Il borsino granata

Il borsino granata

All’indomani dell’ennesimo torto arbitrale, é giunto il momento di verificare se questa squadra potrà diventare Toro reagendo a tutte le avversità che il destino beffardo gli mette costantemente davanti o se resterà un Torello che si crogiolerà nell’autocommiserazione prestando il fianco a nuove disavventure. Quel che è certo è che la misura è ormai colma: lo hanno…

All’indomani dell’ennesimo torto arbitrale, é giunto il momento di verificare se questa squadra potrà diventare Toro reagendo a tutte le avversità che il destino beffardo gli mette costantemente davanti o se resterà un Torello che si crogiolerà nell’autocommiserazione prestando il fianco a nuove disavventure. Quel che è certo è che la misura è ormai colma: lo hanno detto a gran voce i tifosi, lo ha ribadito senza mezzi termini il Presidente Urbano Cairo. E la presa di posizione della Società ci sembra giunta nel momento più opportuno proprio perché pervenuta non al primo episodio bensì dopo l’ennesimo torto subito e perché non tende a giustificare una partita mediocre dei granata. Anzi, va sottolineato che a Marassi i ragazzi di De Biasi hanno disputato la miglior partita in trasferta del campionato tanto che anche il pareggio sarebbe stato stretto al Torino. La squadra è sembrata ordinata, compatta e finalmente ha giocato con la stessa intensità per tutti i 90’ palesando una buona tenuta atletica che ha consentito ai giocatori granata di arrivare quasi sempre prima degli avversari sul pallone I meriti vanno attribuiti a tutti i protagonisti ed in particolare a mister De Biasi che ha messo in campo la formazione più adatta mentre ancora una volta più di qualche perplessità hanno destato i cambi in corsa: le sostituzioni dei positivi Colombo e Barone con Zanetti e Saumel ad una manciata di minuti dalla fine sono apparse inspiegabili, hanno contribuito ad inceppare i meccanismi a centrocampo e possono aver inciso sul gol subito. Tuttavia, in generale, la strada intrapresa sembra quella giusta ed allora l’auspicio è che, come ha detto nel post partita Amoruso, la rabbia derivante dai torti subiti venga scaricata in furore agonistico tremendista, da Toro, nel prossimo impegno contro il Palermo e che i ragazzi che scenderanno in campo avranno voglia di dimostrare al destino che se è contro il Torino sarà peggio per lui!
 
 
CHI SALE:
 
COLOMBO          autentica sorpresa della partita: intanto perché in pochi si sarebbero aspettati il suo impiego da esterno alto davanti a Diana. E soprattutto per il rendimento che ha saputo garantire: generoso ed operoso, efficace in pressing e ispirato anche in appoggio. Suo l’assist d’oro che Amoruso spreca all’11’.
 
OGBONNA            tutti a lezione di cross da lui! Mossa tattica indovinata da GDB che lo sposta a sinistra facendo rendere al contempo nel migliore dei modi sia lui che Pisano (spostato al centro della difesa). Il giovane jolly granata sforna una serie di cross perfetti, dalla traiettoria tesa ed arcuata che sono manna autentica per gli attaccanti (da uno di questi nasce il gol annullato ad Amoruso) e fanno rabbrividire i vari Diana (volendo restare solo all’attualità). Patisce però Padalino nel finale.
 
CALDERONI           stavolta non gli si può imputare assolutamente nulla sul gol. E svolge il suo mestiere con disinvoltura nelle poche occasioni in cui è chiamato in causa. Da applausi un tuffo alla sua sinistra per disinnescare un tiro insidioso di Cassano.
 

DZEMAILI            si conferma il giocatore di personalità che serve al Torino. Sta trovando una buona condizione atletica e quel pizzico di fiducia che ancora gli mancavano per prendere in mano le redini del gioco granata. Illuminante in qualche apertura ed in varie giocate, spesso si fa valere anche in tackle per sradicare palloni agli avversari.


PISANO           prestazione senza sbavature nonostante il cambio di ruolo. Nel primo tempo annulla Padalino, nel secondo, da centrale si disimpegna bene in una coppia d’emergenza con Di Loreto. Se la cava bene su Bellucci, nulla può sul gol. Conferma il suo buon momento.
 
 
STABILI:
 
DI LORETO       Cassano non è certo un cliente facile ma l’ex viola gli concede solo due iniziative importanti. Per il resto non soffre alcunché e trova anche il modo di spingersi in avanti ed impegnare Castellazzi con un colpo di testa su azione da calcio d’angolo.
 
BARONE          svolge un ruolo più oscuro assecondando le ispirazioni di Dzemaili. Non eccelle in temperamento e questo probabilmente non gli viene perdonato dai sanguigni tifosi del Toro ma in questo momento il suo utilizzo al posto dei vari Saumel e Zanetti non fa una piega.
 
DIANA            rispetta le consegne aiutando Di Loreto nel controllo dello spauracchio Cassano. Limita le sue sgroppate in avanti a sostegno degli attaccanti anche se in una delle rare sortite, suo malgrado, si ritrova protagonista del fattaccio della giornata.
 
NATALI         solita sicurezza prima dell’ennesimo infortunio. Poi rimane stoicamente in campo per oltre un quarto d’ora in condizioni menomate. Si trovava in un buon stato di forma, speriamo che il nuovo stop non sia lungo e non ne pregiudichi troppo la condizione.
 
CHI SCENDE:
 
AMORUSO           in discesa rispetto alla buona prova di mercoledì contro l’Atalanta. Male di piede in avvio quando divora un incredibile gol, bene di testa (e di faccia) quando il palo e la sciagurata terna arbitrale glielo negano. A parte gli episodi, comunque, una prestazione sottotono rispetto alla precedente. Forse nel finale avrebbe potuto cedere il posto ad un compagno più fresco.
 
STELLONE            come il suo compagno di reparto non replica le buone cose fatte vedere nel turno infrasettimanale. Sembra più un rifinitore che un attaccante, talvolta si limita a servire Amoruso in profondità tralasciando colpevolmente di seguire l’azione. Certe partite vanno vinte ma se gli attaccanti non si trovano dove serve e non tirano in porta… Eterno incompiuto.
 
RUBIN             non è brillante come al solito, paga forse le fatiche di mercoledì ed il moto perpetuo sulla fascia di competenza. Soffre in più di una circostanza rimediando pure un’ammonizione che gli consentirà di riposare contro il Palermo e recuperare così le energie spese ultimamente.
 

ZANETTI         quando un calciatore entra ad un quarto d’ora dalla fine il più delle volte resta ingiudicabile a meno che non incida in modo apprezzabile sul risultato. Purtroppo, nel suo caso, ciò è accaduto a discapito della propria squadra. Dapprima, con eccessiva irruenza, provoca la punizione, poi con un colpo di testa maldestro riconsegna palla ai blucerchiati ed infine è lui l’uomo più vicino a Bellucci quando arma il tacco letale.

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