Immobile e la voglia di un Toro che non c’è

Immobile e la voglia di un Toro che non c’è

Genoa-Torino 3-2 / A Genova è tornato il bomber di due anni fa. Ma per trattenere Ciro ci vorrà un progetto sportivo all’altezza e una squadra diversa da quella di oggi

Nei primi due mesi della sua nuova avventura in granata, Ciro Immobile ha mantenuto un trend inaspettato: più assist-man che uomo-goal, più giocatore da dribbling e ultimo passaggio che goleador dal killer instinct spietato. Un giocatore molto diverso da colui che due anni fa era diventato capocannoniere della Serie A, che aveva commesso qualche errore (pesante) di troppo davanti alla porta.

Contro il Genoa, però, Ciro-goal è tornato. Due goal mirabolanti, quelli segnati a Mattia Perin, entrambi un mix di potenza e tecnica, che avrebbero meritato di essere accompagnati da un risultato della squadra. Attacco della profondità e ricerca della porta: questo è l’Immobile che i tifosi granata conoscevano, e che si è ri-materializzato a Marassi nel primo tempo di Genoa-Torino. Nel secondo tempo, Immobile è tornato comunque quello di gennaio e febbraio: grandi sfrecciate sulla sinistra, da ala vecchio stampo. Terzini salutati caramente, discese inarrestabili e cross al bacio che hanno trovati Belotti prima e Martinez poi colpevolmente non pronti per la deviazione decisiva. Insomma, difficile chiedere di più all’Immobile visto ieri: l’unico giocatore in grado di rendersi pericoloso, in tutti i modi e da tutte le posizioni.

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E’ evidente che un giocatore in grado di compiere prestazioni come quella di ieri o quella di Palermo meriti intorno a sè tutta un’altra squadra. Se la grande fame e la motivazione di Ciro Immobile possono aiutare il Torino a “tirare a campare” fino a fine stagione, a giugno la sua situazione sarà una delle prime a dover essere risolta. Per il riscatto, lo ha detto l’agente Sommella, il progetto sportivo conta come se non più del fattore economico. Un Immobile così merita di stare in una squadra che valorizzi quanto di buono riesce a fare, invece di sprecarlo. L’attaccante campano, che in zona mista ha confessato che “la squadra non può smettere di giocare alla prima evenienza negativa”, ha una grande voglia di rivincite, e il Torino – club che ormai può considerare come la sua casa – deve essere all’altezza anche delle aspettative di un giocatore del genere, se vuole che sia al centro del suo progetto degli anni a venire. E’ chiaro che un copione come quello di ieri non soddisfa nessuna delle parti in causa: per tenere Immobile, ci vuole un Toro che oggi come oggi non c’è.

9 commenti

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  1. ziocane66 - 11 mesi fa

    In pratica Ciro è stato chiaro : molti giocatori non hanno voglia di giocare nel Toro o non sono più in grado di farlo , quindi selezioniamoli o vado a giocare nel Crescentino (o dove servirà un attaccante)

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  2. robinhood_67 - 11 mesi fa

    Bravo Immobile, ma se siamo severi con Ventura per la stagione in corso, diamogli anche quel che merita: il movimento dei due goal a Marassi è tipicamente venturiano. E la scelta di Ventura, via Quagliarella profittando della polemica con i tifosi, per Immobile, si spiega sotto il profilo tecnico con le caratteristiche di Belotti. Che si integrano meglio con quelle di Immobile rispetto a Quagliarella.
    Detto questo, i guai di Ventura: quanti punti farà il Toro con Juve e Inter? Molto probabilmente, nessuno. Tolte le prime 6 giornate, quelle della Grande Illusione, la squadra viaggia a una media di 0,86 punti/partita. Ovvero, 33 punti: media da retrocessione, tanto per essere chiari. Nessuno può meravigliarsi se non vinciamo il derby, di fronte c’è una squadra con un monte ingaggi triplo rispetto al nostro, che vince da 4 anni, etc etc.. Problema del Torino di quest’anno è il rendimento da retrocessione di una rosa pagata più o meno come quella del Sassuolo. Che non vincerà niente, ma ha fatto un altro campionato (battute Juve, Milan, Napoli, Inter) ed è avanti di 9 punti. C’è la dote delle prime 6 giornate, e allora anche perdendole tutte, da qui alla fine, e vincendo solo con l’Atalanta e pareggiando con il Sassuolo, si chiude a 37 punti, che potrebbero bastare. Ma attenzione a dire ‘non guardiamo la classifica’ perché poi trovarsi nei guai – con contestazione dei tifosi, giocatori con la valigia in mano e la testa agli Europei – è un attimo e questo Toro, ahinoi, non è che abbia carattere da vendere. Dopo, archiviata una stagione da dimenticare, sarà bene cambiare parecchio. E ripartire anche da quelli che ora molti in curva contestano, come Benassi o Zappacosta. Un Toro più forte, con Barreca, Aramu, Perugini. E con i milioni di Maksimovic, Bruno Peres, Glick, sperare che questa volta si trovino soprattutto 2 centrocampisti veri, da serie a, non svincolati o mezze scommesse.

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    1. Jalo - 11 mesi fa

      Condivido dalla prima all’ultima parola

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  3. Catlina - 11 mesi fa

    Non ho mai attaccato più di tanto ventura per non essere come la media dei tifosi del cazzo che ad ottobre eravamo da champions e a gennaio da lega pro. Però ora ventura hai rotto il cazzo. Ho letto oggi sul giornale che ha veramente avuto il coraggio di dire che la partita con il Genoa può essere utile per la crescita.VERGOGNA! ! Così ci prendi per il culo. Hai finito il ciclo..non infangarci VATTENE! !!

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    1. ddavide69 - 11 mesi fa

      Sono un tifoso del cazzo , pero’ mi ero accorto che sventura ci prendeva per il culo già un po’ di tempo prima di te

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      1. Catlina - 11 mesi fa

        Meglio tardi che mai.

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  4. granata-veneto - 11 mesi fa

    Ci vuole una bella purgata!!!

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  5. ddavide69 - 11 mesi fa

    Già meglio dare 1,3 milioni di euro a ventura per tre anni … serve d+

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  6. Scott - 11 mesi fa

    Con un presidente preoccupato di fissare il valore dei calciatori, di quale progetto sportivo parliamo?

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