Hart a Torino è già un idolo: in campo e fuori

Hart a Torino è già un idolo: in campo e fuori

Focus On / Il portiere granata ha conquistato già i tifosi, per il suo carattere e la sua grande dedizione

Non era, obiettivamente, cominciata nel migliore dei modi l’avventura di Joe Hart al Torino: dopo l’accoglienza da favola dei tifosi granata, l’estremo difensore inglese aveva esordito nella sconfitta del Toro contro l’Atalanta, sbagliando anche sul primo gol dei nerazzurri a causa di un’uscita scoordinata che ha dato l’opportunità a Masiello si appoggiare il pallone in porta. Da un inizio del genere non è facile riprendersi, per qualsiasi persona, anche per un giocatore che ne ha viste molte, che ha le spalle larghe per sopportare le critiche e che preferisce rispondere sul campo ai giudizi dati da fuori.

LAVORO – E perciò Hart si è messo al lavoro, cercando di imparare l’italiano, quando invece avrebbe potuto rimanere al Manchester City ed accontentarsi del suo stipendio e della panchina: a 29  anni si è messo in discussione, cercando una piazza che lo stimolasse, cercando di non deludere le aspettative di una tifoseria che lo ha accolto come un eroe. E i progressi si sono oggettivamente visti: escludendo quella sicurezza con i piedi dimostrata nella stragrande maggioranza dei casi, ci sono le statistiche che lo inquadrano in un momento quasi perfetto. Un solo gol subito nelle ultime tre partite, due match terminati con la porta inviolata: a questi dati statistici, è necessario aggiungere la grinta dimostrata e il grande lavoro effettuato per arrivare a questi piccoli risultati.

IDOLO E ICONA – La tifoseria granata ha regalato il proprio affetto a chiunque se lo sia meritato e a Joe Hart sono bastate tre partite (per lui) convincenti per ricevere il calore della curva. Già nel match contro l’Empoli, all’esordio in casa granata per il portiere inglese, c’erano stati cori in suo favore, ma contro la Roma l’amore per Hart è definitivamente esploso: è stato esposto uno striscione in suo onore, con lo stemma del Manchester City, e molte volte è stati cantato il suo nome. La genuinità e la bontà di Hart, nonostante abbia varcato campi di una grande importanza, lo ha spinto a ringraziare l’affetto dimostrato, rendendo felici quelle persone che vedono in lui un idolo, una vera e propria icona.

6 commenti

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  1. robertofo - 2 mesi fa

    Serietà e professionalità

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  2. MORO70 - 2 mesi fa

    Ma smettiamola di parlare di errore con l’atalanta…L’uscita è stata coordinatissima tanto è vero che il pallone lo ha preso in pieno, non è stato un errore ma sfortuna che la palla sia capitata proprio sui piedi di Masiello…basta!

    Sarà difficile ma spero che rimanga a lungo con noi…uno come Hart è cemento per lo spogliatoio, oltre ad essere davvero forte; sembra che faccia con estrema facilità delle parate che non sono per niente facili.

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    1. Gio - 2 mesi fa

      In effetti, lui ha tirato la palla verso l’esterno (come si insegna a scuola calcio) e non in mezzo come avrebbe fatto il suo predecessore nella porta granata.

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    2. Pex - 2 mesi fa

      credo che hai fatto il record con 114 mi piace e 0 non mi piace!!!! :)

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  3. maxmurd - 2 mesi fa

    Apparte che il suo stipendio lo prende lo stesso pari pari, se non veniva a giocare da noi perdeva la nazionale inglese.
    Non mi pare poco! Quindi, fortuna per noi, che ora abbiamo un portiere che da sicurezza a tutti!! :)

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    1. Gio - 2 mesi fa

      Aveva la coda di squadre che lo avrebbero preso a giocare con loro, ma è stato di parola con Miha. Di certo, se terrà la maglia della nazionale il merito sarà suo (come lo sarebbe stato avesse giocato in un’altra squadra) e delle sue prestazioni, non del Toro.

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