Il Torino e l’ennesimo avvio lento: troppa pazienza è controproducente

Il Torino e l’ennesimo avvio lento: troppa pazienza è controproducente

Carpi-Torino 2-1 / In otto partite ufficiali, sei volte il Torino è stata la squadra a subire gol per prima. C’è troppa sicumera, non sempre le rimonte riescono

Torino

Fin dalle prime battute di questo campionato si dice e si ripete che la maggior perplessità che il Torino del Ventura-quinquies desta consiste nelle famose partenze “diesel”. Si è sostenuto che non fosse un caso che Glik e compagni fossero andati sotto nel risultato in tutte e tre le prime giornate di campionato (e anche nel match di Coppa Italia contro il Pescara). L’avvio da grande squadra contro la Sampdoria, alla quarta, sembrava poter accantonare la questione. E invece si è arrivati alla sosta di ottobre con una non esaltante statistica: in sei incontri ufficiali su otto, il Torino è stata la squadra a passare in svantaggio per prima.

VENTI MINUTI BUTTATI – Una tendenza che ha trovato conferma anche contro il Carpi. Al “Braglia” di Modena si è visto di nuovo un Torino narcotizzato nei primi 20-25 minuti. Ad un certo punto Maxi Lopez ha suonato la sveglia e la squadra ha preso campo creando delle occasioni da rete. Ma dopo l’intervallo inspiegabilmente è mancato qualsiasi tentativo di cambio di ritmo, e anzi, è stato il Carpi che ha compreso quale era il momento per giocarsi il tutto per tutto.

Maxi Lopez
Maxi Lopez esulta contro il Palermo dopo una delle tre reti segnate dal Torino nei primi tempi

SOLO TRE RETI NEI PRIMI TEMPI – Se poi si considera che dei 12 gol segnati solo 3 sono arrivati nei primi tempi, risultano doverose alcune constatazioni. Il Torino di questo avvio di stagione dà la sensazione di essere fin troppo consapevole delle proprie qualità, che ci sono e sono importanti. Ma in Serie A, se regali anche solo uno spezzone di partita, rischi di pagare dazio. Sei volte su otto in svantaggio e solo tre gol nei primi tempi: sono dati che fanno pensare che il Torino, quando scende in campo, tende a pensare di poter gestire la partita a proprio piacimento, nella convinzione che tanto, prima o poi, una rete la si trovi.

Purtroppo non sempre le cose girano come si vorrebbe e non sempre le rimonte riescono. Per fare il salto di qualità, occorre capire quando è il momento di accelerare e quando è il momento di gestire le forze. Essere “pazienti” e “maturi” va bene, aspettare con calma i varchi lasciati dagli avversari è ottimo, ma arrivati a un certo punto diventa controproducente perché le partite poi scivolano dalle mani anche quando sono alla portata. Lo schiaffo di Modena può e deve servire per capirlo.

Ventura, Carpi FC v Torino FC - Serie A
Carpi-Torino fotogallery toro
Urbano Cairo, Carpi FC v Torino FC - Serie A Toro
Benassi, difesa
Maxi Lopez, Carpi FC v Torino FC - Serie A
Centrocampo, Carpi FC v Torino FC - Serie A
centrocampo
attacco
Silva, Torino, Carpi
Beppe Vives nella zona mista del Braglia dopo Carpi-Torino 2-1
Gaston Silva nella zona mista del Braglia dopo Carpi-Torino 2-1
punti, roma
Torino
palla inattiva Maxi Lopez Rigore Carpi Torino

13 commenti

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  1. claudio sala 68 - 2 anni fa

    Il limite di questa squadra è che gioca a memoria ma sempre allo stesso modo. Non è nel dna di attaccare in modo intenso. Mi ricordo in serie b anni fa contro la juve stabia che per 15 minuti abbiamo fatto melina in attesa che gli avversari si scoprissero. Non è cambiato molto da allora come mentalità ed infatti non siamo neanche riusciti a vincere il campionato di B

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  2. bikeblack - 2 anni fa

    Il gioco del Toro nei primi tempi è semplicemente una schifezza.

