I cento milioni di Belotti nella Primavera

I cento milioni di Belotti nella Primavera

Il Granata della Porta Accanto / Per Cairo l’obbiettivo è valorizzare i giovani: cosa succederebbe se si facesse un maxi investimento nel vivaio?

14 commenti

Partiamo dai fatti. Quando manca poco più di un quarto alla fine del campionato il Torino ha perso almeno una volta da tutte le squadre che lo precedono in classifica eccezion fatta per la Fiorentina. E delle sue vittorie solo due sono arrivate contro squadre che lo precedono. Un decimo posto inevitabile, quindi, che pare una vera e propria ammissione di impotenza a non poter fare di più. Ci si era illusi all’inizio, ma lentamente i veri valori sono emersi ed hanno determinato questa media (o mediocre) posizione di classifica.

La nota positiva è che la proprietà non è turbata per tutto ciò. E non lo dico con sarcasmo perché è stato il patron Cairo in persona a dire che l’ottavo posto non è un obbiettivo (come dargli torto, in effetti di solito gli obbiettivi sono ben altra cosa…) visto che è ampiamente subordinato al lancio dei giovani, vera priorità di questo finale di stagione. Lanciare i giovani è un proclama che sta ai presidenti di calcio come la lotta all’evasione ai presidenti del consiglio: un must. C’è poi una sottile differenza tra lanciare i giovani per creare uno zoccolo duro di giocatori forti o lanciare i giovani per poi venderli sommando corpose plusvalenze. A quale di queste due categorie si riferisse il presidente non è dato sapere. Si può comunque ricordare a Cairo che storicamente il Torino ha fatto del vivaio una riserva importante per la prima squadra e che in passato non erano i presidenti a non volere tarpare le ali ai giocatori lasciandoli partire: di solito chi veniva venduto per esigenze di bilancio non era così felice di lasciare la maglia granata (vedi Lentini, ad esempio).

Empoli FC v FC Torino - Serie A

Nell’anno della rinascita del Filadelfia dire che non sono i risultati sportivi ad essere importanti, ma la valorizzazione dei giovani ad essere, come dicono gli inglesi, il “main focus”, implica un impegno molto grande nel tornare alle radici della filosofia storica del Torino. Allora lancio una provocazione: se l’idea di Cairo è veramente questa perché non destinare tutto il ricavato delle potenziale vendita di Belotti al settore giovanile? È un’iperbole, ovviamente, ma quanto si otterrebbe in termini di risultati futuri se a giugno si centuplicassero gli attuali investimenti sul vivaio? Strutture all’avanguardia, una fittissima rete di osservatori, ingaggio dei migliori allenatori delle giovanili e incetta di tutti i migliori prospetti delle annate ’99, 2000, 2001, 2002 e 2003: con cento milioni si potrebbe fare il più potente e produttivo settore giovanile della storia del calcio. E lì sì che ce ne sarebbero poi di giovani da lanciare…

FC Torino v US Citta di Palermo - Serie A

Una provocazione, dicevamo. Per le cifre in ballo, sicuramente, (cento milioni è un investimento senza dubbio spropositato), un po’ meno per il principio di fondo che è corretto. Basterebbe, infatti, investire di più di quello che si fa ora (che è poco per chi proclama di voler lanciare i giovani come “mission”) magari comprando ogni anno un Amauri o un De Silvestri in meno che, tra valore d’acquisto e ingaggio lordo, costano quanto un buon investimento nel vivaio. E poi soprattutto cambiare pian piano l’ottica di “utilizzo” del giovane lanciato: non considerarlo solo una gallina dalle uova d’oro, ma trasformarlo in un perno della prima squadra. L’ultimo Toro davvero forte, quello di Amsterdam, era un mix di giovani del Fila (Lentini, Cravero, Benedetti, Venturin, Sordo, Bresciani) e di grandi campioni (Martin Vazquez, Scifo, Casagrande, Fusi, Policano, Marchegiani, Mussi).

Primavera, esultanza, Torino-Sampdoria

Questo dev’essere il modello di riferimento se si vogliono prendere due piccioni con una fava: lanciare i giovani e (provare ad) ottenere risultati sportivi. Poi può succedere che qualche sacrificio sull’altare del bilancio sia da fare, lo si può accettare, è sempre stato così. Ma la storia del Toro va onorata sia con l’impegno a costruire squadre che possano lottare per le posizioni europee, sia creando un’identità precisa di club. Per capirci, e fare un esempio europeo, vorrei un Toro meno simile a quel “plusvalenzificio” d’élite che è il Porto e più simile invece al Barcellona che i campioni li compra fuori, ma se li cresce anche in casa.

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  1. LoviR - 3 mesi fa

    Con quanto ha incassato Cairo nell’ultimo mercato e in quello invernale (Peres, Maksimovic, Glik, Jansoon, Martinez etc.) può tranquillamente investire sia nel settore giovanile che in prima squadra x un paio di ottimi elementi (centrale e centrocampista) SENZA VENDERE BELOTTI.

