E’ il Torino più sudamericano di sempre: otto i giocatori dall’America latina

E’ il Torino più sudamericano di sempre: otto i giocatori dall’America latina

Approfondimento / Dalla sorprese Bruno Peres e Martinez, alla delusione Sanchez Mino; dall’arrivo col botto di Maxi Lopez, alla sterilità (interrotta) sotto porta di Amauri. Le diverse facce di un Torino mai nella storia così tanto sudamericano

Mai così tanti sudamericani avevano vestito la maglia granata in una sola stagione. Senza contare gli argentini Marcelo Larrondo, ormai al Tigre, e il giovane della Primavera Facundo Lescano, che ha esordito in Serie A contro il Milan, i giocatori provenienti dall’America latina a disposizione di Ventura sono ben otto. Il record precedente è quello della stagione 2012/2013, quando i sudamericani in squadra erano sei (a cui si può aggiungere Barbosa, all’epoca nella Primavera granata).

Alcuni di essi sembrano ai margini della squadra, come Barreto e Sanchez Mino, o stanno facendo fatica a carburare, come Amauri; altri, invece, si stanno rivelando piacevoli sorprese – Martinez, Silva, Peres -, e altri ancora come Maxi Lopez e Ichazo sono arrivati solo in questa sessione di mercato e devono ancora dimostrare la loro classe, anche se El Galina ci ha già dato qualcosa in più di un assaggio.

CHI CONVINCE – Son ben tre i brasiliani (considerando anche l’oriundo Amauri) tra questi otto giocatori, è solo uno ha veramente convinto: si tratta di Bruno Peres, che rispetto all’ex-Parma e all’ormai separato in casa Barreto, si sta ritagliando con merito un ruolo da protagonista in questo Torino. Anche il venezuelano Josef Martinez, sempre titolare nelle ultime otto giornate di campionato, sta attraversando un buon periodo di forma: età e mezzi tecnici sono dalla sua parte, e il classe ’93 sembra oramai aver convinto Ventura delle sue potenzialità. Meno impiegato e più discontinuo Gaston Silva, il più giovane insieme a Benassi nel roster granata: l’uruguaiano nato nel ’94 ha ben fatto impiegato da esterno (a Copenaghen un gol e un assist), mentre sembra ancora faticare da centrale nella difesa a 3. Anche in questo caso, comunque, carta d’identità e profilo tecnico fanno ben sperare.

CHI NON CONVINCE – Oltre ai già citato Barreto, sul quale pare inutile soffermarsi, particolari i casi di Sanchez Mino e Amauri. Il primo è stato coinvolto in numerose voci di mercato che lo volevano in prestito in Italia o Argentina, il secondo fatica a trovare continuità e ha firmato solo domenica contro la Sampdoria il suo primo gol in campionato con la maglia granata. Se nel caso di Mino si può parlare di difficoltà tattiche e psicologiche, per Amauri forse è più oggettivo rifarsi alle primavere accumulate dall’oriundo, che quest’anno raggiungono quota 35

I NUOVI – Per un argentino che va, un argentino che arriva. Larrondo comincia una nuova avventura al Tigre, e Maxi Lopez approda a Torino. Per ora zero presenze da titolare per il numero 11 in campionato, ma nei tre incontri in cui è sceso in campo, l’ex-Chievo ha tutt’altro che sfigurato. A Cesena il gol vittoria, a Milano l’assist per Moretti: insomma, un biglietto da visita niente male per l’attaccante argentino. Salvador Ichazo, invece, non ha ancora avuto la possibilità di esordire con la nuova maglia, ma del portiere uruguaiano classe ’92 si dice un gran bene, e potrebbe risultare un buon investimento.

Un Torino che guarda con interesse all’America latina, dunque, in questa stagione più che mai; e vedendo cosa stanno dimostrando due giovani come Bruno Peres e Martinez, non si può dire sia un peccato.

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