Il curioso caso di Nicolas Gorobsov

Il curioso caso di Nicolas Gorobsov

 

di Edoardo Blandino

Essere calciatori è un mestiere da privilegiati: si guadagna bene, si ha notorietà e si lavora abbastanza poco (dalle 2 alle 4 ore al giorno, in base al numero di allenamenti). Tuttavia ci sono alcuni aspetti negativi che possono non essere piacevoli. Un esempio? Tanti calciatori non hanno idea di cosa ne sarà del loro futuro nei prossimi 15 giorni. Il mercato chiude…

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di Edoardo Blandino

Essere calciatori è un mestiere da privilegiati: si guadagna bene, si ha notorietà e si lavora abbastanza poco (dalle 2 alle 4 ore al giorno, in base al numero di allenamenti). Tuttavia ci sono alcuni aspetti negativi che possono non essere piacevoli. Un esempio? Tanti calciatori non hanno idea di cosa ne sarà del loro futuro nei prossimi 15 giorni. Il mercato chiude il 31 agosto ed entro quella data devono essere definiti tutti gli affari. 

Nicolas Gorobsov fa parte di questa categoria. Arrivato a Torino con l’etichetta di “nuovo Ledesma” (affibbiatagli da Rino Foschi), sotto la Mole non è mai riuscito a sfondare e si ritrova oggi come separato in casa. Non è stato convocato per i ritiri ed è tornato ad allenarsi Sisport. Gorobsov non ha idea di cosa ne sarà del suo futuro. Fino a qualche settimana fa era certo il suo ritorno in Romagna, a Cesena, nonostante la passata stagione abbia visto davvero poco il campo, mentre oggi  tutto non appare più così scontato.

Quando sembrava sul punto di tornare in riviera, ci si è posti molti interrogativi. Non era chiaro il motivo per cui il Cesena lo rivoleva indietro nonostante avesse giocato poco ed i più maliziosi avanzavano ipotesi quali: “è stato fatto giocare poco per far calare il prezzo del cartellino” oppure “non lo si vuole valorizzare così il Torino lo vende più facilmente”. 

La realtà dei fatti è ben diversa: Gorobsov sarebbe tornato a Cesena solo nell’ambito dell’affare con De Feudis, esattamente come un anno prima. Si tratta di un giocatore con un buon talento e con ampi margini di miglioramento, ma non tali da giustificare un certo investimento: in fondo non ha ancora l’opportunità di dimostrare molto. 

 

(Foto: M. Dreosti)

 

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