Il giocattolo si è rotto

Il giocattolo si è rotto

di Edoardo Blandino

Che il Toro avesse qualche problema era piuttosto evidente. Si è sempre pensato, però, che in qualche modo i granata potessero riuscire a mascherare la crisi, vuoi grazie ai gol di Bianchi o alle parate di Sereni. L’infatuazione per i colori granata ha sempre portato con sé una speranza recondita di successo, nascosta nell’animo del tifoso. Purtroppo, anche…

Commenta per primo!

di Edoardo Blandino

Che il Toro avesse qualche problema era piuttosto evidente. Si è sempre pensato, però, che in qualche modo i granata potessero riuscire a mascherare la crisi, vuoi grazie ai gol di Bianchi o alle parate di Sereni. L’infatuazione per i colori granata ha sempre portato con sé una speranza recondita di successo, nascosta nell’animo del tifoso. Purtroppo, anche questo flebile desiderio, sta cozzando contro l’amara realtà. L’amara realtà di un Toro che non vince da un mese (l’ultimo successo risale al 23 ottobre contro la Reggina) e di una squadra che sulla carta è superiore a tutte, ma in campo non è in grado di dimostrarlo, rimediando solo brutte figure. Il bel giocattolo di inizio anno si è inceppato e le belle prestazioni sono via via calate, sfociando in quello che si è visto in questo mese.

Nelle ultime quattro gare il Toro ha raccolto 3 punti. Ed è già andata di lusso. Cominciando da Trieste, si è visto un coacervo di bruttezze e assurdità rare in una squadra che sulla carta vuole puntare alla promozione. E non si può parlare solo di alti o bassi fisiologici. Durante un campionato ci sta un periodo meno positivo di un altro, nessuno pretende che il Toro asfalti sempre ogni avversario, ma si vuole, perlomeno, assistere ad una partita di calcio. Ecco, ultimamente, chi ha guardato un match dei granata, non è riuscito neppure ad assistere a quello. Escludendo per un attimo la gara contro il Lecce (anche quella, tra l’altro, zeppa di castronerie), per definire “partita di calcio” i  match contro Triestina, Piacenza e Cesena, ci vuole abbastanza fantasia. Già, perché in un incontro di Football sono due le squadre che si affrontano sul terreno di gioco, mentre il Toro ha dato forfait in tutte e tre le occasioni. Nelle trasferte in terra friulana, emiliana e romagnola i granata non sono di fatto scesi in campo. A Trieste non sono riusciti a concludere una volta nello specchio avversario, contro il Piacenza il primo tiro (telefonato) è arrivato verso fine gara, dopo essere stati presi a pallate dalla penultima in classifica, e ieri sera, Leon, ha trovato un gol a dir poco fortunato e certamente non meritato.

E pensare che il Toro ha lì davanti un certo Rolando Bianchi, capace di metterla dentro 11 volte in 15 gare. Ed i numeri del bomber sarebbero stati ancora più impressionanti, se la squadra non fosse entrata in questa crisi inquietante. Purtroppo un attaccante, fuoriclasse o meno, per segnare, ha bisogno di compagni che lo supportino e lo mettano in condizione di fare bene. Il Toro, in questo momento, non è in grado di servirgli una palla giocabile, facendogli fare anche una brutta figura. Sarebbe ora di decidere su che tipo di gioco voler impostare la manovra: cross dalle fasce o palla a terra per vie centrali. Nel secondo caso bisognerebbe ricordarsi, però,  che Bianchi è il bomber da servire per la rete, non un uomo a cui chiedere le giocate o i dribbling decisivi. Quelli, dovrebbero farli altri.

(Foto: M. Dreosti)

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy