Il punto sull’arbitro

Il punto sull’arbitro

Direzione di gara sostanzialmente positiva per il giovane Andrea Gervasoni da Mantova giunto domenica scorsa al ventunesimo gettone nella massima serie. Non viene confermato, però, il trend positivo dei granata finora mai sconfitti nei quattro precedenti col trentatreenne arbitro lombardo. Anzi, reciproca fortuna dal momento che Gervasoni ha esordito in serie A in Livorno-Torino 1-1 nel dicembre 2006 ed…

Direzione di gara sostanzialmente positiva per il giovane Andrea Gervasoni da Mantova giunto domenica scorsa al ventunesimo gettone nella massima serie. Non viene confermato, però, il trend positivo dei granata finora mai sconfitti nei quattro precedenti col trentatreenne arbitro lombardo. Anzi, reciproca fortuna dal momento che Gervasoni ha esordito in serie A in Livorno-Torino 1-1 nel dicembre 2006 ed è stato l’arbitro del debutto stagionale contro il Lecce terminato con un perentorio 3-0 a favore della squadra di De Biasi. A Catania ha tenuto in pugno la partita per lunghi tratti senza ricorrere troppo ai cartellini: soltanto due gialli esibiti ai danni del diffidato Di Loreto per gioco scorretto e del portiere Sereni per comportamento non regolamentare. Nessun episodio in particolare sotto la lente d’ingrandimento a parte il calcio di rigore decretato ad inizio ripresa per un fallo netto di Terlizzi su Colombo ed a altrettanto giuste valutazioni in area granata. Più di qualche dubbio lascia invece il finale di partita quando Gervasoni sembra risentire dell’ambiente surriscaldato del Massimino concedendo alcune punizioni “su richiesta” agli etnei e sorvolando in situazioni opposte, non ultima l’ostruzione ai danni di Stellone al limite dell’area di rigore rossoazzurra da cui nasce il contropiede letale ai granata. Un arbitraggio più che sufficiente insomma macchiato però nel finale-bolgia nel quale forse l’arbitro ha patito un po’ la sua poca esperienza. Nessun appunto, infine, sullo strip di Plasmati in occasione della punizione del 2-0. Probabilmente il direttore di gara ed i suoi assistenti non se ne sono nemmeno accorti, in ogni caso trattasi (Collina docet) di comportamento antisportivo che tuttavia non inficia la validità dell’azione.

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