Il futuro del calcio italiano passa dal modello inglese

Il futuro del calcio italiano passa dal modello inglese

L’Inghilterra non è solo nei sogni dei campioni di calcio, ma anche nei supporter, che vedono nella soluzione britannica il rimedio migliore per combattere la violenza negli stadi. Con il 46% dei voti i tifosi granata hanno decretato che le decisioni governative prese in settimana sono una buona base di partenza per risanare il nostro calcio, ma bisogna guardare al modello inglese. Con circa la metà dei voti,…

L’Inghilterra non è solo nei sogni dei campioni di calcio, ma anche nei supporter, che vedono nella soluzione britannica il rimedio migliore per combattere la violenza negli stadi. Con il 46% dei voti i tifosi granata hanno decretato che le decisioni governative prese in settimana sono una buona base di partenza per risanare il nostro calcio, ma bisogna guardare al modello inglese. Con circa la metà dei voti, pari al 26%, i tifosi credono che le soluzioni migliori debbano arrivare dalle istituzioni in collaborazione con le società di calcio, le forze dell’ordine, più i rappresentanti delle tifoserie e della società civile. Questa scelta potrebbe portare alla creazione di un tavolo di lavoro allargato a tutte le componenti del calcio. Sarebbe una buona base di partenza per arginare le violenze negli stadi non solo con leggi restrittive, ma soprattutto cercando di prevenire quanto è accaduto a Catania.

Il 26% ha trovato positive le misure adottate in questa settimana, insieme alla tolleranza zero, dunque mano pesante sui responsabili di atti violenti che ledono l’incolumità delle altre persone. Un buon 10% è scettico sulla strada intrapresa, tanto non cambierà nulla, mentre è stata bocciata, con il 2.6% dei voti, la scelta di sostituire gli attuali steward con i poliziotti, mantenendo gli stadi aperti.

Nel contesto generale lettori e tifosi sono abbastanza fiduciosi riguardo alle prime misure emesse dagli organi governativi, ma deve essere perseguito il modello inglese. Va sottolineato però che non tutto funziona così a dovere come appare o viene raccontato. Chi vive a contatto con la realtà britannica ha qualcosa da ridire: è vero che negli stadi non c’è più la possibilità di sgarrare, ma le tensioni e le violenze avvengono ugualmente, non più all’interno bensì nelle zone limitrofe agli impianti sportivi. Senza contare che quando i cosiddetti hoolingans varcano i confini di casa propria scatenano vere e proprie guerriglie.

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