Il punto sull’arbitro

Il punto sull’arbitro

di Carlo Quaranta – I granata hanno dimostrato a più riprese che sanno farsi benissimo del male da soli, senza alcun ausilio. Tuttavia l’arbitro Renzo Candussio da Cervignano del Friuli, giunto alla terza direzione della compagine del Presidente Cairo, ci ha voluto mettere anche del suo.

Talvolta in posizione non ideale (se non addirittura girato di spalle) rispetto all’azione, poco avvezzo all’utilizzo…

di Carlo Quaranta – I granata hanno dimostrato a più riprese che sanno farsi benissimo del male da soli, senza alcun ausilio. Tuttavia l’arbitro Renzo Candussio da Cervignano del Friuli, giunto alla terza direzione della compagine del Presidente Cairo, ci ha voluto mettere anche del suo.

Talvolta in posizione non ideale (se non addirittura girato di spalle) rispetto all’azione, poco avvezzo all’utilizzo dei cartellini e confusionario nella gestione degli interventi fallosi, il 34enne direttore di gara friulano ha sbagliato spesso e volentieri nel corso dei 90’. L’inizio sembra essere promettente con la prima ammonizione dopo appena 3’ a Knezevic per fallo su Gasbarroni al limite dell’area. Al 18’ è netta l’ostruzione su De Feudis da parte di Luci al limite dell’area toscana ma Candussio lascia proseguire. Al 22’ invece l’arbitro concede un fallo su Antenucci sempre al limite dell’area e sempre con Luci (che protesta) protagonista. Poi libera interpretazione su un presunto fallo di De Feudis su Schiattarella (punito) e su una manata (non punita) di Barusso a Bianchi. Al 34’ ammonito giustamente il diffidato Gasbarroni autore di un inutile ed ingenuo intervento da tergo sull’ex Belingheri. Al 36’ manca un evidente cartellino giallo a Dionisi che strattona platealmente D’Ambrosio (l’arbitro concede la punizione). Al 40’ un episodio che avrebbe potuto cambiare il destino del match: un’entrata killer di Pieri su Lazarevic sulla trequarti è sanzionata da Candussio solo con il cartellino giallo ma avrebbe meritato il rosso diretto.

Ad inizio ripresa Zavagno in area granata da terra su Belingheri ma non ci sono estremi per rigore né proteste dei livornesi. Al 51’ nuovo errore dell’arbitro che ammonisce per proteste Schiattarella dopo aver concesso un calcio di punizione inesistente a Gasbarroni. Al 55’ ammonizione per Zavagno che entra fallosamente in scivolata su Barusso nel tentativo di recuperare un pallone sulla linea di fondo ed analogo provvedimento al 65’ viene preso su Lambrughi per fallo sul solito Lazarevic. Al 76’ giallo anche a Budel per proteste. Al 79’ l’episodio più discusso con l’azione da cui scaturisce il rigore per il raddoppio dei labronici viziata da un fuorigioco (attivo) di Cellerino segnalato dall’assistente Giallatini ma inspiegabilmente ignorato da Candussio che lasciava proseguire; sugli sviluppi dell’azione un contrasto tra Garofalo e Tavano veniva poi punito col penalty completando così l’opera.

Da sottolineare il fatto che i difensori granata si erano fermati convinti della posizione irregolare di Cellerino al momento della segnalazione dell’assistente (ma anche in questo caso c’è una certa percentuale di ingenuità dei ragazzi di Papadopulo). L’episodio si concludeva con l’ammonizione per Garofalo. Infine, all’83’ giallo anche per Di Cesare per un fallo a metà campo. Un arbitraggio, insomma, che ha lasciato molto a desiderare in linea col momento di questo Torino.

(Foto Dreosti)

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