Il punto sull’arbitro di Sampdoria-Torino

Il punto sull’arbitro di Sampdoria-Torino

Quando un errore è tanto macroscopico quanto incomprensibile fino al punto di condizionare senza ombra di dubbio l’esito di una partita e di chiamare in causa il termine “errore tecnico”, il giudizio sulla direzione di gara non può non ruotare attorno all’episodio incriminato. E benché compiuto principalmente dall’assistente non può non chiamare in causa sul banco degli imputati…

Quando un errore è tanto macroscopico quanto incomprensibile fino al punto di condizionare senza ombra di dubbio l’esito di una partita e di chiamare in causa il termine “errore tecnico”, il giudizio sulla direzione di gara non può non ruotare attorno all’episodio incriminato. E benché compiuto principalmente dall’assistente non può non chiamare in causa sul banco degli imputati anche l’arbitro cui spetta sempre l’ultima parola nelle decisioni. Lungi da noi l’intenzione di fare dietrologia ma se si rileggono le prestazioni del sig. Ayroldi con il Torino nella stagione scorsa si può notare una combinazione di episodi davvero poco positiva per i granata, giusto per usare un eufemismo. Un recupero sul recupero nella partita contro il Livorno che batteva un calcio di punizione vincente oltre l’extra time concesso, un rigore gigante negato al Torino contro il Parma per un vistoso fallo di mano di Zenoni senza considerare una mancata espulsione di Gasbarroni e tanto altro costituiscono i fatti, non gratuite illazioni. Sembra persino superfluo, ormai, soffermarsi sull’episodio che ha cambiato Samp-Torino al 14’ del s.t. sul risultato fermo sullo 0-0. Sul bel cross di Ogbonna, Amoruso si trova in posizione regolare, colpisce il pallone di testa e questo coglie il palo il palo. Sulla ribattuta del legno, la sfera torna in area e maldestramente il doriano Pieri, nel tentativo di rinviare, la scaglia sul volto dello stesso Amoruso e quindi finisce in rete. Da sottolineare che Amoruso è sempre in posizione regolare ed anche qualora non lo fosse sarebbe rimesso in gioco dalla deviazione del giocatore avversario. In posizione regolare prima e dopo si trova anche Diana che è l’altro granata vicino all’azione e che è incriminato da arbitro e guardalinee come colui che è in posizione di fuorigioco attivo. Anche questo non corrisponde al vero dal momento che Diana non solo non si trova mai in offside ma non ostacola minimamente Pieri nella sua azione. Un errore grave dunque che ha lasciato increduli tanto i giocatori (sia granata che blucerchiati) sul campo che tifosi ed addetti ai lavori fuori. Per il resto due casi dubbi ma tutto sommato valutati bene nelle aree di rigore su Delvecchio e Colombo e la corretta valutazione del fallo di Rubin su Padalino che avviene fuori dall’area di rigore ma costa l’ammonizione per il granata che sarà costretto a saltare il Palermo. 

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