Garofalo e Scaglia, una fascia in stand-by

Garofalo e Scaglia, una fascia in stand-by

Garofalo+Scaglia. Ossia, la fascia sinistra del Toro che ha fatto faville da Gennaio a Giugno, anzi a Maggio, visto l’infortunio patito dal terzino nel finale di stagione. Una coppia di giocatori che in pochi conoscevano, nonostante il primo fosse stato protagonista di annate sorprendenti a Grosseto, ed il secondo fosse noto nel bresciano come uno dei talenti più fulgidi espressi dal vivaio delle Rondinelle. Tatticamente…

di Redazione Toro News

Garofalo+Scaglia. Ossia, la fascia sinistra del Toro che ha fatto faville da Gennaio a Giugno, anzi a Maggio, visto l’infortunio patito dal terzino nel finale di stagione. Una coppia di giocatori che in pochi conoscevano, nonostante il primo fosse stato protagonista di annate sorprendenti a Grosseto, ed il secondo fosse noto nel bresciano come uno dei talenti più fulgidi espressi dal vivaio delle Rondinelle. Tatticamente ineccepibile, Garofalo, e tecnicamente dotato: cross calibrati come a Torino non se ne vedevano da anni, sovrapposizioni e corsa in un gioco mai arruffone, ma sempre improntato a fare la cosa giusta; dotato di dribbling e capacità d’inserimento Scaglia, adattabile a diverse posizioni.

Il centrocampista in queste settimane non parla, causa la sua innata timidezza, se non per bocca del proprio agente la quale garantisce che il suo assistito vuole il Toro; con Brescia ha pressoché bruciato i ponti, durante le fasi conclusive dei play-off, non solo perché a livello professionale giocava nella squadra di Colantuono ma perché la sua partecipazione alle vicende granata fu di cuore, non solo di contratto. Garofalo, invece, ha rilasciato a TN (e a più riprese) dichiarazioni di un amore quasi commovente; le sue parole, perfino i suoi sms, sono tutti improntati allo “speriamo…”, dove l’oggetto della speranza è, ovviamente, il ritorno al Toro.

Ebbene, un patrimonio del genere, due giocatori talentuosi e sui quali non c’é da fare la minima opera di convincimento, non può andare sprecato. I soldi sono pochi, nel calcio in genere, ma -ripetiamo- se la Serie A vale 35-38 milioni di euro, allora varrà la pena di investire un paio di milioncini scarsi per (ri)portarseli a casa entrambi: sono elementi su cui costruire un futuro, se davvero c’é l’intenzione di realizzare un progetto e non di navigare a vista. Per Garofalo, la richiesta di riscatto era di 800mila euro, davvero poca cosa; per Scaglia era quasi il doppio, forse un po’ eccessiva. Ma ora la trattativa per tutt’e due (una volta non esercitato il diritto di riscatto) riparte da zero, e si potrà discutere (specie con il Brescia) un passaggio a cifre ancora più basse. I giocatori aspettano, e finora non ascoltano altre proposte; ma il tempo passa, la squadra si ritrova oggi alla Sisport senza di loro, e non farli rientrare a Torino a certe cifre sarebbe davvero imperdonabile.

(foto M.Dreosti)

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