Il Toro che non ti aspetti

Il Toro che non ti aspetti

Sfido chiunque a dire che, a inizio campionato, si sarebbe aspettato un Toro così. Con questi uomini, con questi risultati e con questa posizione in classifica.
 
UNDICI- Con…
Sfido chiunque a dire che, a inizio campionato, si sarebbe aspettato un Toro così. Con questi uomini, con questi risultati e con questa posizione in classifica.
 
UNDICI- Con undici uomini in campo siamo arrivati all’undicesimo posto in classifica alla ventitreesima giornata. Ventotto punti combattuti uno per uno senza tregua, senza mollare mai, come insegna la fede granata. Il Toro non molla. Cade e si rialza. È così nella genetica granata. Questa volta il Toro si è rialzato dalla serie B alla serie A e qui non ha smesso di lottare per affermarsi, partita dopo partita, regalando emozioni che non ci saremmo aspettati.
 
UOMINI DA TORO- Il Toro è una fede, una passione, ma è, soprattutto, fatto da uomini. E sono proprio questi uomini che, passo dopo passo, sono giunti a questi risultati. A partire da Mister  Ventura che ha lavorato con continuità, seguendo i suoi schemi, studiati nei dettagli, cucendoli pian piano sui giocatori. Giocatori che ha selezionato con cura e ha fatto crescere e maturare nel gruppo, fino a ritagliare ad ognuno il proprio ruolo. Un esempio può essere quello di Danilo D’Ambrosio, che è cresciuto tatticamente nei suoi anni al Toro e ci ha regalato belle giocate. Per non parlare di Gazzi, ‘’il guerriero’’, uno che scende in campo decisamente con uno spirito granata, che lotta, non molla. E come lui tanti altri, quali Glik, Gillet. C’è anche chi ha subito diverse critiche, come Meggiorini, ma ha continuato a lavorare sodo, in silenzio ed ha avuto la sua  rivincita. Il Toro è fatto di uomini come questi, che non sono tanto preoccupati di fare il maggior numero di presenze in campo, quanto di dare il massimo quando scendono in campo. Va da sé che uomini-Toro per antonomasia sono Ogbonna e Bianchi i due pilastri che hanno seguito il Toro in Serie B e lo hanno riportato in A, uomini legati alla storia di questa squadra, legati al senso dello spirito granata. C’è da dire che sono anche uomini che dividono la piazza, soprattutto il Capitano. Tra i tifosi c’è chi lo vorrebbe a vita in granata e chi crede che, in questo Toro rinnovato, non ci sia più molto spazio per lui, dando atto però, di tutto ciò che ha fatto per questa squadra.
 
TORO E’: I TIFOSI- Ma la cosa che più contraddistingue il Toro dalle altre squadre è la tifoseria. Il tifoso granata vive una sorta di amore-odio nei confronti della sua fede, perché si dice da sempre, essere del Toro vuol dire soffrire. Ma vuol dire anche gioire ancor di più dopo aver sofferto, vuol dire avere una storia importante alle spalle per cui è difficile reggere il confronto con il passato, che non si dimentica mai, e che è esempio per tutti coloro che verranno dopo. I tifosi granata sono divisi da idee diverse riguardo alla propria squadra, idee diverse sui propri giocatori che adorano, che criticano, anche un po’ pesantemente a volte, ma forse solo per farli migliorare. È difficile farsi amare dal tifoso del Toro, ma una volta conquistato si avrà la sua stima per sempre, legati per sempre dalla stessa passione per la stessa maglia granata.
 
 
Redazione TN

(foto Dreosti)
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