Inter-Torino 2-1, l’analisi di un primo tempo da dimenticare

Inter-Torino 2-1, l’analisi di un primo tempo da dimenticare

Approccio totalmente sbagliato alla partita: tempi discordanti, e zero attitudine al pressing – con l’eccezione positiva di Belotti. E quello “zero” nella casella tiri nei primi 45’…

11 commenti
L’infrasettimanale ha visto un Toro spento, e con poche idee, scendere in campo contro un’Inter che dalla sua non poteva perdere, ed infatti ha saputo vincere. Va tutto male ai granata di Mihajlovic, che sbagliano l’approccio alla partita, non trovando mai la via della porta nel primo tempo. Ed è la prima volta che capita in questo campionato. Una notizia, insomma: già, perché la squadra che ha tirato 0 volte nei primi 45′ di San Siro è anche quella della media-tiri tra le più alte d’Europa, e possiede uno degli attacchi più prolifici del campionato. E allora, cosa è successo?
 
Per poter fare gol, bisogna creare l’occasione: il Toro è riuscito ad andare tantissime volte al tiro in questa stagione per la sua attitudine al pressing e grazie alla grande generosità da parte di ogni reparto nel pressare i portatori di palla molto alti, chiudendo contemporaneamente gli spazi. Bene: nella prima frazione di gara contro i nerazzurri, non è accaduta né una né l’altro cosa, con Banega e Joao Mario lasciati ad inserirsi senza grandi resistenze. L’attacco non ha avuto quei rifornimenti necessari a creare pericoli, con Iago avulso e con la lingua di fuori per la stanchezza, e Ljajic e Belotti isolati e lontani dal loro habitat naturale. La mediana ha passato i primi 45’ a rincorrere, senza idee ma anche senza tempi, accorciando in ritardo e con poca grinta, con Obi e Acquah davvero deludenti, e con la contemporanea spinta dei terzini .- che avevan fatto la differenza anche contro la Lazio – che non si è mai vista.
Un primo tempo, dunque, da incubo, per i granata, che ha di fatto indirizzato la partita verso il predominio nerazzurro, e al sigilllo della ripresa. E’ il primo vero approccio sbagliato di quest’era Mihajlovic, il secondo se si conta la prima uscita col Milan: l’imperativo è mettersi alle spalle in fretta la sconfitta, tenendo bene e a mente il mantra ormai perpetuo del tecnico granata: “Se il Toro non gioca da Toro….”
11 commenti

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  1. Placebo75 - 1 mese fa

    Quando una squadra è tecnicamente più debole dell’avversario, l’unica sua arma è quella di correre il doppia e metterci tutta la grinta del mondo. Ieri non è successo, soprattutto nel primo tempo, e questo è il risultato (e poteva andare peggio). Loro hanno giocato bene.
    Non siamo fenomeni e continuo a sostenere che non siamo nemmeno più forti (tranne in porta) dello scorso anno, ma è cambiato l’atteggiamento (oltre al modulo). La classifica è quella e possiamo sperare di ‘grattare’ 2-3 posizioni a chi è più forte di noi ed andare in EL solo se si sopperirà al divario con la grinta dimostrata già in diverse partite quest’anno.
    Per il saltino di qualità da sesto posto sicuro, mancano ancora tante cose (Adem costante che faccia la differenza, un centrocampo più compatto e dinamico con nuove soluzioni, un centrale veloce…). Le basi comunque ci sono e quest’anno (non ieri sera) abbiamo già visto cose che l’anno scorso ci sognavamo.

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    1. Simone - 1 mese fa

      Oltra a vincere con la corsa le partite si vicono con schieramenti che vadano a contrastare quello dell’avversario.
      Presentarsi con modulo speculare è stata la chiave della nostra sconfitta soprattutto xke non abbiamo corso come avremmo dovuto.
      Un atteggiamento un poco + accorto ci avrebbe fatto tornare a casa senza sconfitta.

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      1. Placebo75 - 1 mese fa

        Non si può avere tutto nel senso che, se avessimo un mister da “atteggiamento accorto”, magari partite precedenti non si sarebbero vinte. Lui non si adatta agli schieramenti altrui, probabilmente si attende il contrario. E non credo lo vedremo nemmeno mai coprirsi quando stiamo vincendo. Più facile che ti schieri 5 punte se siamo sotto. Questo è Sinisa (attuale), prendere o lasciare.

