare definitivamente Rosina, con l’amletica domanda se può reggere o meno i novanta minuti. A Modena nella mezzora in cui ha giocato non ha fatto la differenza, anche perché imbrigliato nelle tele dell’ottima manovra messa in piedi da Pioli. Rosina comunque ha le potenzialità per dare il suo massimo supporto tecnico al reparto offensivo, in particolare sui calci piazzati e sulle sue invenzioni che nascono da piedi sopraffini, non per niente è soprannominato Rosinaldo. Ci si domanda come mai Wenger faccia giocare un certo Fabregas in Champions League, che ha solo diciott’anni ed esordì a diciassette, mentre in Italia si tiene in panchina un talento come Rosina, addirittura in serie B. Misteri degli allenatori nostrani che hanno sempre timore a rischiare i giovani talenti, soprattutto se sono trequartisti.

Ad ogni modo non c’è nessuna volontà a buttare la croce addosso a De Biasi solo perché ha perso una partita dopo averne vinte tre di fila. Il Toro a Modena non è stato rinunciatario, ha trovato una squadra in salute con un super Bucchi che, pur non segnando, ha fatto la differenza in ogni reparto. De Biasi ha voluto rischiare la vittoria e ha perso, almeno ci ha provato e questo gli rende merito.

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