Il messaggio di Reggio Emilia: questo è un altro Torino

Il messaggio di Reggio Emilia: questo è un altro Torino

Sassuolo-Torino 1-1 / L’arrivo di Immobile ha cambiato tutto: ma allora il problema era solo di testa?

Sassuolo-Torino, Belotti

Pensando alle partite casalinghe contro Udinese ed Empoli, balza agli occhi come quello visto al Mapei Stadium ieri sera contro il Sassuolo sia un altro Torino. Il fatto che il pari ottenuto contro i neroverdi sesti in classifica possa essere visto come il classico bicchiere mezzo vuoto la dice lunga, se si torna con la mente indietro solo a quindici giorni fa.

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SCOSSA POSITIVA CONTRO SCOSSA NEGATIVA – Che cosa mai sia capitato nel frattempo per far cambiare le cose in così poco tempo è chiaro a tutti: l’arrivo di Ciro Immobile. Un’operazione fantastica della società di via Arcivescovado, nella tempistica e nella scelta tecnica: un giocatore in grado di inserirsi fin da subito, con carisma e qualità che gli permettono di fare la differenza. E’ stato lui a dare la scossa a un gruppo che ha giocato un ottimo primo tempo su un campo dove erano cadute Napoli e Juventus, e che vede nella crescita di giocatori come Benassi, Zappacosta e Belotti (e quel Baselli che deve essere recuperato…) un segnale molto incoraggiante. Il Torino deve ringraziare anche la buona sorte, vero – quel colpo di testa di Sansone ha fatto tremare Ichazo – ma la sconfitta sarebbe stata una punizione del tutto esagerata.

Davide Zappacosta, uno dei migliori in campo a Reggio Emilia
Davide Zappacosta, uno dei migliori in campo a Reggio Emilia

IL MORALE E’ TUTTO – Che significato dare a tutto questo? Difficile che un giocatore possa cambiare da solo il volto ad una squadra fin da subito. La verità può essere che il problema che ha prodotto l’involuzione della squadra causando quattro sconfitte consecutive sia stato prevalentemente psicologico, con le radici che affondano nel derby perso 4-0 allo Juventus Stadium. Una batosta i cui danni reali si sono misurati nelle settimane successive. E i cui effetti negativi ora sono stati contrastati, forse annullati, dall’arrivo di Immobile. Perché la testa e il morale sono molto, se non tutto.

Adesso il Torino ha la possibilità di riprendere un discorso interrotto bruscamente e inaspettatamente (per le dimensioni della sconfitta) allo Juventus Stadium: quello che vede protagonista una squadra che può giocarsela su tutti i campi, per la quale non ci sono partite impossibili. A Firenze, in questo senso, si avrà un’importante controprova.

7 commenti

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  1. Scott - 12 mesi fa

    Ieri è stato ottenuto il massimo perchè con Ciro sono riciclabili i palloni lanciati da 50 m. Se si vuole vedere di più (per lo spettacolo, che non sempre è secondario) e per un pizzico di ambizione (che non significa sognare la Champions) occorrono un paio di piedi buoni a centrocampo. Non si possono vedere sempre e solo i retropassaggi di Gazzi.

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    1. RDS- toromaremmano - 12 mesi fa

      Hai ragione! Ma qui penso che non arriverà ne il regista, ne il trequartista, ma se proprio vogliamo giocare senza regista non sarebbe meglio far scalare Acquah con il solo compito di distruggere il gioco avversario al posto di Gazzi che mezzala a distruggere il nostro gioco?

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  2. Mamma Urbana I - 12 mesi fa

    Buoni passi avanti ma sempre più evidente come VIVES e GAZZI possano fare al massimo da rincalzi….

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  3. LeoJunior - 12 mesi fa

    vi segnalo questa chicca tratta da un articolo della redazione del sito di G. Di Marzio che presenta Lukic: “Nel corso della sua lunga carriera da allenatore Giampiero Ventura ha sempre mostrato una particolare predilezione per i registi, calciatori dai piedi buoni in grado di far girare i meccanismi di tutta la squadra” … c’e’ qualcuno che vuole fare qualche commento?! Il Mondo e’ bello perche’ e’ vario, diceva qualcuno

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    1. RDS- toromaremmano - 12 mesi fa

      Forse uno scambio di persona con Simona Ventura?

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    2. RDS- toromaremmano - 12 mesi fa

      Il primo e l’ultimo regista di Ventura al Toro fu Iori, che oltretutto quell’anno tiro la carretta a livelli vertiginosi per tutto il girone d’andata.

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  4. Daniele abbiamo perso l'anima - 12 mesi fa

    Al 50% credo fosse questione di testa, al 30% di Ventura che fatica ad uscire dalle difficoltà e a cambiare tipo di gioco…il resto a causa degli infortuni…ieri eravamo senza un esterno sinistro, con Maksi non in forma, e Peres fermo ai box.
    Ma fa parte del gioco e della sfiga granata, leggendaria come la nostra squadra.

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