Franco Ossola: il primo tassello del Grande Torino

Franco Ossola: il primo tassello del Grande Torino

Verso il 4 maggio / La segnalazione di Antonio Janni, il guizzo di Ferruccio Novo lo comprò su e quel contratto da mille lire al mese…

Franco Ossola: classe ’21 – quella di ferro – varesino doc dal sangue granata. Figlio di un orefice che non perdeva mai l’occasione di raccontare ai compaesani le grandi gesta sportive del suo giovane ragazzo e naturalmente dei suoi compagni di squadra. Il suo nome, la sua storia sono e resteranno per sempre impresse nelle menti dei tifosi. Giocatore rapido, tecnico, polivalente. Ala destra naturale, ma bravissimo a giocare su entrambe le fasce, tanto come al centro, da attaccante puro.

A segnalarlo alla dirigenza di quei tempi, fu lo stesso allenatore dei biancorossi di allora, un certo Antonio Janni. Un personaggio ben noto negli ambienti del Filadelfia: calciatore, poi allenatore, quindi talent scout e poi ancora in panchina (ma questa è una altra perla dell’intera collana granata, tutta la leggere e rileggere ancora).

Janni è il primo a spingere Ossola verso la maglia granata, tanto da tenerlo in panchina apposta per non farlo vedere agli osservatori di Milan e Inter. Ma Ferruccio Novo era un presidente assai scrupoloso e attento nel ponderare ogni sua singola mossa. Ossola era giovane, forse troppo giovane. Mancava logicamente di esperienza e il rischio, per quanto fosse bravo, che potesse ‘dissolversi’ come un fuoco di paglia era stato messo in conto.

Novo ci pensa bene e alla fine, quando nessuno se lo aspettava, passa all’azione: 55mila lire per il suo cartellino; contratto da mille lire al mese per il giocatore. Un biglietto del treno di sola andata, destinazione: Torino – Porta Nuova. É il destino che bussa alla sua porta. Nessuno lo sa, nessuno può ancora saperlo, ma quello sarà il primo tassello di un mosaico perfetto che passerà alla storia con il nome di Grande Torino.

Ossola arriva in punta di piedi, fa il suo esordio il 4 febbraio del 1940: stadio Littorio, Novara-Torino 0-1. Nell’ottobre dello stesso anno, ma della stagione successiva, realizza il suo primo gol in Serie A. Il primo in una gara ufficiale sul manto del Fila, il primo di una lunga serie: Torino-Triestina 2-1, partita che segna l’inizio del nuovo campionato.

Ossola cresce accumula reti, vittorie ed esperienza. Quindi firma un record ancora imbattuto, nella stagione ’47-’48, marcando il tabellino per ben otto giornate di fila.

L’ultima rete, proprio in quel Benfica-Torino di 66 anni fa. A casa la moglie e un figlio in arrivo: il tragico epilogo lo conosciamo tutti, il suo ricordo resterà impresso per sempre nella storia del calcio.

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