Il 4 maggio di Belotti: l’investitura e il brivido

Il 4 maggio di Belotti: l’investitura e il brivido

La scelta di far leggere i nomi degli Invincibili al Gallo è un attestato di stima e di fiducia nei suoi confronti, anche per il futuro…

Belotti e Don Robella, Superga

Negli ultimi 31 anni, 23 volte il cielo su Torino si è fatto scuro, il 4 maggio. Ieri, un’altra volta, la pioggia fine ha bagnato le maglie granata – che a Superga si sono accese come intrise delle lacrime di chi, da lassù, veglia da 68 anni a questa parte sulla città e sul popolo del Torino. Un popolo che anche ieri, pioggia o non pioggia, in macchina e a piedi, è salita sul Colle per ricordare, partecipare, cantare per il Grande Torino e per la memoria degli Invincibili, anzi – come precisato da Don Robella durante l’omelia (leggi qui) – degli “invicti”, dei “non vinti”.

Un rito, quello del 4 maggio, che non invecchia mai e che non perde quella forza che l’inerzia della tradizione, a volte, tende a smorzare. No, la commemorazione di Superga e del Grande Torino è eterea, uguale tutti gli anni e tutti gli anni diversa, perché va a collocarsi in un presente storico che accumula e restituisce, tramite il rito della lettura dei nomi, il vigore della memoria e della preghiera laica per qualcosa che splendeva e che continua a splendere, anche oltre la vita. Ecco, la lettura dei nomi, in particolare, ha sempre un sapore diverso ogni 4 maggio, e quest’anno lo ha avuto forse un po’ di più. Sarà perché tra domani in città ci sarà il derby, sarà per l’inaugurazione del Filadelfia che si avvicina (e che ieri ha ricevuto “l’investitura” ufficiale del Sindaco), o sarà perché il Torino ha scelto che quei nomi li leggesse Andrea Belotti, non proprio un giocatore qualsiasi.

Non il capitano “per anzianità” Emiliano Moretti, non il già “designato dallo spogliatoio” Marco Benassi, ma lui: il bomber granata che sta facendo sognare i ragazzi e gli adulti del Toro, il più acclamato in campo e fuori, e necessariamente anche l’uomo-mercato intorno al quale girerà – per un verso o per un altro – l’estate granata. Scegliere Belotti, la cui verve nel leggere i nomi degli Invincibili ha messo i brividi, è un gesto di responsabilizzazione e di fiducia da parte del Toro che va oltre qualsiasi ritocco d’ingaggio et similia: qui si parla di un’investitura unica nel suo genere, per far entrare ancora di più, e con ancora maggiore convinzione, il Gallo nella famiglia granata, consegnandogli un’emozione che pochi giocatori possono dire di aver provato al loro secondo anno in maglia granata.

Ma Belotti, si sa, è un’eccezione continua, una sorpresa che si rinnova sempre, proprio come il 4 maggio granata, ed è da questi gesti, in giorni così speciali, che si coglie tutta la stima e l’amore incondizionato del Torino (e di Torino) per il “suo” Belotti, il cui legame con questo popolo e con questa città – da ieri – non potrà mai più essere lo stesso. E il Gallo, questo, lo ha capito.

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