Inacio Pià: “Toro, puoi risorgere grazie alla tua qualità”

Inacio Pià: “Toro, puoi risorgere grazie alla tua qualità”

Esclusiva TN: “Il Napoli ha tutto per lottare per lo scudetto. In granata una grande rimonta, peccato essere arrivati alla finale con tanti infortunati”

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Pià, Napoli-Torino

Nel gennaio del 2010 il Toro di Stefano Colantuono, impelagato nei bassifondi della serie B, mette in atto, grazie al neo diesse Gianluca Petrachi, un’autentica rivoluzione, arruolando molti giocatori semi sconosciuti al grande pubblico provenienti per lo più dalla Lega Pro e qualche elemento di talento in cerca di rilancio. Tra questi l’attaccante brasiliano Inacio Pià, che in granata collezionerà 17 presenze e 3 reti, sfiorando, con i suoi nuovi compagni, un’incredibile promozione in A svanita solo in seguito allo spareggio perso con il Brescia.

Prima di approdare al Toro Pià ha anche vestito la maglia del Napoli, dal 2005 al 2007, conquistando una doppia promozione dalla Lega Pro alla A, e dal 2008 al 2010.

Ciao Inacio, il giorno dell’Epifania, il 6 gennaio, ci aspetta Napoli – Torino? Che partita sarà?

Sarà una bella partita, molto interessante, il Napoli arriva da un periodo eccezionale, mentre il Toro è una squadra che gioca molto bene.

I granata però non hanno chiuso certo il 2015 nel migliore dei modi. Cosa dovranno fare per ripartire?

Non mi preoccupa il momento no dei granata, in quanto in questi ultimi anni hanno fatto vedere grandi cose e hanno molta qualità all’interno della rosa. Penso che un periodo di appannamento mentale e fisico ci possa stare e che il Toro possa risollevarsi senza problemi.

Il Napoli può invece davvero pronunciare la parola “scudetto” o si tratta di qualcosa destinato a rimanere nella valigia dei sogni?

Il Napoli ha tutto per lottare fino alla fine. Non so, sinceramente, se sia all’altezza della Juventus, che a mio modo di vedere rimane sempre l’avversaria più forte e pericolosa, ma sicuramente la squadra di Sarri, acquisendo la giusta mentalità vincente, se la può giocare fino alla fine.

Certo che a Napoli, dai tempi del primo De Laurentiis e della Lega Pro, quando sei arrivato tu, ne è stata fatta di strada…

C’è stata una programmazione molto intelligente, partita con il presidente e con l’allora direttore Marino, poi proseguita con pazienza negli anni, nonostante quella partenopea sia una piazza esigente, in cui a volte è difficile lavorare. Dal fallimento alla Champions, passando per le due vittorie in Coppa Italia e la conquista della Supercoppa italiana contro la Juve, sono stati fatti passi da gigante, ora bisogna andare avanti così per cercare di raggiungere in futuro quello scudetto che l’ambiente e i tifosi meritano così tanto.

Raccontaci invece della grande rimonta con il Torino di Colantuono, quando arrivasti in un momento non certo facile per i granata.

Era un momento molto particolare, a gennaio arrivarono 15 giocatori nuovi provenienti da categorie diverse. Era una situazione molto difficile ma abbiamo fatto un lavoro importante grazie al Mister e a tutti i ragazzi che avevano una grande voglia di far bene. Siamo arrivati fino alla finale play-off contro il Brescia, poi purtroppo persa. Il grande rimpianto è quello di essere arrivati all’appuntamento più importante con qualche infortunio di troppo, tuttavia due anni dopo il Toro è riuscito a centrare l’obiettivo della promozione e quindi bene così.

Sei ancora in contatto con qualcuno dei vecchi compagni?

Sì, sento Rolando Bianchi e D’Ambrosio, due amici.

Tra l’altro nella primavera del 2009, in un Napoli – Torino, andasti a segno con la maglia azzurra. Segno che queste due squadre erano già nel tuo destino.

E’ vero (ride ndr) segnai un gol che però servì a poco, perché il Torino vinse 1-2 con reti di Bianchi e Rosina. Per noi era un momento di transizione con il cambio di panchina e la squadra affidata a Mister Donadoni.

Il 2016 invece si apre con una bella sfida per Pià.

Sì, ho terminato la mia avventura a Varese, in serie D, e adesso sto per approdare alla Pro Patria, in Lega Pro. Mi alleno con loro in attesa di trovare l’accordo ma sono fiducioso.

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