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  2. peter1 - 3 mesi fa

    Si potrebbe investire bene nel settore giovanile anche a prescindere dalla vendita di Belotti. Basterebbe evitare di comprare male giocatori erroneamente fatti passare per autentici colpi di mercato che invece non lo erano proprio già all’annuncio della venuta.

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  3. echoes - 3 mesi fa

    Complimenti all’autore dell’articolo: APPROVO AL 100%!

    L’intelligenza strategica di questo modo di intendere le cose è anche l’unica seriamente praticabile da una società che seriamente voglia ambire a grandi e ambiziosi risultati.

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  4. leo1970 - 3 mesi fa

    è proprio questa la questione centrale: qual è il modello cui la società Torino FC vuole aderire? Che è come dire: qual è la sua identità e la sua mission? Dalla risposta a queste domande scaturisce la strategia, sia economica che sportiva.
    E’ del tutto evidente che l’attuale proprietà – e conseguentemente anche la dirigenza – questa domanda non se l’è posta, perchè i veri interessi del pres sono altri.
    Per me la risposta non può che dipendere dal nostro DNA e dalla nostra storia: puntare (cioè investire) tantissimo nel vivaio per farlo tornare n. 1 in Italia ed in Europa, con l’obiettivo, nel medio periodo, di costruire una squadra competitiva la cui ossatura è costituita proprio dai nostri ragazzi. In questo, sono totalmente d’accordo con la provocazione di Costantino. Aggiungo che se la prospettiva – dichiarata, esplicita – fosse questa, sono certo che la tifoseria la appoggerebbe con convinzione.

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  5. sebastianoberte_805 - 3 mesi fa

    Questa squadra ha bisogno di ben altro che quache giovane da lanciare!!
    Intanto andrebbero tenuti i giocatori buoni che abbiamo ma non credo questo rientri nelle ambizioni del presidente

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  6. Torino FC - 3 mesi fa

    con l’incasso stadio nuovo e investimento sui giovani come da tradizione Toro. forza Toro per sempre!!!

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  7. Filadelfia - 3 mesi fa

    Basta aumentare il budget per il settore giovanile intorno ai 6/8 milioni annui (La juve ad esempio ne spende 12 milioni) e il resto investire su giocatori “pronti” per la 1° squadra in difesa, centrocampo e portiere. Per fare il fatidico salto di qualità. Poi cominciare a ragionare su un impianto di proprietà (sui 35/40 mila posti) che sia il GRANDE TORINO o in altro luogo della città adatto al calcio.

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    1. Torino FC - 3 mesi fa

      con l’incasso stadio nuovo e investimento sui giovani come da tradizione Toro. forza Toro per sempre!!!

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  8. prawn - 3 mesi fa

    Vero, magari 50 e 50,che senza il gallo questa squadra finisce in serie B

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  9. elio.bernard_791 - 3 mesi fa

    la schiavitù non è stata abolita, ma nel calcio è completamente ribaltata!!!! il padrone-presidente è totalmente schiavo dei procuratori, giocatori, tifosi, allenatore,dei ragazzini presuntuosi allettati da famiglie ingorde ecc. ed è già tanto se riesce a barcamenarsi tra critiche e soldini………..

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  10. Eros - 3 mesi fa

    Concordo e spero che questa sia la visione del presidente. Manca però il riferimento ad un altro ingrediente fondamentale che si pensava di aver trovato e invece no: un mister che sappia amalgamare giovani a campioni e far crescere entrambi calcisticamente. Oggi quello che vedo dopo 28 giornate è l’anti-calcio.
    Per quanto riguardo il mercato e la volontà dei giocatori, i tempi di Lentini sono secoli fa. Oggi sono i procuratori quelli che gestiscono prezzi e compravendite, loro guadagnano sempre e i tifosi perdono e se la prendono con i presedenti. Ma un po’ di giustizia c’è: di tutti quelli che hanno voluto lasciare il toro, solo Ciro continua ad avere un futuro (dopo nuovo rstyling al toro). A proposito mai più un Moggi player!

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  11. verarob_701 - 3 mesi fa

    peccato che ci sia la realtà……i giocatori che prenderesti non sono vincolabili, e potrebbero portarteli via facilmente pagando solo un indennizzo e nemmeno alto…ricordo a chi segue il calcio giovanile che il Kean della juve che viene prospettato come un botto per il futuro giocava con noi re che come riportavano queste pagine….”oltre a un addio pesante, che vi avevamo anticipato tempo fa (leggi qui): quello del fantasista Dennis Stojkovic, gioiellino italo-serbo classe 2002, volato a Londra sponda Chelsea, del tutto libero da vincoli (per gli Under 14, la scelta della società è rimessa interamente alle famiglie: ecco perché sono così semplici gli “scippi”, sia nazionali che internazionali).”

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  12. bertu62 - 3 mesi fa

    GRANDE ARTICOLO!!! SONO COMPLETAMENTE, TOTALMENTE ED ENTUSIASTICAMENTE D’ACCORDO!!!! :-) !!!
    FVCG!
    SEMPRE!
    E COMUNQUE!!

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  13. loudhig_399 - 3 mesi fa

    Difatti giocheranno probabilmente domani Molinaro e Acquah.
    Línea verde.

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