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        1. Simone - 1 mese fa

          Bene e giusto farlo con quelle che sono alla nostra portata ma con l’inter a mio avviso è stato un azzardo.
          Dopo aver raggiunto il pareggio avrebbe dovuto congelare la partita visto ke la gambe ieri nn c’erano

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  2. robert - 1 mese fa

    Non ho mai visto una squadra così scarsa come questa.Portiere scarso,difesa che fa pena,centrocampo inesistente ,attacco che fa schifo e l’unico a salvarsi è stato Bellotti che l’ho visto andarsi a prendere la palla nella nostra area di rigore.E questa sarebbe una squadra da EL ?Ma per piacere!!!! Al massimo può ambire alla serie B.

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    1. Jalo - 1 mese fa

      Oltre a dire una fila di cagate hai anche sbagliato a scrivere il nome di Belotti. Andiamo bene…

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    2. Alberto Fava - 1 mese fa

      Forse sei sul sito sbagliato.
      Questo si chiama Toro news…..
      FVCG

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  3. Athletic - 1 mese fa

    Solite seghe mentali post-sconfitta. Il primo dato che bisogna tenere a mente e aver ben chiaro, è uno solo. Nei primi anni di Ventura e durante i decenni passati, affrontavamo le milanesi, le romane e in generale le squadre di alta classifica, con la speranza di non beccarne cinque o sei. Da Ventura in avanti, con le grandi abbiamo perso spesso, ma solitamente, di misura e abbiamo fatto qualche colpaccio. Con Miha alcune squadre di alta classifica le abbiamo battute in modo netto e con più di un gol di scarto. Questo ovviamente non significa che siamo in grado di asfaltare tutte le squadre di alta classifica, significa semplicemente che stiamo crescendo. La sconfitta con l’inter ci sta, perchè è una squadra con diverse individualità superiori a noi, ed l’abbiamo affrontata in un momento non favorevole, perchè avevano la necessità assoluta di fare risultato, davanti ai propri tifosi. I nostri centrali difensivi si sono tutto sommato comportati bene, Barreca ha giocato bene come le altre volte, Belotti pure. C’è stato un calo di Zappacosta e Valdifiori, rispetto alle ultime partite. Obi e Acquah si sono visti poco, e Iago e Ljajic non hanno inciso come al solito. Poco pressing, poca intensità, pochi palloni recuperati e quindi poche ripartenze. Abbiamo buttato via un tempo, e nonostante questo, a due minuti dalla fine eravamo uno a uno. Mihailovic ha ragione ad essere arrabbiato, questa partita deve essere un insegnamento, ma non è certo il caso di farne un dramma.

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    1. Alberto Fava - 1 mese fa

      Commento perfetto ed esaustivo a mio parere.
      Mi hai letto nel pensiero?
      Ti quoto 100%.
      FVCG

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  4. Simone - 1 mese fa

    Non avremo dei fenomeni in difesa ma presentarsi a Milano con 3 punte è quanto meno da presuntuosi.
    O giochi la partita della vita o la partita la perdi.
    Un più “umile” 4-4-2 avrebbe solo che aiutato la difesa e, visto che davanti gli attaccanti non ci mancano, avremmo potuto far male ugualmente.

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  5. granata - 1 mese fa

    Tutto vero. Ma temo che questa squadra abbia limiti difensivi congeniti, dovuti alla cessione dei tre migliori elementi che aveva. Rossettini viene spesso lodato, ma di testa non ne prende una. Se poi va in barca anche Hart (pessima la sua prestazione, sia per la papera sul primo goal sia per le incertezze sulle palle alte) allora il discorso diventa ancor preoccupante. Difetti che erano già emersi soprattutto col Milan.Purtroppo Moretti è inesorabilmente sul viale del tramonto, Obi e Acquah sono muscolari senza qualità, Valdifiori non è ancora un vero punto di riferimento per la manovra (lo diventerà?), Zappacosta va presto in apnea e sembra sul punto di spirare l’ ultimo respiro a metà partita. Miha cerca di sopperire a queste carenze con pressing alto e velocità, per sfruttare il potenziale offensivo che non è male. Ma quando mancano entrambi andiamo sott’ acqua.

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