Il Toro, le donne e la famiglia granata

Il Toro, le donne e la famiglia granata

Buonanotte granata / Una riflessione sulle donne granata e una richiesta: niente mimose domani, ma solo la vittoria

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 Il calcio non è cosa da femmine. Ce lo inculcano nella mente fin quando, da bambine, a Natale troviamo una bambola sotto l’albero, e nostro fratello si becca un pallone di cuoio. Lo ribadiscono gli amici, durante una partita in cortile, mentre ci scelgono per ultime nella loro squadra e ci piazzano rigorosamente in porta, o tentano di convincerci che serviamo più come tifose che come giocatrici. Lo riscopriamo da adulte, quando ci tacciano di innamorarci dei calciatori per i loro fisici muscolosi e i loro occhi azzurrissimi, mentre noi invece, rapite, rimaniamo incantate dalle loro corse folli sulla fascia o dai loro colpi di testa che suggellano un gol da campione. E il tifo, quello vero, sporco e cattivo, non ha niente di femminile… così ci hanno detto.

La realtà, quella che vivo e respiro da anni, ha ben altro sapore. Perchè le donne granata che ho avuto il piacere di conoscere, e quelle con cui ho avuto la fortuna di crescere, sono tutto fuorchè relegate ad un ruolo di comparse. Grinta, forza e cuore: qualità che si portano dentro, in parte insite nel loro dna, in parte frutto dell’appartenenza a questa famiglia granata. Le donne, spesso pilastro portante della famiglia e co-responsabili dell’educazione anche sportiva dei piccoli granata, hanno tanto da dare in qualità di sostegno alla squadra, ben lontane da essere solo fan al seguito di un gruppo di affascinanti sportivi. L’ambiente granata, quello che lega indissolubilmente persone così diverse, è la condivisione di valori che hanno molto a che vedere con la famiglia: costanza e sacrifici anche nei momenti più difficili, protezione e condivisione di un passato che ci insegna chi siamo e tanta, infinita pazienza. Che a volte, come in questo periodo, può essere premiata.

Ma nel mondo del Toro, specie per noi, figli della generazione social che tendiamo ad intrufolarci come curiosi ficcanaso nelle vite dei nostri idoli, una presenza importante risulta essere anche quella delle compagne dei ragazzi. Prime tra le sostenitrici, riescono spesso a darci uno spaccato diverso, un altro punto di vista sulla vita dei campioni, mostrandoci molte volte quanto un condottiero può dimostrarsi anche fuori dal campo, una persona vera, circondata dall’affetto familiare, oltre che dal nostro. Troppo banale sarebbe sostenere che dietro ad ogni grande uomo c’è sempre una grande donna, ma spesso al fianco di un grande personaggio, possiamo scorgere una compagna che, nel raccontare qualche pezzo di vita, ce li fa amare un po’di più.

Domani è la Giornata internazionale della donna, e in quanto donna granata, mi sento di esprimere un piccolo desiderio: niente mimosa, grazie… ma grappoli di gol.

Buonanotte granata…

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