Infermeria 2008-’09: i muscoli sono ok

Infermeria 2008-’09: i muscoli sono ok

 “Niente di grave”. Questa è la considerazione che per prima viene alla mente se si guarda il quadro clinico dei giocatori del Torino 2008-2009. Proveniente da un’annata record per numero di infortuni, la società ha assunto quest’anno un nuovo preparatore atletico, Francesco Perondi, nel ruolo dove lo scorso campionato si erano alternati Ferretti ed Artico, e i risultati, sotto l’aspetto…

 “Niente di grave”. Questa è la considerazione che per prima viene alla mente se si guarda il quadro clinico dei giocatori del Torino 2008-2009. Proveniente da un’annata record per numero di infortuni, la società ha assunto quest’anno un nuovo preparatore atletico, Francesco Perondi, nel ruolo dove lo scorso campionato si erano alternati Ferretti ed Artico, e i risultati, sotto l’aspetto degli infortuni, sono senz’altro confortanti. La caratteristica principale degli stop subiti dagli atleti granata, salvo eccezioni, è che non si tratta di problemi muscolari, più difficili da guarire e maggiormente imputabili ad un’errata gestione dei carichi di lavoro, come accadeva invece negli scorsi mesi.

Muscolare è l’infortunio più recente, patito da Cesare Natali, che era stato anche il primo a farsi male, già in ritiro; allora si trattava di una botta ad un piede. E’ sì muscolare il guaio, ma (in attesa degli ultimi accertamenti) dovrebbe trattarsi di cosa di poco peso, e soprattutto di poco tempo.

Prima di lui, gli ultimi ad accusare fastidi erano stati Zanetti e Barone, ma anche nel loro caso non era degna di preoccupazione l’entità della cosa (così come per Ventola sabato mattina). Diverso il discorso per Corini, che salta qualche settimana di campionato per un problema fisico più serio, anche qui non legato ai muscoli (nonostante l’età) bensì ai tendini.

Matteo Sereni, nella passata stagione, è stato più volte fermato dalla sua potente muscolatura, che se non gestita a dovere può fermarlo; evidentemente quest’anno viene curata a puntino, se è vero che l’infortunio patito dal numero uno è di origine legamentosa. Il portiere è assente per un periodo praticamente coincidente con quello di Corini a causa del legamento della caviglia che in allenamento ha ceduto.

Perfino Rosina e Stellone, bersagliati in un passato anche recente da guai muscolari, sembrano esserne quasi immuni; la disponibilità a corrente alternata del numero 10 è dovuta a problemi principalmente al ginocchio che fa preoccupare i tifosi, mentre l’attaccante ha patito qualcosa al polpaccio a inizio stagione, ma ora sembra essersi ripreso ed essere libero da zavorre muscolari come poche volte in carriera.

E anche per Dzemaili, giunto a Torino già con qualche guaio al menisco, i guai fisici arrivano dai tendini, nel suo caso dal collaterale mediale, e non dai muscoli; e lo stesso tendine ha fermato anche Malonga, ai box dall’impegno di Coppa contro il Livorno un mese fa, e prossimo al rientro. Muscolari sì, ma limitati a qualche piccolo fastidio, gli acciacchi lamentati a inizio stagione da Diana e Pisano.

E finiamo con il penultimo infortunio, in ordine temporale: quello di Ignazio Abate. Il biondo ex-empolese si era fatto male a livello muscolare (bicipite femorale) quest’Estate, non al Torino bensì in Nazionale; ora un nuovo stop, dovuto in questo caso ad una distorsione alla caviglia, anche in questo caso con interessamento dei legamenti. In confidenza il ragazzo fa sapere che il presunto “tombino” non c’entra nulla con quanto accaduto contro l’Atalanta: ha preso una vera, semplice botta. Il suo è l’unico infortunio in casa granata a richiedere una degenza di una certa lunghezza.

Sfortuna, l’alt imposto al giocatore più in forma dell’intera squadra; a seguire, nella classifica dei giocatori più in palla, c’è Natali, che si ferma qualche giorno dopo. Sfortuna, certo, ma ci siamo abituati; è comunque preferibile una sequela di avversità (peraltro, ribadiamo, “nulla di grave”, Abate escluso) piuttosto che gli evidenti errori compiuti l’anno scorso e che portarono ad una vera e propria ecatombe, con i muscoli dei giocatori del Torino che si bloccavano ad un ritmo impressionante. 

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