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  3. Mik - 2 anni fa

    Scendere in campo con l’atteggiamento sbagliato significa aver preparato male la gara. Questo é ora l’unico grande problema del toro. E i responsabili in primis sono la società e l’allenatore, e in secundis i giocatori che vivono e subiscono di riflesso l’aria che si respira nell’ambiente. Sembra un controsenso ma sembrerebbe che il primo ostacolo del toro a pensare da grande sia proprio se stesso e il ricordo di quel che ha passato negli ultimi 20 anni. Il torino non è piu una sorpresa perche è gia da qualche anno che sta dimostrando, ma per fare il salto che gli manca, e osare, deve lui stesso crederci, prima ancora dei tifosi stessi. Questo non è né presunzione, né incoscienza, ma indice di consapevolezza nei propri mezzi.Rispetto e considerazione dell’avversario, non timore! Non paura delle pressioni che deriverebbero sistemarsi nei piani alti della classifica. Sono conseguenze inevitabili di cui prima ci si fa il callo e ci si abitua e prima le paure e i timori lasceranno spazio a coraggio e spavalderia. E lo dico a ragion veduta perche il toro quest’anno ha sul serio una rosa competitiva, magari non ancora pronta per lo scudetto o la champions, ma in grado di non porsi limiti a priori. Se non ci fossero questi presupposti di base ovvio che l’approccio alle partite fatto solo di slanci coraggiosi non porterebbe a nulla se non a sconfitte clamorose. Invece qui le sconfitte sono puntualmente arrivate contro, non stranamente, compagini ampiamente alla nostra portata, proprio per un atteggiamento in campo timido, reverenziale, fin troppo remissivo, figlio piu di uno stato mentale che non di carenze tecniche/fisiche. Le varie importanti assenze possono essere un alibi in parte, sopratutto se il toro avesse giocato in casa del Napoli o della Roma, al completo. Con tutto il rispetto per carpi e chievo, nonostante l’emergenza, si doveva e poteva ottenere almeno 2 pareggi, facendo di necessità virtu. Seguo il toro da inizio campionato sia allo stadio e in tv ed è palese che dietro il continuo gioco di passaggetti orizzontali nella propria metà campo sia una precisa richiesta del mister. Comprensibile questo tiki taka se stai gestendo a fine partita il vantaggio o eventualmente un pari oltre il quale viste le circostanze sarebbe impossibile andar oltre, ma iniziare un match propinando ciò fino ad abusarne, contro compagini tutt’altro che irresistibili, che stanno li ad aspettare, timorose, che sanno di stare affrontando una squadra forte e tosta…be…non fa altro che alimentare fiducia negli avversari, ottenendo esattamente l’effetto opposto. Un appunto sulle riserve: detto che a parer mio sono piu forti di quello che stanno dimostrando, è pur vero che nelle poche volte che vengono chiamate a giocare per varie defezioni, devono dare piu di tutti, anche per far capire di saper cogliere le occasioni e mettere in difficoltà il mister con le sue scelte. Comprensibile che sia difficile dimostrarlo avendo pochi minuti nelle gambe per sfide ufficiali, e che giocare fuori ruolo non sia il massimo, ma è una situazione comune a tutte le riserve che devono sapersi all’inizio adattare, cogliendo al meglio le rare opportunità ricevute. Finisco ammonendo simpaticamente il nostro presidente perché la consapevolezza nei propri mezzi deve sopratutto partire da lui. Non in modo presuntuoso, ma con responsabilità ed equilibrio, perché seppur è vero che non saremmo da scudetto e non dobbiamo montarci la testa, è anche vero che fare solo riferimento ai fatidici 40 punti per la salvezza non fa altro che castrare la crescita di una mentalità da grande squadra, fondamentale per raggiungere certi obiettivi. E non serve neanche accampare sempre l’alibi degli introiti minori e dei diritti tv ripartiti in modo spropositato a favore delle solite sorelle. Se una volta per tutta non si entra stabilmente ne range delle prime sei del campionato, come si puo pensare poi di pretendere quello che altri ricevono a ragion veduta perché lì ci restano da anni? Inoltre realtà tipo lazio e Fiorentina che di certo non hanno i budget del real o del bayern, hanno dimostrato di saper arrivare in certe posizioni con una discreta continuità grazie soprattutto alla convinzione nei propri mezzi. Detto che solo a fine campionato si possono tirare le somme è pur vero che se ora la Viola è in testa alla classifica e il toro gli stia dietro, nonostante l’abbia surclassata in casa, è indice di un approccio mentale diverso alle gare e non di inferiorità tecnica. E questo dispiace parecchio. Non dico che in questo calcio i soldi non contano, ma se in campo vincessero sempre e solo gli euro allora il Psg o il City o lo Zenith sarebbero pieni di champions League. Ci sono anche gli avversari e in questi ultimi anni in un paio di finali ci sono arrivati il dortmund e l’Atletico, e passatemi il paragone…valgono in europa quanto il toro vale in italia

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  4. wtoro - 2 anni fa

    Tutte le squadre che ho visto con quel gioco noioso ed esasperante di passaggi laterali e all’indietro alla fine hanno sempre perso. DOBBIAMO ATTACCARE !!!!!!

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  5. ex calciatore - 2 anni fa

    non è una questione di allenamento, ma di testa , quel tic toc con la palla che ogni tanto serve, con certe squadre tipo Chievo e Real Carpi è deleterio,occorre aggredire e prima o poi il gol ci scappa,con il tic e toc con quelle squadre il gol per fortuna o sfortuna lo prendi e non recuperi più.senza contare che il
    Real Carpi non ci pressava neppure, ma lasciamo perdere ormai è storia vecchia ,
    certo che rode aver buttato via da 4 a 6 punti.Saluti

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  6. sergio.attil_789 - 2 anni fa

    Mi domando perchè le altre squadre corrono più di noi a prescindere dalla tecnica, vedi Verona Chievo Carpi ed anche Palermo.Atleticamente siamo ben alleneti?

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    1. robert - 2 anni fa

      perché abbiamo un allenatore che non vale una cicca ………..

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      1. Brawler Demon - 2 anni fa

        E che problema c’è, abbiamo Mister Robert per il dopo-Ventura. Forza illuminaci…

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  7. Scott - 2 anni fa

    Una partita da Toro (contro la samp). Le altre da mucca indolente al pascolo, che, pur vedendo il prato verde a pochi passi, preferisce mangiare ciò che ha sotto il naso.

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    1. Brawler Demon - 2 anni fa

      Già, gli altri 11 punti sono arrivati col culo… dovremmo essere tra Frosinone e Bologna…

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      1. Scott - 2 anni fa

        Se a te piace perdere con il chievo e il carpi. A me no … ,mi fa incazzare bestialmente… forse non ho un cazzo di meglio da fare che pensare al Toro… puo’ essere… ma mi fa incazzare.

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  8. ToroLondoner - 2 anni fa

    non so se sia un po presto ma inizio a vedere un trend fuori casa che non mi piace. In casa un treno ma fuori (per un motivo o per un altro…a parte frosinone) abbiamo fatto abbastanza male. Speriamo bene perche per essere in alto in classifica bisogna anche far punti fuori

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  9. ex calciatore - 2 anni fa

    Condivido pienamente, i primi 10 minuti poi sono da suicidio.Saluti

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