Il borsino granata

Il borsino granata

di Carlo Quaranta

Il Torino che t’aspetti… un passo avanti e due indietro! Lontano dall’Olimpico torinese riaffiorano i soliti problemi caratteriali già evidenziati nelle prime uscite di Verona e Reggio Calabria: incapacità nel gestire il risultato positivo pur facendo intravedere di avere le capacità per farlo. Così, puntuale, giunge sempre il gol avversario…

di Carlo Quaranta

Il Torino che t’aspetti… un passo avanti e due indietro! Lontano dall’Olimpico torinese riaffiorano i soliti problemi caratteriali già evidenziati nelle prime uscite di Verona e Reggio Calabria: incapacità nel gestire il risultato positivo pur facendo intravedere di avere le capacità per farlo. Così, puntuale, giunge sempre il gol avversario che ormai sembra quasi ineluttabile, quel gol che fa pareggiare le partite che si stavano vincendo o perdere quelle che si stavano pareggiando. Una tale debolezza caratteriale che consente agli avversari di realizzare un gol dopo appena un minuto che si è passati in vantaggio e che ormai sembra senza via d’uscita. Questo Torino sembra essere vittima di una sorta di sindrome di Peter Pan, ha paura di crescere anche se è nella sua natura e così preferisce restare bambino, magari continuando a giocare a nascondere la propria vera identità. Di questa sindrome della squadra ne risentono inevitabilmente anche i singoli e se Diana, Barone e Dzemaili, tra i migliori in campo una settimana fa, risultano tra i peggiori di ieri vuol proprio dire che bisogna rassegnarsi a vivere senza certezze su un’altalena pericolante.

CHI SALE:

COLOMBO anche l’ex brutto anatroccolo è colui che non t’aspetti, invece trova il suo primo gol granata e si procura il calcio di rigore con inserimenti da attaccante. E man mano che passano le partite sembra crederci. Almeno lui…

STABILI:

OGBONNA il ragazzo continua a dimostrare carattere e temperamento giusti ed anche il suo rendimento è piuttosto costante. Nelle poche sortite in avanti non trova cross utili per i compagni e dietro paga l’affanno generale anche se nella sua zona il Torino rischia assai di meno.

RUBIN sincronismi sempre più collaudati con Ogbonna. Non è brillante nel saltare l’uomo e creare superiorità né continuo nel rendimento all’interno della stessa partita ma gli va riconosciuto il gran merito del bel cross che ha fruttato il gol del brevissimo vantaggio.

STELLONE gioca come al solito e cioè da rifinitore mascherato da centravanti. In linea con le precedenti esibizioni, sviluppa una gran mole di lavoro nel tenere impegnati gli avversari e far salire la squadra ed offre un assist d’oro a Barone ed uno a Colombo che vale il rigore. Ma quanto ad impensierire il portiere avversario manco a parlarne.

ABBRUSCATO stesso discorso. Fa quello che può. Così l’impegno e la corsa per l’interessante contropiede che crea sulla destra è vanificato nel momento decisivo con un assist non preciso. Ma questo De Biasi poteva prevederlo.

ROSINA pochi minuti per farlo tornare il salvatore della Patria granata non potevano bastare. Ed anche questo De Biasi poteva prevederlo…

 

CHI SCENDE:

SERENI non toccava a lui chiudere le falle che si aprivano sulla destra ma nel primo e nel terzo gol ha dato l’idea di impotenza già prima che il pallone entrasse. E sulla punizione si fa ingannare dai catanesi che lo distraggono e parte in colpevole ritardo. Tornava dopo l’infortunio, non lo si può certo crocefiggere, diamogli il tempo opportuno perché ritorni super.

PISANO non ha offerto le stesse garanzie delle precedenti uscite al centro della difesa. Nel primo tempo non è impeccabile nella chiusura sul primo gol ed è troppo "leggero" su Paolucci che poi spara addosso a Sereni. Esce per un risentimento muscolare tutto da valutare.

DI LORETO  un passo indietro nei sincronismi con i compagni di reparto, non chiude le falle di Diana a destra e spesso si ritrova sullo stesso uomo con Pisano. Con la sua esperienza era chiamato a dirigere la difesa che invece ha preso due gol in fotocopia. Poco determinato ed anche sfortunato.

PRATALI    non riesce ad entrare in partita. Pur non avendo responsabilità specifiche sul terzo gol non si può dire certo che brilli per reattività e tempismo.

BARONE     partita sottotono per lucidità, condita da un errore abbastanza vistoso sotto porta dopo un ottimo inserimento. Però lotta come può e tenta fino alla fine la via del gol con l’ultimo tiro parato da Bizzarri.

DZEMAILI    messo in difficoltà dal folto centrocampo siciliano, non riesce ad incidere minimamente ed a differenza di Barone non dimostra lo stesso temperamento di una settimana fa. Si vede pochissimo. Disperso.

AMORUSO    dopo aver girato a vuoto, si vede per la prima volta sul finire del primo tempo con un bel colpo di testa che termina alto. Poi, tra tanti errori, trova un rigore trasformato alla perfezione. Troppo poco.

DIANA    certamente pesano come un macigno gli errori che sono costati la sconfitta al Torino. Non vogliamo farne il capro espiatorio ma certe ingenuità non si addicono ad un professionista. Nullo anche in appoggio. L’unica cosa positiva è che siamo sicuri che non potrà fare peggio di così.

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