Il Torino corre sempre poco, solo il Carpi peggio dei granata

Il Torino corre sempre poco, solo il Carpi peggio dei granata

L’analisi / Il Toro ha bisogno di rimettersi in moto, soprattutto contro il Verona, squadra in difficoltà

Immobile corre, Sassuolo-Torino, le formazioni ufficiali, Milan-Torino, le formazioni ufficiali

I granata hanno bisogno di ripartire, dopo i risultati poco convincenti contro Sassuolo ma soprattutto Fiorentina. Il Torino è stato protagonista di un mese particolarmente complicato, con 5 partite tutte sovrapposte. Però, ormai il mese di gennaio è alla fine, e la partita contro il Verona sancirà l’inizio di febbraio. Perciò la partita contro gli scaligeri sarà una sorta di partita della verità, con il Torino che potrebbe effettivamente che i risultati negativi fossero vittima della stanchezza.

POCA CORSA – Ma un dato è lampante, in questa squadra granata: i giocatori corrono poco. Il dato è allarmante, perché il Torino, nella graduatoria dei kilometri percorsi, è al diciannovesimo posto, precedendo soltanto il neo promosso Carpi. Il Toro ha percorso quasi 99 kilometri nelle partite giocate in Serie A, mentre guardando al primo posto, vediamo come il Bologna sia davanti a tutti, con ben 10 kilometri in più della squadra di Ventura.

Sassuolo-Torino, Belotti corre
Belotti, in sintonia nella coppia con Immobile

RITROVARE ENTUSIASMO – Perciò il Toro deve ritrovare entusiasmo, che sembrava essere tornato grazie all’arrivo di Ciro Immobile, ma un solo giocatore non basta. Il Torino è davanti ad un bivio, che probabilmente segnerà la stagione granata: il Verona non è una squadra troppo pericolosa, con molte difficoltà in difesa. I granata dovrebbero riuscire ad approfittare di questa carenza, e ritrovare lo spirito combattivo (agonisticamente parlando) che lo ha spesso contraddistinto.

Non a caso, l’uomo che può guidare questa ripresa granata è proprio Ciro Immobile, che può prendersi la squadra sulle spalle e ridare convinzione all’ambiente a suon di gol. Anche Belotti, però, potrebbe seguirlo a ruota, dato che insieme si sono trovati particolarmente in sintonia.

4 commenti

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  1. Leo - 12 mesi fa

    Si, vero, statistica interessante che in parte trova ragione nel rispetto maniacale di una tattica finalizzata a minimizzare i rischi in fase di copertura… E’ come se si volesse che tutti i giocatori siano allineati esattamente sulla linea della palla : questo 3-5-2 da questo punto di vista è un approssimazione di un ipotetico/ideale, consentitemi l’azzardo, 0-10-0. Il problema è che questo comporta, per riuscire, oltre a una attenzione tattica assoluta perché TUTTI i giocatori in un decimo di secondo devono essere in grado di capire come evolve il gioco, e quindi che posizione assumere (la cosidetta “lettura”), anche una rapidità assoluta nel movimento una volta che la situazione tattica prevista si è, per cosi dire, concretizzata… Inoltre per riuscire c’è bisogno di azioni IN TUTTE LE PARTI DEL CAMPO : bisogna variare a svariare a seconda delle situazioni, una volta dovrebbe essere Peres che va sulla fascia, altra volta con Maksimovic che esce palla al piede, altra volta Baselli che lancia Immobile….ecc. C’è inoltre da considerare che gli avversari hanno preso adeguate contromisure: attaccano e pressano nel momento in cui il Toro è in fase di indecisione, marcano a dovere Glick quando c’è il calcio d’angolo, sanno che l’azione parte da molto dietro e quindi impediscono a Moretti e Maksimovic di fare da registi (altra invenzione venturiana, in effetti i difensori sono – o meglio erano- meno marcati e quindi avevano più libertà d’impostazione). Insomma adesso bisogna in qualche modo cambiare. L’imperativo deve essere sempre l’imprevedibilità. Sta al mister adottare importanti cambiamenti, come d’altra parte ha già fatto in passato, e lasciare spazio anche all’iniziativa personale quando il giocatore lo consente (come Baselli). E poi bisogna mascherare il gioco, fingere ancora di più…

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  2. Jerry - 12 mesi fa

    La poca propensione alla corsa, è in parte dovuta, alla tattica attendista che attuiamo contro chiunque. È figlia di quella integrità tattica, che oramai anche i sassi sanno. È monotono è troppo prevedibile il nostro gioco. E meno male che ogni tanto Peres da una accelerata, se no saremmo ultimi e distaccati di molto.Corriamo poco e male. C’è bisogno di una svolta radicale. Attendiamo domenica per vedere, ma dubito che vedremo cose diverse. Forse vedremo un po’ più di cattiveria agonistica, ma il canavaccio temo che sia sempre lo stesso……..

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  3. Seagull'59 - 12 mesi fa

    Questa è invece la vera spiegazione della latitanza di gioco della squadra. Per fare il giro palla, bisogna infatti che i giocatori si muovano e si smarchino di continuo, altrimenti a chi la passa la palla chi c’è l’ha nei piedi? Se non ci sono compagni liberi, sei obbligato a ripassarla indietro o a buttarla avanti alla cieca… Stupisce però che Ventura non gli urli dietro se non lo fanno, perché questo è essenziale per il suo schema: movimento per farsi servire dal compagno con la palla! Come fanno le squadre, tante, che applicano questo modulo…

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  4. blubba - 12 mesi fa

    Per forza corre poco, il frulla palloni del Vate doveva far girare il pallone alla velocità della luce per soggiogare le difese avversarie einvece rischia di ipnoytozzare i suoi stessi giocatori oltre che i tifosi allo stadio per la sua lentezza

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