Il Pagellone del 2018, gli esterni: Aina è il migliore del lotto. Tutti possono crescere

Il Pagellone del 2018, gli esterni: Aina è il migliore del lotto. Tutti possono crescere

I voti di metà stagione / Il nazionale nigeriano si è ambientato bene in Serie A, Ansaldi è il valore aggiunto

di Redazione Toro News

Gli esterni attualmente in rosa al Torino hanno tutti saputo dare in questa prima parte di campionato il loro contributo all’evolversi dell’azione offensiva dei granata. Mazzarri ha operato una turnazione nello schierarli, ma con goal ed assist tutti hanno contribuito alla causa: chi più difensivo, chi più offensivo, tutti sono utili al momento per Mazzarri e al momento non sono previsti scossoni nel mercato di riparazione.

Dopo aver già assegnato i voti di metà stagione al Presidente Cairo, ai portieri ed ai centrali di difesa continuiamo quindi con quelli degli esterni granata.

DE SILVESTRI, VOTO 6 – Risulta un po’ meno efficace dell’anno scorso, ostacolato anche da qualche problemino fisico che lo costringe a saltare qualche gara. Autore di un assist, firma un gran goal contro l’Empoli ma quello clamoroso sbagliato contro la Lazio ancora brucia. Il bilancio di metà stagione termina in parità tra cose buone e meno buone: al rientro dalle vacanze serve quel qualcosa in più in termini di rendimento che gli permetta di riprendersi la scena.

ANSALDI, VOTO 6 –  Rimane fermo due mesi per colpa di uno stiramento ai collaterali mediali del ginocchio, poi il recupero e di nuovo il campo, dove si fa trovare sempre pronto. È un valore aggiunto del Torino ed una carta da giocare nelle prossime gare. Per lui finora anche un goal, contro il Genoa.

AINA, VOTO 6.5 – Arrivato quest’estate dal Chelsea, si adatta subito e disputa il suo primo campionato di Serie A alla grande. Gara dopo gara sta crescendo dal punto di vista tattico e può crescere ulteriormente nella lucidità nella fase offensiva. La sua grande personalità ha avuto un impatto molto positivo con squadra nell’economia del gioco. Iago Falque ha beneficiato di un suo assist, nella vittoria rotonda contro la Samp.

PARIGINI, VOTO 6 – Anche se a corto di minutaggio da un po’ (le ultime tre di fila le ha viste dalla panchina e non viene buttato nella mischia quasi mai per più di venti minuti), ha strappato una conferma quando in pochi se lo aspettavano. Da lui arriva qualche buon segnale (specie a gara in corso quando è subentrato, in particolare nella gara contro il Frosinone). A tratti, per Mazzarri è stato il primo cambio offensivo. C’è margine per fare ancora meglio di così, ma servirà sfruttare al meglio ogni minima occasione, fermo restando che in pochi, in estate, avrebbero detto che a questo punto della stagione avrebbe messo a segno dieci presenze nel girone di andata.

BERENGUER, VOTO 6 –  Tra i meno utilizzati sul finire di girone di andata ma tra i più prolifici, ha dimostrato qualità e duttilità specie ad inizio stagione. Fino a Bologna-Torino le gioca praticamente tutte e segna un goal decisivo contro il Frosinone, poi sparisce dai radar collezionando brevi apparizioni e tante panchine. Nella seconda metà di stagione comunque il tecnico granata potrà contare sulle qualità dello spagnolo, specie nei momenti cruciali del campionato.

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  1. Mauro_Mo - 3 mesi fa

    se le prestazioni si valutassero solo con i gol allora i difensori avrebbero tutti 3 in pagella… converrebbe giocare con 11 attaccanti forse. Secondo me Aina ha il voto più alto perché è quello da cui ci si aspettava di meno, de Silvestri se viene paragonato allo scorso anno è inguardabile…

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  2. Madama_granata - 3 mesi fa

    Non capisco:
    – De Silvestri:1 assist+1gol+
    2 pali solo nell’ultima
    gara.
    – Ansaldi: 1 gol, nonostante
    la lunga assenza x malattia
    – Ola Aina: un assist. Basta.
    Praticamente sempre
    presente in campo.
    I primi due hanno fatto meglio, ed hanno un sei striminzito, Aina un bel 6½: perché?
    Su Berenguer e Parigini non mi pronuncio. Indubbio il fatto che nella prima parte del girone lo spagnolo ha quasi sempre avuto l’opportunità di giocare, e solo recentemente ha fatto un po’ di panchina.
    Parigini l’opportunità di giocare non l’ha praticamente mai avuta: come si può valutare un ragazzo che non è mai stato provato per più di 5-15 minuti a fondo gara, quando i giochi erano fatti?
    Nonostante ciò, Parigini ha collezionato consensi e buoni voti dai tifosi. Perché? Forse solo per simpatia?

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  3. granatadellabassa - 3 mesi fa

    Bravi Berenguer e Parigini a riciclarsi come terzini, soprattutto Berenguer che è stato determinante per vincere contro il Benevento e poteva esserlo contro l’Udinese se non ci fosse stata quella maialata arbitrale.
    Bravo anche Aina buttato allo sbaraglio dopo poche settimane dal suo arrivo in Italia.
    Sugli esterni siamo coperti.

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  4. iugen - 3 mesi fa

    Come già scritto altrove, uno tra Berenguer e Parigini è di troppo – entrambi troppo offensivi per le idee di Mazzarri, a meno che non decida di passare a uno schema a 3 davanti, cosa abbastanza impensabile.
    Tra i due sinceramente non saprei chi scegliere, credo si equivalgano abbastanza: Parigini si è sempre fatto trovare pronto, ma anche lo spagnolo ha fatto delle buone partite.

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    1. Garnet Bull - 3 mesi fa

      Ti dirò, io li terrei entrambi dato che possono fare vari ruoli….. Lesghere e forza toro

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      1. iugen - 3 mesi fa

        Da quando è tornato Ansaldi, Berenguer ha giocato 16 minuti e Parigini 35. In sette partite

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