E’ la prima vera crisi del nuovo Toro

E’ la prima vera crisi del nuovo Toro

E venne la crisi, dura e impietosa, a riportare sulla terra le fantasie di tutti noi che forse abbiamo ecceduto nell’esaltazione della cruda realtà.

Il Torino, neanche due anni fa, era una società fallita che sarebbe ripartita dalla serie cadetta grazie ad un lodo perseguito da un manipolo di persone in buona fede che affiancavano i loro sforzi ad una traballante strategia priva di mezzi che stava…

E venne la crisi, dura e impietosa, a riportare sulla terra le fantasie di tutti noi che forse abbiamo ecceduto nell’esaltazione della cruda realtà.

Il Torino, neanche due anni fa, era una società fallita che sarebbe ripartita dalla serie cadetta grazie ad un lodo perseguito da un manipolo di persone in buona fede che affiancavano i loro sforzi ad una traballante strategia priva di mezzi che stava consegnando una delle squadre più gloriose del mondo ad affaristi senza scrupoli. Per fortuna intervenne un manager imprenditore capace che, dopo una estenuante battaglia e a furor di popolo, tolse da quelle mani indegne un pezzo della storia del calcio italiano facendo rinascere l’immagine del Toro e l’orgoglio dei suoi tifosi, riportando in brevissimo tempo la Società granata all’onore del mondo e nella categoria che gli compete : la serie A. 

Fino ad ora questo signore di nome Urbano Cairo, non ci ha mai deluso. Ha ricostruito dal nulla una squadra, ha investito di suo tempo e soldi in una difficile e laboriosa ricostruzione, molte volte dovendosi confrontare con situazioni ambientali non facili e poco collaborative. Uno dei suoi errori, se proprio vogliamo imputargliene per forza, è stato quello di non saper gestire al meglio proprio questa situazione ambientale difficile e anche molto insidiosa che purtroppo fa parte della storia del Toro, amato dal popolo ma spesso osteggiato dagli Dei.

E lui, questo imprenditore che ha creduto nel Toro, non fa parte dell’Olimpo territoriale e qualche errore, da semplice umano molto orgoglioso e sicuro del suo lavoro l’ha fatto e il popolo granata deve concederglielo.

Ma adesso, alla prima seria crisi di risultati e del suo operato,  sarebbe ignobile e per lo meno vergognoso per chi ama veramente il Toro dimenticarsi oggi di quello che ha fatto Urbano Cairo e delle sofferenze e dei rischi che solo ieri abbiamo passato.

Ci sarà tempo per riflettere e correggere la rotta, l’esperienza aiuta molto, solo gli stolti ritengono di non sbagliare mai e Cairo è lontano anni luce da questo modello di persona.

L’entusiasmo che ha contagiato tutti è il vero responsabile di questa crisi.

Il Presidente ha creduto troppo nell’infallibilità del suo operato e nella possibilità di procedere alla ricostruzione del Tempio senza muratori adeguati o, quando c’erano, non dandogli quell’autonomia che avrebbe dovuto concedere loro.  Alle volte, con un pizzico di umana e comprensibile presunzione, ha fatto scelte sbagliate, ma sempre credendo di far bene, e quando ha dato retta alla piazza anche questa l’ha aiutato a sbagliare (vedi certi giocatori, invocati a tambur battente e poi rivelatisi pessimi investimenti). I tifosi poi hanno perso il senso della realtà passando da un’eccessiva euforia ad una totale demoralizzazione  e alcuni giocatori  ci hanno messo del loro, creando dannose polemiche, anzichè contribuire con il doveroso impegno agonistico e professionale alla serenità della squadra. 

Ed è arrivata la crisi, dura e impietosa.

Ma ora è venuto il momento di usare la testa, di offrire a Urbano Cairo tutto il nostro sostegno, di mostrargli rispetto e riconoscenza, di confermare che il popolo granata non vuole più commettere l’errore già fatto e duramente pagato nel passato di contestare un Presidente serio e in buona fede.

Dobbiamo offrire al nostro Presidente ed all’attuale Allenatore, tutta la nostra disponibilità di tifosi ad affrontare con serenità e tranquillità psicologica l’imprevista situazione che si è venuta a creare. La coppia di uomini è di altissimo livello, manageriale e tecnico, saprà come affrontare le avversità e riportare  tutti al senso di responsabilità che occorre in situazioni di questo tipo, anche attraverso scelte che in apparenza possono sembrare strane ma che hanno sempre, per chi conosce realmente le situazioni, un senso logico.

Contestando e alimentando le tensioni non si va da nessuna parte, si rischia solo di far precipitare la situazione forzando scelte improvvisate da cui non si torna più indietro e che portano spesso al tracollo generale.

Che i tifosi, dall’alto della loro responsabilità, lancino il buon esempio, un esempio di attaccamento ai colori che certo non può venir meno solo per i momentanei risultati negativi. Solo credendoci, riacquistando coesione e serenità, stringendosi tutti intorno alla Società, il Toro supererà questa crisi e la salvezza sarà così più vicina. Poi ci sarà tempo per vivere momenti certamente felici. E’ questo il gioco a cui dobbiamo giocare, non a quello di chi approfitta della mancanza di risultati per destabilizzare l’ambiente granata con l’intento, più o meno inconsapevole, di farci tornare indietro di due anni, cioè nel buio più assoluto.

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