Il punto sull’arbitro

Il punto sull’arbitro

Niente da fare. Ancora una volta l’arbitro Marco Guida di Torre Annunziata non dice bene al Torino: dopo la sconfitta (anche lì non senza polemiche per un rigore non concesso ai granata nel finale) all’esordio contro il Varese ed il pari di Reggio Calabria, al “Menti” è maturata una nuova battuta d’arresto per Bianchi e compagni. Stavolta a mettere in discussione l’operato del trentenne direttore di gara non è un rigore non concesso bensì uno regalato…

Niente da fare. Ancora una volta l’arbitro Marco Guida di Torre Annunziata non dice bene al Torino: dopo la sconfitta (anche lì non senza polemiche per un rigore non concesso ai granata nel finale) all’esordio contro il Varese ed il pari di Reggio Calabria, al “Menti” è maturata una nuova battuta d’arresto per Bianchi e compagni. Stavolta a mettere in discussione l’operato del trentenne direttore di gara non è un rigore non concesso bensì uno regalato agli avversari che hanno incartato col mai rimpianto ex Abbruscato e portato a casa un dono da tre punti. Errore grave e decisivo ma non l’unico peraltro poiché Guida si è reso protagonista di decisioni davvero clamorose soprattutto nella gestione di falli e distribuzione iniqua dei cartellini. Dopo un inizio piuttosto spezzettato ma privo di sanzioni disciplinari, al 22′ è Di Cesare a “guadagnarsi” il primo cartellino giallo della partita per un fallo su Abbruscato. Poco dopo però Guida continua a graziare i giocatori vicentini, in particolare Schiavi, autori di falli da ammonizione e talvolta ferma il gioco in modo inopportuno. Al 28′ con un inatteso colpo di teatro riesce a mettere la cosiddetta ciliegina sulla torta decretando un calcio di rigore che per la stragrande maggioranza dei suoi colleghi sarebbe stato invece un calcio di punizione a favore del Torino: Cavanda e Bassi non si capiscono, il portiere esce in ritardo ma Botta allunga la gamba verso il portiere in gioco pericoloso e tocca il pallone un attimo prima dell’inevitabile impatto. Non ci fosse stato il precedente gioco pericoloso (gamba tesa) sul portiere, il calcio di rigore sarebbe stato ineccepibile ma in casi analoghi non si ricordano decisioni del genere anche perché il difendente è sempre privilegiato ed ovviamente il fallo precedente annulla quello successivo. Per non farsi mancare nulla, Guida poi ammonisce pure il portiere granata. Più convincente l’ammonizione a Zavagno al 32′ per un’entrata in scivolata piuttosto decisa. Anche se appena un minuto dopo una scivolata piuttosto simile su Cavanda era sanzionata solo col calcio di punizione. Al 38′ ammonito Morosini per fallo a metà campo su Obodo. Al 54′ cartellino giallo per Giani per fallo su Antenucci e due minuti dopo medesimo provvedimento per Botta che non rispetta la distanza regolamentare su un calcio di punizione a favore del Torino. A partire da questo momento Guida ripone nuovamente i cartellini nel taschino e continua ad arbitrare in modo poco coerente. Al 65′ timida protesta di Antenucci per presunto fallo di mano in area vicentina ma non paiono esserci gli estremi per il penalty. L’ultima beffa arbitrale arriva al momento della segnalazione dei minuti di recupero quando la lavagnetta luminosa indica soltanto i 3′ necessari per le sei sostituzioni nonostante si fosse perso tempo per qualche infortunio e per le ripetute perdite di tempo messe in atto dai padroni di casa.

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