Gazzi come Ferrini? No, ma è decisivo

Gazzi come Ferrini? No, ma è decisivo

Se quella formata da Matteo Brighi e Alessandro Gazzi è diventata a tutti gli effetti una coppia di fatto, ovviamente dove conta cioè sulla mediana granata, molto del merito si deve riconoscere alla tenacia del ‘rosso’ in granata. Perché attorno a lui sono cambiati compagni e moduli, ma in fondo era qui che Ventura voleva arrivare sin dall’estate e finalmente ha in mano una creatura…

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Se quella formata da Matteo Brighi e Alessandro Gazzi è diventata a tutti gli effetti una coppia di fatto, ovviamente dove conta cioè sulla mediana granata, molto del merito si deve riconoscere alla tenacia del ‘rosso’ in granata. Perché attorno a lui sono cambiati compagni e moduli, ma in fondo era qui che Ventura voleva arrivare sin dall’estate e finalmente ha in mano una creatura importante anche in mezzo.

 

Gazzi come il migliore dei soldatini si è fatto sempre trovare pronto ma soprattutto è riuscito nell’impresa, rara di questi tempi, di non mettere i difficoltà compagni facendoli anzi rendere al meglio. Non una primadonna, il 14 in granata, non è affatto quello che gli interessa. Un motorino, ma anche intelligente, doti che non sempre viaggiano insieme.
Tanto che già si sprecano i paragoni. Qualcuno lo vuole come il nuovo Ferrini, ma al di là della storia profonda che ha vergato il capitano per eccellenza, l’accostamento sembra forzato. Piuttosto Gazzi può ricordare molto da vicino uno come Giorgio Venturin, tipo di playmaker che oggi è diventato difficile trovare: intelligenza e visione di gioco, sapienza nel capire sempre dove andrà il pallone, grande corsa e pochi sprechi se non in condizioni d’affanno.
Così si  costruito una carriera anche lontano da Torino. Così soprattutto ha dimostrato di non essere arrivato in granata semplicemente perché uno dei tanti cocchi di Ventura. Ovunque sia stato l’hanno rimpianto, non ultime Bari e Siena al quale servirebbe come il pane un giocatore con queste caratteristiche. E accanto a lui Brighi ha ritrovato quella tranquillità che serviva per tornare ad essere decisivo. Un uomo ovunque anche se non lo noti mai se non nel gabellino finale quando s tirino le somme. La vetrina la lascia volentieri agli altri, basta sapere di essere decisivo.

Federico Danesi
(foto M.Dreosti)

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