Il borsino granata

Il borsino granata

di Carlo Quaranta

Come Penelope disfava di notte la tela che tesseva durante il giorno, allo stesso modo i granata hanno gettato via con irritante e sistematica pervicacia quei flebili barlumi di risveglio che avevano rifatto intravedere dopo il ritorno di Lerda. Inevitabile che con ciò siano riusciti a gettare alle ortiche anche il ritrovato credito presso…

di Carlo Quaranta

Come Penelope disfava di notte la tela che tesseva durante il giorno, allo stesso modo i granata hanno gettato via con irritante e sistematica pervicacia quei flebili barlumi di risveglio che avevano rifatto intravedere dopo il ritorno di Lerda. Inevitabile che con ciò siano riusciti a gettare alle ortiche anche il ritrovato credito presso i tifosi, preoccupati  nuovamente di non riuscire a centrare nemmeno l’obiettivo minimo del sesto posto. La nuova fiducia derivante dalle tre vittorie consecutive ed incrinata dai due pareggi contro Reggina e Modena si è infatti liquefatta come neve al sole dopo il passo falso casalingo contro un modesto Piacenza arrivato peraltro al termine di un match che ad un certo punto aveva preso una strada in discesa in seguito al pareggio trovato su rigore e all’espulsione di Cacia. In realtà però i granata non hanno brillato né prima né dopo ed hanno denotato i mai superati problemi di tenuta sia fisica che mentale che si traduce in un gioco abulico, stantio e ripetitivo. Il concetto di squadra ha fatto un deciso passo indietro, troppa anarchia e poca propensione al sacrificio ed all’aiuto reciproco ed è ciò a preoccupare più dei due punti lasciati per strada in una giornata che sarebbe dovuta essere favorevole ai colori granata ma che invece ha finito per avvicinare anziché allontanare le inseguitrici.


CHI SALE
:

 

GABIONETTA      non più oggetto misterioso, debutta dall’inizio facendo intravedere buoni spunti soprattutto nei primi minuti. Poi, seppur ad intermittenza, si accende e propizia il gol. Visto lo stato dei suoi concorrenti al momento puòritagliarsi spazi importanti.
 

RUBINHO         subito provvidenziale a freddo con una tempestiva uscita che chiude lo specchio a Cacia, poi non deve compiere altri interventi ed è incolpevole sul gol.

 

STABILI:

DE VEZZE         piuttosto vivace ed aggressivo, si libera della marcatura dei suoi avversari a centrocampo ma difetta troppo negli appoggi. Non è nel suo miglio periodo.

BIANCHI         non disputa una partita memorabile ma forse è più lui a giocare per la squadra che non il contrario visto che torna efficacemente anche in difesa mentre le occasioni disegnate su misura per lui rasentano lo zero. Si procura il rigore ed un’altra palla gol con un bel tiro ribattuto da Cassano.

DI CESARE         nonostante qualche problema al piede che lo limita, un’ammonizione ingenua e una corresponsabilità sul gol emiliano, non demerita per abnegazione e sfiora anche il gol di testa. Solita generosità.

ANTENUCCI          come al solito è piuttosto mobile. Se lo si dovesse giudicare solo per quell’azione solitaria da un’area all’altra con la quale sfiora persino il gol meriterebbe la palma di migliore in campo ma il resto della partita purtroppo è ben al di sotto delle aspettative.

PAGANO        non è in palla, non riesce quasi mai a superare l’uomo, a creare superiorità numerica ed a mettere palloni interessanti al centro: in poche parole non fa ciò che viene demandato alle sue caratteristiche.

SGRIGNA         subentra a Pagano e, pur avendone caratteristiche diverse, il risultato non cambia. Solo un tiro sporcato da Antenucci ed una forma ancora da ritrovare.

IUNCO         stesso discorso fatto per Sgrigna con l’aggravante che è ancora più caotico e che fallisce un’occasione di testa e strozza un contropiede potenzialmente pericoloso.

 

CHI SCENDE:

PRATALI       svolge bene il suo compito nella fase aerea e si guadagna applausi salvando un’azione pericolosa poco primadel gol subito anche a causa della sua scarsa tempestività nell’intervento e della sua lentezza.

D’AMBROSIO        è un periodo, piuttosto lungo per la verità, che non gliene va bene una. Avvio choc con rimpallo sfavorevole, poi dormita sul gol di Guzman sul quale non chiude in diagonale e soliti errori in disimpegno e di distrazione in zone proibite.

GAROFALO         piuttosto anonimo e distante dal terzino ammirato un anno fa. Non spinge come dovrebbe e si fa trovare impreparato in più di qualche circostanza dietro. Un solo cross degno di nota (per Iunco) e spesso troppo irruento.

BUDEL         lento e molle, non trova la giocata nemmeno da fermo e sbaglia alcune verticalizzazioni. Leggero in fase difensiva ed anziché imporsi viene sovrastato per buona parte del match.

(foto M.Dreosti)

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