Il 13 di Agosto…

Il 13 di Agosto…

La cosa più stranamente bella della serata di ieri si intravedeva già prima di entrare nell’”Olimpico”, già fuori dallo stadio: code ai botteghini, code ai cancelli, capannelli di amici che parlano e aspettano. Niente di strano, visto che sta per iniziare una partita del Toro, e quella gente lì fuori é il suo appassionato popolo; ma un po’ inaspettato sì, se si pensa che siamo al 13 di Agosto,…

La cosa più stranamente bella della serata di ieri si intravedeva già prima di entrare nell’”Olimpico”, già fuori dallo stadio: code ai botteghini, code ai cancelli, capannelli di amici che parlano e aspettano. Niente di strano, visto che sta per iniziare una partita del Toro, e quella gente lì fuori é il suo appassionato popolo; ma un po’ inaspettato sì, se si pensa che siamo al 13 di Agosto, sabato sera di un week-end che sarà ponte (uno degli ultimi prima delle “cancellazioni”) per il 99% degli italiani, e che i granata stanno per affrontare il -con grande rispetto per città, squadra e specialmente allenatore- Lumezzane.

Eppure ci sono diecimila persone, sugli spalti della struttura sportiva cittadina, che da quest’anno non avrà più il coinquilino bianconero fra i piedi (e il terreno di gioco, Vasco Rossi permettendo, ne beneficerà, per la gioia di Ventura). C’é una Maratona piuttosto piena e soprattutto molto calorosa, che sostiene da sola (e lo fa notare agli altri settori) la squadra dal primo all’ultimo minuto; fischi e mugugni che qualcuno (al 13 di Agosto, prima gara ufficiale…) si sente in diritto di rivolgere a capitan Bianchi piuttosto che ad ogni giocatore, non partono da lì.

Peraltro, proprio quei mugugni hanno portato al tecnico il regalo più gradito della serata: la tenuta psicologica di un gruppo di giocatori che non molla davanti ad un ambiente non completamente idilliaco. Risvolti che senz’altro l’allenatore comprenderà meglio di quanto non possa fare chiunque di noi, ma quel che resta della serata di ieri, sul campo, é la sensazione di un Toro che sta nascendo.
Che si svilupperà, e lo farà secondo un’idea. I due laterali devono compiere un determinato lavoro (puntare l’area) e lo fanno, strappando applausi; la mediana tiene bene e suggerisce pure; la difesa patisce poco (l’avversaria é pur sempre quella che é); le uniche ombre dall’attacco, dove i movimenti e le intese con i compagni degli altri reparti vanno migliorate. Ma ci mancherebbe che questa squadra fosse già un’autentica, perfettamente rodata, gioiosa macchina da guerra; diciamolo ancora una volta: é (era, ieri) il 13 di Agosto…

(foto M.Dreosti)

 

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