Il Torino e il falso mito del possesso: solo 13° per controllo del pallone

Il Torino e il falso mito del possesso: solo 13° per controllo del pallone

Il dato / Il gioco dei granata è stato identificato come centrato sulla costruzione dell’azione, anche se i numeri parlano di altro

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Per anni, in tutta Italia, si è ritenuto che il Torino proponesse un gioco attivo, volto a mettere in mostra le qualità delle proprie individualità attraverso la gestione della partita. Tra gli aspetti del gioco di Ventura più criticati, spesso emergeva l’eccessivo controllo del pallone in difesa, che più che possesso palla veniva identificato come melina dai suoi detrattori. I numeri, soprattutto in questa stagione, però, vanno contro a questa sensazione, segnalando anzi come i granata siano una squadra più abituata nell’aspettare l’avversario.

Andando ad analizzare, infatti, i dati del possesso palla, si nota come Glik e compagni si siano classificati soltanto tredicesimi nella classifica del possesso palla in Serie A, con un 48.5% che suggerisce ben altro rispetto ad un incessante controllo della gara. In particolare, stupisce che il dato in trasferta (48.7%) superi, anche se di poco quello in casa (48.2%), a dimostrazione delle difficoltà di imporre il proprio gioco che la squadra di Ventura ha evidenziato nel corso dei match di fronte al proprio pubblico.

Certo, il possesso palla non è l’unico elemento valido per definire l’efficacia offensiva, ma va coordinato con tutti gli altri dati: in particolare, tra questi, emerge – confortato dalla sensazione in campo – l’assenza di tenuta stagna della difesa che, nonostante risulti quinta come tiri subiti a partita, ha chiuso il torneo con la settima peggior difesa, testimoniando la fatica già conclamata di mettere un freno alle avanzate avversarie, vanificando con errori individuali un’organizzazione di squadra comunque positiva, capace di mettere in difficoltà chi vi si trovava davanti. Tanti dati, tanti aspetti da valutare per cominciare a costruire il Toro nella nuova stagione, che prenderà forma dalle mani di Mihajlovic, nella speranza di ritrovare la giusta quadratura.

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  1. Leo - 12 mesi fa

    Se è vero che il “possesso palla” può significare melina è anche vero che “grinta” può significare “pressing” e Pulici dovrebbe saperlo poiché, se non erro, è stato Radice a “organizzare la grinta” a livello di sistema facendo appunto del pressing una tattica generale d gioco. Comunque se ci illudiamo che basti alzare la voce per ottenere, nel calcio di oggi, agonismo, forza fisica e determinazione siamo fuori strada, completamente. E’ l’esatto contrario, queste cose sono frutto di preparazione medica, programmi di allenamento, simulazioni e sperimentazioni di gioco, idee tattiche : tutte cose che Mihalovic non ha, o meglio, fino ad oggi ha dimostrato di non avere. Se qualcuno – sul sito Toronews, tra i tifosi o chiunque, mi spiega il tipo di gioco, l’idea di calcio che ha Mihailovic gliene sarei grato.

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  2. abatta68 - 12 mesi fa

    Come diceva saggiamente Pulici “il possesso palla? una volta si chiamava melina!” A me di avere il 60% di possesso palla e perdere la partita non me ne frega nulla!

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    1. RDS- toromaremmano - 12 mesi fa

      Hai ragione, se poi come si faceva noi il possesso palla e fra i tre centrali e il portiere diventa decisamente melina, melina che una volta si faceva per salvaguardare un risultato favorevole non sullo O a O in casa.

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  3. aterreno - 12 mesi fa

    Aspetta un momento, quest’anno la tattica e’ stata aspettare (= non giocare, non provarci) l’avversario per tutto il primo tempo, magari prendere un goal, poi provare a ripartire partendo, appunto da passaggi indietro.

    Forza SInisa, forza un toro che gioca per vincere e con grinta!

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