”Gli attaccanti certi gol li devono fare”

”Gli attaccanti certi gol li devono fare”

nostri inviati a Vicenza
Sacchetto – Crocifisso

Franco Lerda, per prima cosa, commenta l’episodio del calcio di rigore che ha deciso il match. “Dalla panchina ho visto che eravamo in vantaggio, e al di là se fosse rigore o no noi abbiamo fatto una stupidaggine. Poi però c’era il tempo per rimediare, sapevamo che sarebbe stata dura perché il Vicenza mette tanti uomini dietro la palla;…

nostri inviati a Vicenza
Sacchetto – Crocifisso

Franco Lerda, per prima cosa, commenta l’episodio del calcio di rigore che ha deciso il match. “Dalla panchina ho visto che eravamo in vantaggio, e al di là se fosse rigore o no noi abbiamo fatto una stupidaggine. Poi però c’era il tempo per rimediare, sapevamo che sarebbe stata dura perché il Vicenza mette tanti uomini dietro la palla; abbiamo comunque avuto occasioni, il tiro di Antenucci, un colpo di testa rimpallato di Bianchi, e la traversa. Era una partita da pareggio, e invece abbiamo perso. Poi, su un pallone perso abbiamo regalato le occasioni a Soligo e Abbruscato, ma anche lì siamo scivolati con Zavagno; il pareggio era più giusto. Ho messo un terzo attaccante, ma siamo riusciti poco a servirlo, sul fondo era difficile arrivare ma mi aspettavo qualche palla in più dalla trequarti per trovare con tre attaccanti, di cui due molto abili di testa, una spizzata che potesse servire. Nel primo tempo loro si chiudevano con cinque uomini bassi e uno davanti alla difesa, non era semplice”.

Ancora sul penalty: “Non so se non ci fosse il rigore, mi pare che a Botta si potesse fischiare il gioco pericoloso. Comunque subito dopo lo svantaggio abbiamo avuto quella palla famosa, e quel colpo di testa rimpallato; abbiamo creato poco, ma abbiamo subito poco”. Sgrigna esterno, ancora… “Anche qui a Vicenza ha giocato esterno, anche a Bari con lo stesso Maran, é un ritornello che sento da un po’ ma secondo me può giocare lì”. Si sente in bilico? Non risponde: “Dovreste chiederlo al presidente. Se ci ho parlato? Cinque minuti, ma solo della partita. C’era molto rammarico, molto sgomento”. Sulla partita, allora: “Non voglio sembrare quello che vuole difendere i giocatori, per fare il parafulmine; sono rammaricato per certe situazioni in cui dovremmo essere molto pragmatici, ma poi non lo siamo. Questa non era una partita in cui si dovesse concedere molto, e così é stato, e sfruttare quel poco che sapevo ci avrebbero concesso. Poi, con lo svantaggio si é fatta dura, non sono deluso dall’atteggiamento dei giocatori di cui non si può dire non abbiano voluto reagire o credere. Ma non basta. Anche oggi, però, abbiamo avuto due o tre occasioni a tu-per-tu con il portiere, e un gol lo devi fare…un gol lo devi fare! Dobbiamo essere un po’ più cinici”.

Problema di approcio? “Credetemi: l’approcio era quello di una finale di Champions, credetemi. Si può imputare tutto ma non lo scarso impegno, lo vedrete; non è quello. Tensione eccessiva? No, tensione giusta. Tranne che con il Sassuolo, dove non eravamo connessi al 100%, nelle ultime gare non ricordo carenze di atteggiamento, non puoi dire che partiamo male, o che molliamo… Facciamo errori dove non si deve, nelle aree di rigore, dove si vincono e perdono le partite”. Niente scuse legate alle assenze: “Io credo in questi uomini, ed eravamo comunque più forti del Vicenza con quelli che avevamo, anche se Pratali si é fatto male nel riscaldamento. Io credo in questi uomini, non sono preoccupato perché vedo il loro atteggiamento”. E domani? “Domani lavoriamo e guardiamo avanti. Io non mollo un centimetro, perché abbiamo tutto quello che serve per fare bene”.

(foto M.Dreosti)

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy