Il borsino granata

Il borsino granata

di Carlo Quaranta


Nella penultima giornata di campionato il Torino esce fuori dalla zona play off ma l’affermazione del Padova sul Livorno tiene ancora  in vita Bianchi e compagni almeno per i prossimi 90’. Poi sarà inferno o purgatorio. Per prolungare la stagione, sperando che ciò…

di Carlo Quaranta


Nella penultima giornata di campionato il Torino esce fuori dalla zona play off ma l’affermazione del Padova sul Livorno tiene ancora  in vita Bianchi e compagni almeno per i prossimi 90’. Poi sarà inferno o purgatorio. Per prolungare la stagione, sperando che ciò non abbia ripercussioni negative sulla prossima, i granata nell’ultimo decisivo match spareggio avranno a disposizione un solo risultato: la vittoria. Ma come arriva la squadra di Lerda a questo fondamentale crocevia? Intanto, se alcuni giocatori possiedono già una certa esperienza in partite da “dentro o fuori” in maglia granata (vedi i reduci dello scorso campionato), la maggior parte di loro invece non ha disputato spareggi così importanti, non a certi livelli almeno, e lo stesso discorso vale per il tecnico Franco Lerda non sempre apparso all’altezza della situazione nei frangenti più importanti della stagione. Alle incognite relative all’allenatore, alla sua capacità di utilizzare la rosa a disposizione nel migliore dei modi, alla sua abilità di saper leggere le partite ed a quella di trasmettere ai suoi uomini la giusta tensione e la giusta fiducia in vista dell’incontro decisivo, sono legate le possibilità di questa squadra di centrare o meno l’obiettivo. Un compito certamente possibile pur tenendo in debita considerazione il fatto che i granata devono – ed hanno le qualità per farlo – cambiare marcia e dare di più perché finora hanno sempre fallito il bottino pieno contro le big, che i ritmi di gioco non possono essere quelli di Empoli e che il Padova arriverà all’Olimpico forte di due risultati su tre, di una striscia positiva di dieci risultati consecutivi e soprattutto della freschezza mentale di chi ha certamente meno da perdere.

CHI SALE:
 

RUBINHO          migliore dei suoi, da diverse giornate sta attraversando un’ottima condizione di forma. Ha salvato i compagni in almeno tre circostanze con parate strepitose.

GABIONETTA
      un deciso passo avanti rispetto alla scialba prestazione fornita contro la Triestina. Non è sempre lucidissimo ed in avvio si lascia scappare Fabbrini davanti a Rubinho. Poi però inverte la rotta e si rende utilissimo pur senza inventare.

IUNCO
       torna al gol dopo tanto tempo e dopo aver scambiato brillantemente con Antenucci in una di quelle azioni che si sarebbero volute veder più spesso. Poi però si fa male ed il suo nervosismo gli costa la squalifica contro il Padova.

 

STABILI:

DI CESARE  
     tra i più in forma, solite efficacia e ruvidezza dietro sugli avversari, è protagonista anche in area avversaria con un colpo di testa neutralizzato da Pelagotti ed una spinta da rigore non ravvisata.

RIVALTA   
    Fabbrini è cliente ostico e lo mette in difficoltà più volte, poi è aiutato da Gabionetta. Come al solito non è vistoso ma efficace sì.

OGBONNA
      denota qualche incertezza che da tempo non gli vedevamo commettere, l’uscita di Coralli gli toglie punti di riferimento, si conferma abile anche nell’impostare l’azione dalle retrovie.

ZAVAGNO
      partita in sordina e con qualche rischio causatogli dall’intraprendenza di Nardini. Si rifà sfiorando il gol di testa e con un recupero provvidenziale in difesa per rimediare ad errore di Ogbonna.

ANTENUCCI
       è un attaccante che difetta di continuità e spesso anche di decisione e di cattiveria: basti rivedere l’azione non capitalizzata verso la fine del p.t. E non è la prima volta che indugia troppo anziché tirare. Bene nell’uno-due che invita al gol Iunco.

BIANCHI
        disputa una partita non certo memorabile dal punto di vista delle conclusioni in porta ma il suo peso specifico in avanti ed il suo sacrificio a beneficio degli inserimenti dei compagni sono merce utile.


CHI SCENDE:


DE VEZZE 
      non regge l’inferiorità numerica a centrocampo e va logicamente in apnea. Non efficace come al solito in impostazione, nel periodo clou della stagione appare leggermente in debito d’ossigeno.

DE FEUDIS 
      anche per lui discorso analogo anche se appare più in condizione rispetto al suo gemello di centrocampo. Ha lasciato a desiderare nei contrasti e non è stato tempestivo nelle chiusure al limite dell’area.

SGRIGNA
      stavolta il suo ingresso non è dirompente come la settimana prima. Ha vagato a vuoto per un quarto d’ora e poi nell’unico sussulto, sul più bello, ha fallito il gol della vittoria dopo essersi liberato bene in area.

(foto: M. Dreosti)

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