Il 4 maggio di…La Messa di Don Aldo Rabino

Il 4 maggio di…La Messa di Don Aldo Rabino

La speranza, un invito alla moderazione dei toni, uno ai giocatori a dare il meglio e un altro alla presidenza e alle istituzioni per trovare presto la soluzione ai problemi di fondo della società. Ci si attendeva un segnale importante dall’omelia di oggi, a Superga, nel giorno della Pasqua granata e Don Aldo Rabino, padre spirituale di tutto il mondo del Toro, ha rispettato le attese rivolgendosi con sentimento ragionato a tutte le…

La speranza, un invito alla moderazione dei toni, uno ai giocatori a dare il meglio e un altro alla presidenza e alle istituzioni per trovare presto la soluzione ai problemi di fondo della società. Ci si attendeva un segnale importante dall’omelia di oggi, a Superga, nel giorno della Pasqua granata e Don Aldo Rabino, padre spirituale di tutto il mondo del Toro, ha rispettato le attese rivolgendosi con sentimento ragionato a tutte le anime di questo ricco e composito universo, rendendo il giusto tributo alla memoria dei caduti e bacchettando come un buon padre di famiglia, senza timore di usare l’ironia, non solo le persone ma anche gli atteggiamenti di fondo.

TANTA CONFUSIONE: ‘Ho letto e sentito di tutto in questi giorni, questo vuol dire che c’è confusione. C’è persino chi sostiene che Dio non ci ami. Ora capisco che il Papa sia un tifoso del Bayern e il nostro Arcivescovo tenga per la Juve, ma credo che potenzialmente Don Bosco sarebbe stato del Toro. Per questo sono convinto che il buon Dio sia attento, nella sua infinita bontà, a tutte le cose che vengono fatte con il cuore. E poi ricordiamoci che a Torino c’è sia Santa Rita, patrona degli impossibili che san Giuseppe che è il patrono dei derelitti’. 

SALE IN ZUCCA: ‘E’ fondamentale per stemperare i toni in un momento di difficoltà che segue la bellissima cavalcata dello scorso anno, nata dalla bella collaborazione fra Cairo e Chiamparino da una parte e fra De Biasi e i suoi ragazzi dall’altra. Poi c’è stato un momento di confusione con risultati in cui sono emerse divisioni che dobbiamo superare ad ogni costo. In tutti c’è un pezzo di verità, adesso però dobbiamo ascoltarci tutti e lasciare da parte le polemiche, per raggiungere un obiettivo degno di quanto fatto finora’.

APPELLO A CAIRO: ‘Mi rivolgo, per questo, a te Urbano affinché insieme alle autorità superiate presto le divisioni e le incomprensioni che finora ci sono state. Ti ringrazio per quanto fatto finora e abbiamo apprezzato la retromarcia su certe decisioni perché hai mostrato di possedere l’umiltà che è propria dei grandi (applausi). Adesso però è tempo che il Toro e la società abbiano una loro casa. Per cui dai una dimensione concreta a questa società, sentendo le istituzioni e poi coinvolgete la gente e i giovani senza dimenticare che serve un maggior peso nelle stanze dei bottoni perché così va la vita’.

VIVAIO: ‘E’ sempre stato un elemento distintivo della società. Occorre fare di più in quella direzione anche perché, sarà un mio pallino, ma penso che la gente se coinvolta sia disposta a investire di più’.

APPELLO AI GIOCATORI: ‘Da nessun’altra parte troverete l’affetto, il cuore e la passione che trovate qui. Non deludeteli e tirate fuori la rabbia prendendo coscienza del fatto che, oggi, la penna per scrivere la sopravvivenza e il futuro di questa società ce l’avete voi. Guardatevi dentro e ascoltatevi in silenzio, superando tutte le vostre paure. Ascoltate la lettera di Cristina Pianelli che sta soffrendo con voi e: “imparate il Toro e prendetevi fino in fondo le vostre responsabilità, rispettando con impegno i vostri tifosi. Scendete in campo a mangiare l’erba. Oggi si privilegiano le radici”.

SUPERGA: ‘Grazie infine ai tifosi e alle famiglie dei defunti. Se oggi il Toro c’è ancora è perché c’è Superga con tutto il suo patrimonio di storia e tradizione che invita a sperare e lottare con tanta, tanta voglia di vivere”.

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