Il triste record del Torino: in tre anni 28 rigori concessi, ma quanti lo sono veramente?

Il triste record del Torino: in tre anni 28 rigori concessi, ma quanti lo sono veramente?

Approfondimento / Nessuna squadra in Europa ha concesso agli avversari più rigori dei granata negli ultimi 3 anni. Accanimento arbitrale o disattenzioni difensive?

di Redazione Toro News

Come presentato nella nostra rubrica di statistiche di qualche giorno fa, il Torino ha il poco invidiabile record europeo di rigori concessi negli ultimi tre anni. I granata, infatti, tra la stagione 2012/2013 e l’attuale, hanno concesso ben 28 rigori, precedendo in questa grottesca classifica Levante (27), Udinese (25), Siviglia e Valencia (23).

In questi tre anni, comunque, se ne sono viste di tutti i colori: gol buoni non convalidati a granata, rigori solari non concessi, direzioni arbitrali a tratti univoche e reti avversarie irregolari rese valide. Ora arriva questa statistica, di questo record, che certamente aumenterà le polemiche sugli “svafori” ricevuti dai granata: ma, effettivamente, 28 è un numero di rigori che in tre anni è concepibile conceda una squadra? La risposta è no: non lo è, ma non bisogna nenahce cadere nell’atteggiamento da “piangina”, del tipo: “Ladri, sempre a noi le ingiustizie ecc. ecc..”. La verità sta nel mezzo: un briciolo di attenzione in più da parte della difesa granata e molti di quei penalty sarebbero stati evitabili, ma, dall’altra parte, molti – moltissimi – di quei tiri dagli undici metri non dovevano effettivamente essere concessi.

Esempi? Partendo dalla prima stagione in Serie A di Ventura – la prima considerata nella statistica – non può che sovvenire alla mente quel Torino-Cagliari 0-1 dell’ottobre 2012, quando l’arbitro Celi regala agli isolani un penalty a 15′ dal triplice fischio. Il motivo? Un presunto tocco di mano di Glik su cross di Astori, ma il centrale si stava riparando il petto e non occupava volume. Un mese più tardi, poi, Roma-Torino viene sbloccata da un generosissimo rigore concesso ad Osvaldo, che si lascia cadere in area contrastato da Ogbonna. Per l’arbitro è rigore, la partita finirà poi 2-0 per i giallorossi. Un anno dopo si gioca a Marassi, è la 7^ giornata d’andata, la Sampdoria ospita i granata di Ventura: al vantaggio blucerchiato di Sansone rispondono Cerci e Immobile, ma verso la fine della gara Eder cade in area, Glik non lo tocca, per il direttore di gara è rigore. 2-2 il punteggio finale: il Toro ancora non lo sa, ma quei punti potrebbero rivelarsi fondamentali a fine anno. Due giornate più tardi succede l’incredibile: al San Paolo il Napoli vince 2-0 con due rigori molto discutibili. Se il primo concesso a Mertens a velocità normale poteva anche (forse) starci, il secondo su fallo di mano di Glik (che un’altra volta aveva il gomito disteso sul corpo) è davvero inspiegabile.

Arriviamo – tralasciando innumerevoli altri esempi – dunque, alla stagione corrente: i due episodi che per primi sovvengono alla mente hanno per protagonisti Milan e Roma. La penultima giornata d’andata, infatti, viene sbloccata dai rossoneri grazie ad un’incredibile svista del direttore di gara, che regala a Menez l’opportunità di segnare dal dischetto. La gara terminerà 1-1, due punti che farebbero più che comodo al Toro. Così come farebbero comodo quelli non portati a casa contro la Roma, passata in vantaggio grazie alla furbizia di De Rossi, bravo a trascinare il piede per terra e a far credere all’arbitro che Moretti avesse causato la sua caduta in area: anche qui, un’1-1 che a posteriori si fa ancora più pensare. 

Tutto questo per dire che 28 rigori in tre stagioni vogliono dire circa 9 all’anno. Ecco: i due rigori inesistenti per anno che vi abbiamo presentato (+ quello concesso su Mertens) forniscono un chiaro exemplum di quanti episodi simili si possono riscontrare riesaminando tutte le partite di questi tre anni, e magari porterebbero a scoprire quanti punti in più avrebbero i granata senza quei torti. Ma la domanda è una: ne vale davvero la pena? Se si è tifosi del Toro e ci si vuole arrabbiare, si, il gioco purtroppo vale la triste candela.

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