Il derby di Torino e la differenza che rimane tra me e te

Il derby di Torino e la differenza che rimane tra me e te

Buonanotte granata/ Come Marte e Venere, come il bene e il male, come i primi della classe e i piantagrane nell’ultimo banco: diversi come me e te

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Se davvero non lo sai… se ancora non l’hai capito, in questa vigilia, che per me è importante quanto quella di Natale, provo a spiegartela di nuovo, quella diversità. La differenza incolmabile tra me e te.

Inizia da quella bandiera, che sventola da anni sul balcone, per ricordare al mondo che chi vive in questa casa ha un immenso cuore granata e non è mai indietreggiata di un passo in questa fede, e nella sventura si è stretta ancora di più ai suoi colori. La tua bandiera dov’è? E’ quella delle grandi occasioni, dei tanti scudetti vinti, sopra ci sono le stelline e un numero che nemmeno tu ricordi più (perchè la matematica a volte è semplice opinione…). Vede la luce qualche giorno all’anno, mentre tra l’allegria e la noia di chi non sa perdere, ma si riconosce molto bene nelle vittorie, sali sulla tua macchina per seguire la carovana, beandoti di una festa che, mi chiedo, quanto in fondo tu senta tua. Il mio stemma è appeso in casa da quando ancora non c’era il letto, mentre ascoltavo la Roma sei anni fa ricacciarci all’inferno, piangevo e giuravo ancora più fedeltà a questo colore.

La differenza tra me e te sta nella fatica che fai a capire come possa esistere la mia realtà, creata su una così bella, sana e malinconica passione. Il mio è un grande amore, di quelli che si sentono più forti ancora nel dolore che nella gioia, che chiedono lotta, non cercano il risultato, vogliono quel brivido lungo la schiena di una vittoria strappata, di un’impresa riuscita, di un sogno condiviso e perso nonostante l’impegno. Io voglio vedere la nostra maglia su chi sa cosa vuol dire davvero tremendismo e lo sente con tutti i centimetri della sua pelle, con la forza di chi urla il suo nome. Ricorda: la lotta, non sempre il risultato. A te? A te interessa solo vincere.

La differenza, quella che vivo ogni giorno, è quella che mi ha regalato il Toro colorando la mia vita e per queste mille sfumature di passione io non ringrazierò mai abbastanza questa realtà. Tu, nella tua vita da primo della classe, nei tuoi fotogrammi in bianco e nero, non sai cosa vuol dire camminare (e spesso scivolare) su quell’arcobaleno.

Ti affanni a dire che questo derby non ti interessa, mascherandoti dietro alla supponenza di chi non soccombe da vent’anni in questa sfida. Ma io sono diversa e di questa battaglia mi importa eccome. Perchè i buoni prima o poi devono vincere, perchè io combatto da sempre contro il tuo stile Juventus e a me davvero non importa dei trofei, dei soldi, dei punti o degli arbitri. Non mi interessa nemmeno sfoggiare di fronte a te un sorriso indisponente il giorno dopo una vittoria. Tu infieriresti, lo so. Lo fai sempre. Ma io sono diversa e la mia gioia sazia di giustizia tu non potresti capirla.

Comunque finirà domani, qualunque sia il risultato, nessuna gioia di plastica potrà mai zittire quel cuore che pulsa e quel battito che fa così tanto rumore. Domani lo sentirai, implacabile, dal tuo posticino nel settore ospiti. E io lo so già, che questo amore così grande e paziente tu ce lo invidierai.

Forza Toro…nel bene e nel male.

Buonanotte granata…

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