Gallo ‘Preferisco vincere sul campo’

Gallo ‘Preferisco vincere sul campo’

Allenamento leggero nella mattinata per far recuperare i giocatori dalle fatiche di ieri. In particolare De Biasi s’è focalizzato su un lavoro di corse tra i dieci e i venti secondi.

In sala stampa è stata la volta di Fabio Gallo, esperienza e dimestichezza di mestiere, colui che sa dettare i tempi giusti della manovra. Ritenuto indispensabile ancora in serie A, anche se difficilmente…

di Redazione Toro News

Allenamento leggero nella mattinata per far recuperare i giocatori dalle fatiche di ieri. In particolare De Biasi s’è focalizzato su un lavoro di corse tra i dieci e i venti secondi.

In sala stampa è stata la volta di Fabio Gallo, esperienza e dimestichezza di mestiere, colui che sa dettare i tempi giusti della manovra. Ritenuto indispensabile ancora in serie A, anche se difficilmente potrà essere ancora titolare fisso. Ma come nasce la carriera di Fabio?

“Sono entrato a 8 anni nell’Inter e sono arrivato fino alla Primavera: in nerazzurro ho vinto uno scudetto Allievi ed uno Primavera. Ancora oggi "tifo" Inter ma non sento lo scudetto che la Federazione ha assegnato. Per un calciatore le gioie vere sono quelle che si ottengono sul campo e non a tavolino. Allo stesso non considero una promozione quella dalla B alla A col Treviso, ma un ripescaggio.

Quali dei suoi vecchi compagni dell’Inter gioca ancora ai suoi livelli?

Di quei compagni di squadra sono l’unico che gioca ancora ai livelli della A. L’anno scorso ho incontrato Mondini, credo che qualcun giochi in C2 ma non ne sono sicuro.

Quante volte è retrocesso nella sua carriera?

Una volta sola: nel 90/91 dalla C2 ai Dilettanti nell’Oltrepò, ma non mi sono preoccupato per la mia carriera, perché essendo ancora di proprietà dell’Inter avevo le spalle coperte. Infatti sono finito allo Spezia in C1.

Qual è stato il gol più bello che ha segnato?

Il gol più bello che ho fatto è stato quello in coppa Italia alla Juventus nei supplementari, bello e importante, perché con quel gol l’abbiamo eliminata. Altre reti importanti sono state quelle segnate nell’annata di Treviso, quella dove alla fine siamo stati ripescati.

Quali sono stati gli allenatori che hanno avuto una certa importanza nella sua carriera?

L’allenatore più importante per la mia crescita calcistica è stato Lucescu. Altri importanti sono stati Giampaolo e Pillon. Su Vavassori posso dire che è stato importante per me dal lunedì al sabato, ma non il migliore in assoluto perché in serie A non mi ha fatto praticamente mai giocare. Ho iniziato la mia carriera nei professionisti con Paolo Sollier che definirei con un aggettivo solo: alternativo. Ferruccio Mazzola invece per me è stato come un padre putativo, mi ha fatto crescere tanto come uomo. Infine ricordo con piacere anche Mondonico: mi faceva giocare anche zoppo!

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