Il borsino granata

Il borsino granata

Il Toro c’è, ora abbiamo le prove! Serviva l’esame di maturità contro una grande per verificare la consistenza di un progetto tattico che finora aveva convinto sebbene non sempre con il conforto dei risultati. Al di là degli episodi. la squadra ha meritato il pareggio, finalmente non si è fatta trascinare dagli eventi ed ha reagito restando unita anche nei momenti difficili della partita: una compattezza…

Il Toro c’è, ora abbiamo le prove! Serviva l’esame di maturità contro una grande per verificare la consistenza di un progetto tattico che finora aveva convinto sebbene non sempre con il conforto dei risultati. Al di là degli episodi. la squadra ha meritato il pareggio, finalmente non si è fatta trascinare dagli eventi ed ha reagito restando unita anche nei momenti difficili della partita: una compattezza tra i reparti agevolata da una squadra più corta rispetto a prima e da un centrocampo che pare abbia trovato le chiavi del gioco persino contro i maestri del possesso palla. In tale contesto la grande personalità dimostrata da Dzemaili contro i rossoneri può essere davvero l’arma in più per un Torino che da troppo tempo è alla disperata ricerca di un leader. Chissà che non possa esserlo proprio lo svizzero arrivato nell’ultimo giorno di mercato, dispone sia di grinta che di piedi buoni. Certamente non tutto va ancora alla perfezione ed anzi proprio questi margini di miglioramento sono, al momento, la nota più lieta: la fase difensiva è ancora balbettante e più di una volta ci si complica la vita da soli. E questo è un segnale di insufficiente autostima che gli avversari colgono e sfruttano appena possibile. In attacco, poi, Bianchi è apparso un corpo estraneo e si deve lavorare tutti insieme (tifosi compresi) al suo inserimento perché se questi ulteriori tasselli dovessero incastrarsi si è ancora in tempo per vederne delle belle. Personalmente resto dell’idea che, condizione fisica (e mentale) generale permettendo, questa squadra non è certamente perfetta ma è senz’altro meglio costruita rispetto a quella degli ultimi due anni, perciò potenzialmente questo Torino alla fine del torneo può ambire ad una posizione migliore del quart’ultimo posto anche se fino a questo momento i numeri non lo dicono. Da qui alla fine del girone, il calendario non appare in discesa ma se i giocatori granata credono nella bontà di un progetto devono continuare a dimostrarlo come hanno fatto in queste ultime cinque giornate non lasciandosi influenzare da episodi e risultati ed andare a Siena convinti di essere più forti e di tornare a Torino con i tre punti.
 
 
CHI SALE:
 
ROSINA           dimostra agli altri e soprattutto a se stesso che può giocare defilato sulla fascia ed accentrarsi per creare scompiglio nelle difese avversarie. Si cala nella parte sacrificandosi in copertura e ripartendo con le sue caratteristiche di velocità ed imprevedibilità che finalmente mette a servizio della squadra.
 
DZEMAILI            si è rivisto il giocatore ammirato contro il Palermo. Energico, volitivo, un vero e proprio motore. Ha trascinato avanti la squadra con giocate importanti, ha sfiorato il gol e regalato buoni palloni. Ora ci attendiamo il terzo indizio, possibilmente nella prossima trasferta di Siena, per avere la prova che ci troviamo al cospetto del nuovo leader.
 
STELLONE        stavolta la sua prestazione risulta impeccabile poiché la sua mole di lavoro a sostegno degli inserimenti dei compagni è coronata da un bel gol da vero attaccante. Incoraggiante il periodo di buona forma fisica che sta attraversando.
 
RUBIN            il gioco granata si sviluppa per lo più sul fronte sinistro anche per merito suo. Ha piedi per dialogare con Rosina e Barone e portare pericoli nella trequarti avversaria. Impeccabile nelle chiusure difensive, in particolare in una brillante diagonale su Pato. Da rivedere nei cross.
 
NATALI         un paio di uscite da brividi in mezzo ad una prestazione più che confortante per fermare i temibili fuoriclasse milanisti. Da sottolineare che era al rientro dall’ennesimo infortunio e ciò impreziosisce una prova già di per sé positiva.
 
DIANA         è sceso pochissimo in avanti ed in quelle rare occasioni ha pure sbagliato la giocata però gli va dato atto di esser riuscito a tamponare gli attacchi rossoneri sul suo fronte e di aver concesso poco a dispetto delle vistose amnesie di domenica scorsa.
 
 
STABILI:
 
SERENI            è pur sempre un portiere di sicuro affidamento e non gli si possono addebitare responsabilità particolari sui gol ma sta di fatto che quest’anno ne sta prendendo un po’ troppi e di miracoli ai quali ci ha abituati nella scorsa stagione se ne vedono di meno.
 
PRATALI          cerca di giocare d’anticipo sugli attaccanti e spesso la giocata gli riesce e suscita anche sinceri applausi tra i tifosi, qualche volta però eccede e viene castigato come in occasione del pareggio di Pato quando, anziché preoccuparsi del giovane brasiliano, va a chiudere senza successo sul filtrante di Gattuso. Gli servirebbe trovare continuità con gli stessi compagni di reparto.
 
BARONE          un po’ discontinuo in fase difensiva dove alterna sciocchezze (vedi punizione che costa l’1-2) a scelte intelligenti (ammonizione ben spesa per fermare il lanciatissimo Kakà). Più costante in fase d’appoggio e di gestione del possesso palla, qualità di cui dispone in misura certamente superiore rispetto a Zanetti.
 
 
CHI SCENDE:
 
BIANCHI          ha una sola occasione degna di tale nome: non si può dire che la getti al vento ma nemmeno che si avventi sul pallone con la necessaria cattiveria e decisione di un animale da gol. Per il resto, benché viva ai margini della partita, non è da bocciare senza appello anche perché se non gioca non può trovare la giusta intesa coi compagni. Per cui avanti a piccoli passi…
 

COLOMBO       non dimentichiamo i suoi primi vagiti granata conditi da apprezzamenti per niente lusinghieri da parte della critica. Certamente non ha ripetuto la partita di Catania, è stato molto guardingo e nonostante non abbia brillato nemmeno in marcatura, è cresciuto in personalità.

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