E ora, Bianchi

E ora, Bianchi

di Alessandro Salvatico

Discutere le scelte dell’allenatore è l’attività in cui gli italiani spendono probabilmente la maggior parte del loro tempo, subito dopo il lavoro e il sonno notturno. Ma quando un allenatore sceglie e poi vince, ha ragione. Indiscutibilmente.
Su quest’ultimo punto, che parrebbe un assunto, Gianni De Biasi probabilmente sarà però d’accordo solo…

di Alessandro Salvatico

Discutere le scelte dell’allenatore è l’attività in cui gli italiani spendono probabilmente la maggior parte del loro tempo, subito dopo il lavoro e il sonno notturno. Ma quando un allenatore sceglie e poi vince, ha ragione. Indiscutibilmente.
Su quest’ultimo punto, che parrebbe un assunto, Gianni De Biasi probabilmente sarà però d’accordo solo in parte: il mister granata, ieri sera, sosteneva l’assoluta bontà della prova dei suoi a prescindere dal gol realizzato nel finale. Difficile dargli torto: la prestazione è stata ottima dal primo all’ultimo minuto, e non solo dall’89’ al fischio finale. Ma nessuno si azzarda a non dare la giusta importanza (cioé enorme) ai tre punti conquistati.

Siccome discutere le scelte effettuate ieri dall’allenatore è una partita persa, avendo appunto il tecnico ottenuto prestazione e vittoria, discutiamo quelle di domani. Quelle legate alla prossima partita e più in generale al prosieguo del campionato. La panchina granata, ieri provvidenziale nella persona del match-winner Saumel, ha qualcosa che stride. Se Rosina in tuta è un’anomalia in via di normalizzazione, ancora non siamo sulla stessa strada, infatti, per quanto riguarda Rolando Bianchi.

Stiamo parlando del maggior investimento effettuato dalla proprietà granata in tre anni con quattro squadre allestite. E’ innegabile che il suo accantonamento (per quanto possa essere temporaneo) dopo otto partite sia qualcosa che difficilmente può passare inosservato, e altrettanto difficilmente può protrarsi nel tempo. Non che questa sia l’intenzione di De Biasi: nessun allenatore lavora con l’intenzione di non sfruttare il patrimonio che ha a disposizione; e il tecnico trevigiano é riconosciuto da tutti coloro che lo conoscono come particolarmente abile nel rapportarsi con i suoi ragazzi. Quindi, nessun dubbio in merito al fatto che lo recupererà nel modo migliore.

I tifosi si chiedono solo: quando questo avverrà? Dopo la fine della partita di ieri, mentre lo stadio si svuotava, Bianchi iniziava a correre sul terreno di gioco ormai sgombro, in compagnia di Luison, preparatore che lavora con chi deve recuperare dagli infortuni. Non proviene da un infortunio, il bomber, ma psicologicamente ha subito un duro colpo: dovrà reagire.

Con Stellone in campo, indubbiamente sono arrivati i risultati; due successi, e una sconfitta che ha il sapore della vittoria rubata. L’attaccante romano è andato a segno nella prima, quando mise lo zampino anche nell’azione del primo gol; opaco a Genova, determinato e abbastanza positivo ieri. Certo, le sue caratteristiche sono emerse contro il Palermo come non mai: quando Dzemaili lo ha servito sul settore destro dell’area, con lo specchio della porta relativamente scoperto, Stellone anziché calciare ha preferito incunearsi tra i difensori avversari verso il centro, perdendo poi l’opportunità. In quel momento, molti spettatori hanno sospirato un "ecco, se lì ci fosse stato Bianchi…".

E’ importante programmare, ma ci sono esigenze più stringenti, a volte; nelle ultime settimane, GdB aveva l’urgenza assoluta di fare punti, utilizzando dunque gli elementi più in forma. Ora che c’è maggiore tranquillità, si potrà iniziare a ragione più a lungo termine. Rolandinho viene visto come attaccante più concreto, rispetto a Stellone bravo a tenere e a smistare il pallone. E ad un certo punto, con il pelato ed Amoruso che giocavano bene la sfera ma non davano profondità, si è avvertita la necessità di vedere una maglia granata più o meno stabilmente nel cuore dell’area, o per lo meno quando necessario; perché a volte questo non è avvenuto, forse unica pecca in una partita eccellente da parte del Torino.

De Biasi ha già dimostrato di guardare unicamente il responso del campo, mandandovi o togliendovi ogni giocatore senza guardarne faccia e nome; se in settimana Bianchi lavorerà con la serietà e la dedizione di cui è capace, oltre ovviamente a dimostrare di aver recuperato un po’ di brillantezza (non dimentichiamo che il ragazzo proviene da un’annata in cui ha giocato a singhiozzo), sarà sicuramente premiato e reintegrato tra i titolari, come tutti si augurano, dal presidente all’allenatore ai tifosi. Bianchi sappia che questo dipende, comunque, soprattutto da se stesso.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy