Il Toro a Livorno conferma i suoi limiti

Il Toro a Livorno conferma i suoi limiti

Doveva essere, quella di ieri sera, una partita che scacciasse i pensieri. E invece il match dell’Ardenza rinfocola in molti i dubbi e i pessimismi sul momento attuale del Toro ma anche sulle prospettive future del campionato. La squadra di Ventura vista ieri ha infatti palesato limiti tecnici, ma soprattutto ha confermato ancora una volta notevoli problemi…
Doveva essere, quella di ieri sera, una partita che scacciasse i pensieri. E invece il match dell’Ardenza rinfocola in molti i dubbi e i pessimismi sul momento attuale del Toro ma anche sulle prospettive future del campionato. La squadra di Ventura vista ieri ha infatti palesato limiti tecnici, ma soprattutto ha confermato ancora una volta notevoli problemi dal punto di vista della mentalità. 

PRIMI DIECI MINUTI DA FAVOLA – Partenza fantastica dei granata: al 5’ Cerci, scena già vista tante volte quando lo si è fatto giocare sulla fascia, salta con facilità irrisoria il diretto avversario nell’uno contro uno e Immobile deve solo farsi trovare pronto all’appuntamento con il gol. Minuto 8: da calcio d’angolo, il capitano Glik gira bene di testa sul palo opposto e la palla entra in rete. 0-2 dopo dieci minuti, meglio di così non poteva andare: la partita, pur se ancora quasi tutta da giocare, va solo gestita, contro un Livorno che non fa un punto da un mese…

INCREDIBILE CROLLO – Da lì in poi, succede l’inconcepibile. Iniziano a vedersi errori su errori, disimpegni sbagliati, campanili sparacchiati alla “come viene viene”, e Padelli e compagni con i loro pasticci ridanno fiducia a un Livorno che si vedeva già nel burrone.  Fioccano così le occasioni per i labronici. Per due volte Paulinho anticipa di testa Glik ma non trova la rete; al terzo tentativo il brasiliano trova la rete, mettendo in rete un traversone arrivato dalla destra dove D’Ambrosio e Gazzi si erano fatti saltare. Questione di minuti e arriva il preannunciato pari di Greco, che mette dentro facilmente da dentro l’area, lasciato solo da una difesa granata che ha abboccato troppo facilmente al velo di Paulinho. Si va così al riposo in parità, tutto da rifare. 

ALLA FINE SI STRAPPA IL PARI – L’inerzia del match è a favore ora del Livorno, ma i labronici abbassano un po’ il pressing e rallentano il loro ritmo, e così il Toro riguadagna metri. Tra il 15’ e il 17’ arriva però la fiammata dei padroni di casa: prima Emeghara sfugge a Moretti ma Padelli ci mette il piedone, poi Emerson trova il classico gol “della domenica” dai 30 metri. Incredibilmente il Toro rischia di perdere una partita che si era messa così bene, e allora i granata cercano di reagire, anche facilitati da un Livorno che da lì in poi si rintana nella propria metà campo. Arrivano così il palo di D’Ambrosio, il miracolo di Bardi su Barreto e infine il rigore, netto, trasformato da Cerci, che porta un punto che fa salire a +5 il margine dalle terzultime.
E’ comunque uno striminzito pari che non può accontentare i granata, che si sono dimostrati squadra sì in grado di far male davanti ma ancora un po’ immatura e vulnerabile, che non sa leggere le situazioni della partita. Il Livorno è una squadra che sicuramente non vale più dei granata ma perlomeno ha avuto un notevole scatto di dignità una volta vistasi sull’orlo del precipizio. Ai granata il compito di dimostrare la stessa caparbietà nelle prossime partite. 
 
Gianluca Sartori
(foto Dreosti)
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