Difendere, correre e fare gol: al Toro mancavano queste cose

Difendere, correre e fare gol: al Toro mancavano queste cose

Il punto / Stavolta nel derby contro la Juventus si vedrà un Toro in grado di rendere ai bianconeri le cose difficili

di Gianluca Sartori, @gianluca_sarto

Il Torino conferma di essere pronto a giocarsi l’Europa sino alla fine del campionato, come aveva già fatto capire a Genova. Lo fa con una vittoria in uno scontro diretto, quello contro l’Udinese, che è avvenuta in pieno stile Mazzarri: una squadra non spettacolare, ma intelligente e capace di leggere i momenti della partita, solida difensivamente e cinica davanti. Nel calcio di Serie A i risultati si ottengono in questo modo, senza raccontarsi favole del tipo “giocare sempre per vincere e mai per non perdere” ma costruendo un gruppo che abbia un senso ed un raziocinio.

Sembrerà banale, ma nel calcio fanno la differenza delle cose semplicissime: difendere, correre e fare gol. E finalmente il Toro di Mazzarri c’è da tutti i punti di vista. La fase difensiva granata è finalmente degna di chiamarsi tale; sicuramente la controprova deve ancora arrivare, ma a Sampdoria e Udinese è stato concesso pochissimo dentro l’area di rigore. I due gol presi in cinque partite con Mazzarri allenatore sono pur sempre un segnale. La squadra si muove all’unisono, quando non ha il pallone, guidata da due difensori eccezionali quali N’Koulou e Burdisso. La condizione fisica generale è aumentata esponenzialmente dopo un mese di lavoro con il nuovo staff tecnico.

Ultimo ma non meno importante, Belotti è tornato lui: fin qui il Toro aveva giocato di fatto un intero campionato con il Gallo assente o a mezzo servizio. La gestione di Mazzarri – rientro graduale e scaglionato nel tempo, senza prendersi rischi di alcun tipo, e grande attenzione ad un pieno recupero della condizione fisica prima di schierarlo titolare – appare così intelligente nella sua semplicità che il fatto che in precedenza si fosse ragionato diversamente appare un altro errore da imputare allo staff tecnico di Mihajlovic. Difendere , correre e fare gol. Adesso i granata sanno fare tutte e tre le cose insieme e la sensazione è chiara e forte: stavolta nel derby contro la Juventus si vedrà un Toro in grado di rendere ai bianconeri le cose difficili, o almeno di non facilitargliele.

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  1. costaemiliano7_475 - 3 mesi fa

    Ragazzi nel calcio esiste una regola sopra tutte le altre e cioè NON PRENDERE GOL… a maggior ragione una squadra che in avanti ha del talento, come il Toro, prima o poi una la infila.. Miha purtroppo non curava minimamente la parte tattica, per lui Benevento o Gobbi era lo stesso, tutti all’assalto e praterie per i contropiedi avversari.. Non mi pare che Mazzarri abbia inventato l’acqua calda, ci ha solo messo del gran buon senso, ed uno studio dell’avversario che prima era inesistente…

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  2. prawn - 3 mesi fa

    Oh cmq leggevo altrove, saranno solo 5 gare ma la media punti di mazzarri e’ da champions, solo allegri e sarri gli stanno davanti…

    dai che facciamo punti con le merde a striscie DAI

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  3. elio70 - 3 mesi fa

    A mio avviso la differenza tra la Juve e il Toro è che: La gobba gioca con dei campioni e con un ambiente super favorevole a cominciare dagli arbitri, giornalisti, media e ha un allenatore medio che sa gestire bene i rapporti con la stampa e i suoi giocatori. Il TORO oggi ha un allenatore e un TEAM, a mio avviso, superiore a quello della JUVE e può competere, arbitro permettendo, quasi alla pari anche se i nostri giocatori non sono dei campioni tranne alcuni (Koulou, Belotti,… Ljajic non è un campione). Domenica il derby ci porterà una bella sorpresa e vinceremo. La Juve NON ha un bel gioco di squadra ma ha solo dei bravi giocatori che possono risolvere in qualsiasi momento la partita. Il TORO lo vedo molto determinato e i giocatori adesso sono più convinti e hanno capito che il famoso MISTER e il suo team sono dei veri professionisti e allora giocano con più FORZA e GRINTA. Per cui vinceremo noi !!!!

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  4. rokko110768 - 3 mesi fa

    Apprezzo molto il non integralismo tattico di Mazzarri. Che studia e prepara le partite guardando gli avversari, che ha già utilizzato i seguenti moduli: 4-3-3, 4-3-2-1, 3-5-2 e ieri per un pezzettino di partita il 3-4-1-2 con Iago trequartista.
    Preparare la partita, leggerla in corsa e cambiare o perchè no correggere quando necessario.
    Bene così Mister, ora sotto e senza timori con la Gobba.

