Grande Torino: Bacigalupo, le grandi parate con il ‘rivale’ Sentimenti IV

Grande Torino: Bacigalupo, le grandi parate con il ‘rivale’ Sentimenti IV

Verso il 4 maggio / Il portiere di 4 scudetti e la sua amicizia con il pari ruolo juventino: il simbolo di cosa deve essere lo sport. E quella foto nel taschino a Superga…

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 E’ il 1945, la guerra è finalmente finita, e nel Torino Campione d’Italia è appena arrivato un nuovo giovane portiere di 21 anni, prelevato dal Savona. Si chiama Valerio Bacigalupo e per 4 anni, fino a quel maledetto 4 maggio 1949, sarà l’inamovibile titolare della squadra più forte che si sia mai vista in Italia, il Grande Torino.

L’ARRIVO A TORINO – ‘Baciga’ si era fatto notare dal Presidente granata Ferruccio Novo in una amichevole tra la Rappresentativa Ligure e quella Piemontese e il Torino decide di puntare su di lui per sostituire Bodoira che era stato titolare nello scudetto del 1943 ma che ormai ha 34 e viene destinato al ruolo di secondo portiere per una stagione, prima di essere ceduto. Bacigalupo esordisce addirittura nel derby, previsto per il campionato ’45/’46 alla prima giornata nella divisione Alta Italia: i granata perdono 2-1 ma lui fa una buona impressione. Sono gli albori di 4 anni fatti di trionfi memorabili nei quali disputa 137 partite subendo solo 115 reti e vincendo 4 scudetti. Grazie al suo carattere estroverso e simpatico e al suo stile di parata molto spettacolare, dovuto anche alla modesta statura fisica per il ruolo, diventa un beniamino dei tifosi. Diventa famoso per la sua capacità di fermare gli avversari nelle uscite basse, una tecnica di parata sviluppata per potersi adattare meglio ai dettami tattici del ‘sistema’, lo schema di gioco adottato dal Toro che prevedeva un portiere utilizzato quasi come un difensore aggiunto e che giocasse molto con i piedi.

BACIGA’ E IL SUO MENTORE – L’avventura in granata di Bacigalupo diede il là ad una rivalità, in realtà alimentata dalla stampa e non dai due protagonisti, con il portiere della Juventus Sentimenti IV. I due in realtà erano grandi amici, ‘Baciga’ vedeva in Sentimenti un idolo e una sorta di ‘mentore’ dal quale imparare e il portiere bianconero, di 4 anni maggiore, si prestava volentieri ad aiutare quel giovane ragazzo. La rivalità sulla stampa prese vita soprattutto a partire dal 1947, quando nella sfida contro l’Ungheria dell’11 maggio disputata a Torino Sentimenti IV fu l’unico giocatore non del Grande Torino schierato in campo da Vittorio Pozzo, che per una questione di esperienza preferiva lui a Bacigalupo. Il portiere del Toro in realtà pochi mesi dopo divenne titolare azzurro, disputando 5 partite con i colori della Nazionale.

L’AMICIZIA CON SENTIMENTI IV – La grande amicizia tra Bacigalupo e Sentimenti IV emerse in tutta la sua autenticità e grandezza proprio nel momento della tragedia, quando tra i resti dell’incidente di Superga venne trovata la tessera universitaria del portiere granata e una foto proprio di Sentimenti IV: un episodio toccate che spiega molto meglio di mille parole quale fosse il fraterno rapporto che legava i due. Due amici, due ragazzi, due grandi portieri di due squadre rivali: l’esempio di cosa davvero è e dovrebbe sempre essere lo sport, qualcosa che adesso troppo spesso si dimentica tra sassi, bombe carta e scontri vari. Valerio e Lucidio, insieme per sempre, simbolo di ciò che il calcio dovrebbe sempre essere.

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