Il ‘nuovo’ Lerda e la linea verde

Il ‘nuovo’ Lerda e la linea verde

di Stefano Rosso

 

Se il ‘vecchio’ Franco Lerda, quel tecnico della provincia Granda che si è seduto sulla panchina del Toro fino al 9 marzo, mai avrebbe mandato in campo nemmeno per 1′ qualche giocatore del vivaio – i vari Scaglia, Fiore ma soprattutto Comi jr che saltò il derby Primavera ne sanno qualcosa… – nonostante la pressione e l’acclamazione popolare, il ‘nuovo’ Franco Lerda, arrivato…

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di Stefano Rosso

 

Se il ‘vecchio’ Franco Lerda, quel tecnico della provincia Granda che si è seduto sulla panchina del Toro fino al 9 marzo, mai avrebbe mandato in campo nemmeno per 1′ qualche giocatore del vivaio – i vari Scaglia, Fiore ma soprattutto Comi jr che saltò il derby Primavera ne sanno qualcosa… – nonostante la pressione e l’acclamazione popolare, il ‘nuovo’ Franco Lerda, arrivato alla guida della squadra da appena una decina di giorni ha già fatto qualcosa di epocale.

Era il 35′ del secondo tempo di una partita già ormai ampiamente vinta quando il tecnico granata ha fatto togliere la pettorina al giovane Umberto Miello, esterno del centrocampo di Asta classe ’92, per farlo realmente esordire in Prima squadra.

Sono passati quasi cinque anni, ormai, dal fallimento del vecchio Torino che – tra le varie sciagure – causò il completo smembramento del settore giovanile granata, con le promesse che pur cresciute con cura negli anni finirono a rimpolpare i vivai delle concorrenti (non pochi andarono addirittura alla Juventus) o in qualche reality show televisivo (erano gli anni del Cervia di Ciccio Graziani) e finalmente si iniziano a vedere i frutti di ciò che nel tempo i responsabili Comi e Benedetti sono riusciti a ricostruire: la Primavera di Asta, contro ogni aspettativa ad inizio stagione, si trova al secondo posto al pari di Juventus e Fiorentina con ragazzi che giocano addirittura due anni sottoleva, mentre gli Allievi di Longo ed i Giovanissimi di Fogli stanno letteralmente dominando i rispettivi campionati.

Da adesso fino alla fine dell’anno il Toro dovrà giocare ogni partita come se fosse una finale – per riprendere la solita formuletta di circostanza che si usa in questi casi – per collezionare il maggior numero di punti possibile in modo da raggiungere quell’obiettivo che considerando l’andamento altalenante della stagione sembra tutt’altro che alla portata: il ‘nuovo’ allenatore granata, però, potrà comunque provare a puntare su questi giovani ragazzi che si stanno dimostrando all’altezza di vestire la maglia e che attualmente rappresentano l’unica certezza del futuro di questo Toro.

 

(foto: M.Dreosti)

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