Forza Alessandro!

Forza Alessandro!

di Edoardo Blandino

È facile criticare, specialmente se non si è all’interno della vicenda. Ci vuole poco a spendere due parole non benevole nei momenti migliori della stagione, figuriamoci quanto diventa facile sparlare in tempo di crisi. Poi, noi italiani, siamo famosi per passare repentinamente da un estremo all’atro: un istante sei il fuoriclasse osannato dalla curva, quello…

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di Edoardo Blandino

È facile criticare, specialmente se non si è all’interno della vicenda. Ci vuole poco a spendere due parole non benevole nei momenti migliori della stagione, figuriamoci quanto diventa facile sparlare in tempo di crisi. Poi, noi italiani, siamo famosi per passare repentinamente da un estremo all’atro: un istante sei il fuoriclasse osannato dalla curva, quello dopo non diventi altro che la genesi di tutti i mali e si dibatte sul perché tu venga ancora schierato in campo, anziché essere lasciato in panchina o direttamente spedito in tribuna. Questo è, nel suo piccolo, ciò che è accaduto a Rosina.

Il capitano granata è senza ombra di dubbio un giocatore dal grande talento che potrebbe ben figurare in qualsiasi squadra, ma purtroppo non riesce ad esprimere con continuità il suo potenziale: gli infortuni lo tartassano spesso e volentieri e lo stato di forma risente dei frequenti stop. Quando il numero dieci è al top della condizione diventa un importantissimo valore per la sua squadra e fa sognare i tifosi con accelerazioni e dribbling fulminanti che sono il suo marchio di fabbrica. Ma nonostante ciò, c’è sempre qualcuno che storce il naso ricordandogli che a calcio si gioca in 11 ed i compagni sono importanti. Purtroppo, ai periodi in cui dimostra tutto quello di cui è capace, alterna delle pause molto opache, come quella che sta vivendo attualmente. Essendo reduce da un infortunio, Rosina non ha ancora ritrovato la condizione ideale per fare bene e non riesce ad incidere sull’andamento finale della gara. Queste sue ultime prove incolore hanno sollevato un vespaio di polemiche intorno a giocatore, spogliatoio e squadra, che ha creato non pochi problemi alla Società e le malelingue hanno sguazzato in questo limbo di perplessità ingigantendo ogni dettaglio.

Ma forse i detrattori di Rosina si sono già dimenticati di tutto quello che il capitano granata ha fatto per il Torino in questi ultimi anni, iniziando dai gol in B, passando per la marcatura nella finale play-off e concludendo con le due salvezze consecutive con impresso il marchio del suo nome. Bisogna stare vicino al giocatore perché i momenti di difficoltà passano, mentre l’uomo ed il talento rimangono.

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