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  5. Zagor - 3 mesi fa

    Non mi succedeva da oltre un decennio. Arrivare al derby con la voglia di giocarlo quanto prima senza timori reverenziali o tattiche presuntuose mi inorgoglisce. Sono dell’idea che chiunque vorrà metterci sotto dovrà sudare le classiche sette camicie, e non è affatto detto che basti, neanche se sono a righe !!

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    1. cuoretoro - 3 mesi fa

      Occhi ben aperti, perché è già successo che siamo arrivati al derby speranzosi e poi non solo l’abbiamo perso ma poi sono seguiti periodi di forte depressione. Concentrazione al massimo sperando che nessen elemento esterno influisca sul risultato finale

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  6. RobyMorgan - 3 mesi fa

    Riferito all’articolo , nel calcio non guasta un po di fortuna o almeno rovinano le decisioni contrarie , leggi gli errori arbitrali…se nel caso finalmente il VAR ci ha dato ragione o se non altro non ci ha dato contro , tutto questo ci ha agevolati , anche se penso che con un gioco intelligente saremmo lo stesso riusciti a ribaltare il risultato.
    Questo è il grande pregio di Mazzarri , abbiamo un gioco , e possiamo cambiare schema durante una partita con giocatori che rispondono alle indicazioni del tecnico e senza proclami altisonanti , prima e dopo la partita.
    Insomma stiamo crescendo bene e adesso inizia il nostro campionato che può fare la differenza , ricordiamoci che fin’ora abbiamo gli stessi punti dell’andata e il derby sia il vero inizio trionfale.
    FVCG sempre Viva il Toro e muerte al Matador

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  7. prawn - 3 mesi fa

    Mi piacerebbe non pensarci piu’ al predecessore di Mazzarri, ma e’ impossibile, la differenza sull’intelligenza tattica, la preparazione mentale e fisica e’ abissale.
    Mi sono messo l’anima in pace pensando che senza gli orrori di Miha non avremmo apprezzato Walter abbastanza, preoccupati del modulo, del gioco, di Ljacic in panca.

    Vorrei sapere se miha se le guarda le partite del toro o se e’ cosi’ scarso che riesce pure ad ignorare l’evidenza: stessa squadra, prende un quinto dei goals che prendeva prima, segna di piu’, vince bene in casa.

    Il discorso sul gallo poi e’ pazzesco, lo sapevamo tutti che lo rischiava a farlo giocare, persino Giordana si era ‘scomodato’ a scrivere.

    Ecco se una ventina di tifosi sanno di piu’ di un allenatore siamo messi male.

    E poi una domanda alla societa’, se volevate Mazzarri dal 2007, perche’ non fare uno sforzo e prenderlo sul serio?

    La storia insegna che la carriera e’ poi andata male ad entrambi.

    Vabbe’, ora riuniti, si spera a lungo.

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    1. ALESSANDRO 69 - 3 mesi fa

      Intanto senza gli errori di Miha probabilmente oggi avremmo almeno 6 punti in più, frutto di vottorie letteralmente buttate nel cesso, e quindi una posizione in classifica più soddisfacente. Quanto a Mazzarri, secondo me è stato bravissimo a lavorare sulla testa dei giocatori più che sulla tattica o sul fisico, onestamente non c’era nemmeno molto tempo per lavorare su queste due ultime componenti.
      Io ho la ferma convinzione che il calcio è uno sport semplice, per cui più la differenza la fa sempre chi scende in campo. Evidentemente Mazzarri è riuscito laddove Mihailovic ha fallito..hanno fallito tecnici come capello,Lippi e anche Conte non se la passa bene..Questo deve far riflettere….

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      1. prawn - 3 mesi fa

        C’e’ un fatto pero’ (rispetto a quelli che nomini), il nostro folle condottiero non ha mai vinto, da nessuna parte, niente.
        E ha un arroganza pazzesca (frutto dei suoi fasti, che non si discutono, da giocatore).

        Quello che non sopportero’ mai di Miha e’ l’arroganza, il populismo e il fatto che sia piombato in A senza gavetta, Conte si puo’ odiare ma almeno l’ha fatta.

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      2. gianTORO - 3 mesi fa

        …questo fa purtroppo capire come l’unica discriminante sia la testa di un giocatore. spesso ragazzino, pieno di soldi e pieno di tempo libero per spenderli…e con certi cerebrolesi ache Freud avrebbe trovato lungo.

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