Facciamoci delle domande

Facciamoci delle domande

di Igor Stasi – E’ sempre difficile scrivere di Toro, soprattutto se colui che lo fa ne è coinvolto emotivamente, bisogna stare sempre attenti, cercare di giudicare e commentare ogni cosa con oggettività, analizzare gli eventi il più possibile dall’esterno, magari facendo passare qualche giorno per far decantare le gioie o le delusioni del momento.

Ma scrivere di Toro in questi ultimi anni sta diventando un’impresa sempre più ardua, soprattutto perché si rischia ogni anno di scrivere le stesse cose, di porsi le stesse domande, e se questo accade è perché ogni anno ed ogni stagione che passa ci si trova ad affrontare i soliti e medesimi problemi.

La sconfitta con l’Atalanta, certamente immeritata, è stata una botta per il morale di tutti, mettendo sul banco degli imputati il mister Franco Lerda.

Per non scrivere quello che ormai si scrive da giorni se non mesi sul tecnico di Fossano, sarebbe bello provare a vedere la situazione da una prospettiva più ampia ed oggettiva, ponendo domande anziché risposte che nessuno, nemmeno chi scrive, è più in grado di dare.

Possibile che dal 2005 ad oggi, sulla panchina granata si siano accomodati diversi allenatori, con filosofie calcistiche, esperienze, e curriculum differenti, magari con avventure positive nei club precedenti, e che nessuno ma proprio nessuno sia riuscito a non andare in crisi, in confusione e a non fallire a Torino?

E’ possibile che nel momento in cui un tecnico arriva in granata non sia più in grado di fare bene il suo mestiere, e che magari dopo aver lasciato la stessa, torni ad avere buoni risultati come ad esempio mister Colantuono con l’Atalanta di quest’anno?

Sia chiaro, Franco Lerda non è assolutamente esente da responsabilità, ed in questa stagione di errori ne ha commessi parecchi, ma possibile che fino allo scorso anno il tecnico piemontese fosse considerato (anche a Torino) un allenatore emergente di belle speranze, che riusciva a far giocare bene le sue squadre, (tra l’altro con qualità inferiore rispetto al Toro attuale, ma forse meglio assortite) ed ora sia finito anche lui nel tritacarne granata andando completamente in confusione?

E’ giusto porsi queste domande lasciando ad ognuno il diritto di darsi le risposte più appropriate, e di farsi un’opinione propria, ma è doveroso pensarci, perché il rischio di continuare a guardare il dito senza vedere la luna è sempre dietro l’angolo, e se i prossimi anni dovessimo vedere magari proprio Franco Lerda allenare bene un’altra squadra e conseguire i risultati che a Torino non stanno arrivando allora saremmo costretti a mangiarci le mani e saremo ancora lì a chiederci: ma qual è allora il vero problema del Torino?

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