Il ds: ”Faccio il mea culpa. Ma non da solo”

Il ds: ”Faccio il mea culpa. Ma non da solo”

Gianluca Petrachi é il primo esponente del Torino FC ad affrontare i microfoni dei giornalisti.

Un epilogo così non ve lo aspettavate neppure voi, non é vero?
La delusione é profonda, perché speravamo e credevamo di poter fare di più, di poterci giocare almeno i play-off per l’accesso alla categoria superiore.

Cos’é successo, oggi, in campo?

Gianluca Petrachi é il primo esponente del Torino FC ad affrontare i microfoni dei giornalisti.

Un epilogo così non ve lo aspettavate neppure voi, non é vero?
La delusione é profonda, perché speravamo e credevamo di poter fare di più, di poterci giocare almeno i play-off per l’accesso alla categoria superiore.

Cos’é successo, oggi, in campo?
Una partita che é stata la foto di un’intera stagione: la squadra ha fatto anche un calcio abbastanza buono, ma alla prima disattenzione é stata punita in maniera assurda.

Noi vorremmo dire che definire “fallimento” questa stagione é ancora poco.
Fallimento no, perché il Torino non fallisce, e questa é una notizia positiva: il bilancio é a posto, sono state fatte operazioni che hanno sistemato i conti della società e non é poco. Certo, ripeto, la squadra poteva e doveva fare di più.

Quali gli errori, in campo?
In campo, l’incredibile costante dei gol presi su palla inattiva, come oggi e come altre tantissime volte.

E fuori?
Il mea culpa lo faccio, ma non solo io. Tutti avrebbero dovuto fare di più.

Ma é innegabile che i propositi fossero tutt’altri.
Certo, anche se non siamo mai stati l’Atalanta o il Siena, non abbiamo mai detto che dovevamo stravincere il campionato. Poi, quando perdi occasioni una dietro l’altra, la stagione si compromette, come contro il Piacenza quando io penso che ci siamo condannati alla permanenza in Serie B.

E adesso?
Adesso, a bocce ferme, dovremo capire cosa confermare e cosa no.

A Gennaio scorso Petrachi costruì un gruppo di uomini solidi; questo invece pare l’opposto, mentalmente debole, inadatto.
Bisogna pensare a come costruire un gruppo che possa essere duraturo. Non scordiamo che l’anno scorso eravamo gravati da zavorre pesanti, come contratti da Serie A che abbiamo faticosamente dovuto sfrondare; quest’estate penso potremo fare un lavoro diverso.

E come? Con un’altra rivoluzione?
Non lo sappiamo ancora, cominceremo a studiare insieme in questi giorni. Ripartiamo, ma non con un tutti contro tutti come un anno fa; pensando a riprogrammare la miglior strategia, puntanto come dicevate a degli uomini che abbiano i tratti caratteriali giusti per il Toro.

E il futuro della società?
La società é stata messa in vendita tre mesi fa ma non é che si sia presentato qualcuno, le chiacchiere stanno a zero.

(foto M.Dreosti)

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